Mi sono sposato sei mesi fa e da allora c’è qualcosa che non mi lascia in pace

Mi sono sposato sei mesi fa e da allora cè qualcosa che non mi lascia in pace.

Il ricevimento si teneva in un elegante giardino alle porte di Firenze. La musica era forte, luci scintillanti ovunque, la gente ballava con entusiasmo. A un certo punto sono uscito fuori dalla sala principale, avevo bisogno di aria fresca. Da lontano, ho visto mia moglie e il mio migliore amico, Leonardo, appartati vicino ai bagni. Non stavano chiacchierando normalmente. Litigavano.

I movimenti di Martina, mia moglie, erano agitati, le mani si muovevano nervose nellaria. Leonardo aveva la mascella serrata. La musica assordante rendeva impossibile capire le parole, ma la tensione fra loro era lampante.

Mi sono avvicinato piano, cercando di non farmi notare subito. Quando ero ormai a pochi passi, ho sentito chiaramente Leonardo dire con voce ferma:
«Di questa cosa non voglio più sentire parlare.»

Il suo tono era secco. Tagliente.

A quel punto si sono accorti della mia presenza. Ho chiesto cosa stesse succedendo, di cosa parlassero così accesi.

Sono rimasti un momento interdetti. Martina ha risposto per prima, cercando di minimizzare tutto nulla, solo sciocchezze. Leonardo ha aggiunto che stavano discutendo per via di un gioco stupido, una scommessa che lui aveva proposto e lei non voleva accettare. Lhanno spiegato entrambi in modo affrettato, impacciato, senza entrare nei dettagli.

Hanno cambiato subito argomento e sono rientrati nella sala con aria indifferente, quasi a voler cancellare lincidente.

Per il resto della serata ho cercato di mostrarmi allegro: ballavamo, brindavamo, saluti a destra e sinistra. Ma ogni volta che li vedevo insieme, si parlavano quasi a monosillabi ed evitavano di incrociarsi con lo sguardo. Davanti a me non si sono più rivolti la parola per tutta la sera.

Quella notte non ho detto nulla.

Dopo il matrimonio la vita è andata avanti. Ho iniziato a vivere con Martina. Continuiamo a vedere Leonardo e la sua compagna, spesso ceniamo insieme o festeggiamo compleanni. Tutto apparentemente normale. Nessuno ha mai più nominato quellepisodio di sei mesi fa. Niente messaggi strani, nessuna chiamata sospetta, nessuna prova su cui basarmi.

Solo quel momento.

Ma non riesco a togliermelo dalla testa. Quelle parole precise. Il tono. La fretta con cui hanno interrotto la discussione. Limbarazzo di entrambi quando sono arrivato.

Non ho alcuna certezza. Nessun messaggio, nessuna scena, nessuna confessione. Solo quel litigio nel giorno del mio matrimonio e la sensazione che ho interrotto qualcosa che non avrei dovuto.

Sono passati sei mesi e ci penso ancora. Non ho mai accusato nessuno.

E adesso mi chiedo:

Cosa si fa con un dubbio così, quando di concreto non cè niente? Solo quella certezza sorda che in quel giorno è successo qualcosa che non riesco a spiegare.

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