Alberto, alla fine, fai qualcosa! Loredza spinge il marito addormentato al fianco, irritata. È insopportabile!
Eh? Che succede? borbotta lui nel sonno.
Il frastuono della vicina al piano di sopra non disturba Alberto, ma Loredza non riesce a chiudere occhio:
Nina sta di nuovo a urlare! Non lo senti?
Alberto non risponde, scivola ancora più in profondità nel sonno.
Dormi, dunque! sbotta Loredza, vado io, perché in tutto il palazzo non cè più nessuno che riesca a calmare questo mostro!
Indossa il camice e, con decisione, sbatte la porta.
Alberto si alza a fatica, maledicendo silenziosamente il mondo, e la segue.
***
Loredza è già davanti alla porta dei disturbatori di pace e la sbatte con tutta la forza che ha.
Alberto arriva giusto in tempo: Paolo spalanca la porta.
Da qualche parte nellappartamento si sente il pianto del piccolo Domenico, sei anni, e i singhiozzi di Nina.
Che vuoi?! ringhia il padrone di casa, visibilmente ubriaco, quasi in bilico.
Hai guardato lorologio? strilla Loredza, è già notte!
E allora? afferra Paolo, i pugni stretti.
Nientaltro! ruggisce Alberto e, con un colpo, fa cadere il vicino a terra.
Luomo si accascia sullo zerbino e tace.
Qualche minuto dopo spunta dalla stanza Nina, il viso segnato dalla paura. Lo guarda il marito, temendo avvicinarsi.
Chiama la polizia, dice Alberto, guardando con compassione la donna sconvolta, si raddrizzerà e ricomincerà.
Non ricomincerà, singhiozza Nina, ora dormirà.
Sei sicura? chiede Loredza.
Nina alza le spalle:
Spero
Non ci credo, interrompe Loredza con tono definitivo, non sopporterò più questo balletto di drammi: ho il lavoro domani mattina. Prendi tuo figlio, lo ospiteremo stanotte. E domani ti occuperai tu del problema.
***
Le liti notturne in questo condominio sono ormai consuetudine per tutti gli abitanti. Di solito, nessuno si immischia.
Solo Alberto, obedendo le richieste di sua moglie, sbuffa, si veste e sale le scale.
A Loredza comincia a stancare la scena. Inoltre, nota che più sale, più Alberto corre a salvare la vicina.
Ancora? Che benefattore! sibilava mentre lo seguiva.
Alberto non la sente; vede solo gli occhi spaventati di Domenico, che in quel preciso istante si rannicchia in grembo a sua madre, e il volto pallido, contorto dalla paura, di Nina.
Dopo aver sistemato Paolo, Alberto porta la donna e il bambino al suo appartamento, lontano dal peccato. Loredza prepara un letto per loro in salotto.
Il giorno seguente, verso sera, Nina ringrazia i suoi salvatori portando focaccine o qualche altro dolce fatto in casa. Così nascono le amicizie tra vicini.
Alla fine, Nina e Domenico diventano ospiti frequenti nella casa di Loredza e Alberto.
Nina offre sempre aiuto in casa, e Domenico
Lui si aggrappa sincero a Alberto, a quelluomo forte, tranquillo, che odora di tabacco e sicurezza. Lo guarda come se fosse un supereroe.
Alberto si riscalda sotto quello sguardo, comincia a comprare al bambino giocattoli, a riparare le sue macchinine, a volte gli porta un set di costruzioni in metallo, poi un pallone da calcio.
***
Loredza e Alberto non hanno figli. Allinizio volevano vivere solo per loro, poi non è andata così.
Quel vuoto è il terzo inquilino della loro casa
E improvvisamente quel ragazzo i suoi occhi spalancati
***
Loredza, a casa, trattiene le sue lamentele, ma al lavoro libera le emozioni. Le pause sigaretta diventano la sua via di fuga.
Immaginate, stanotte la vicina è corsa di nuovo in lacrime! racconta ai colleghi, accendendo la sigaretta, il suo compagno ha di nuovo fatto lo scemi! Non capisco queste donne! Si dovrebbero rispettare! Io non gli farei una piega! Non lo sopporterei nemmeno per un giorno!
Forse lo ama, ipotizza cautamente Valentina, la più anziana del reparto. Hai detto che quando è sobrio è un uomo doro.
Oro? sbuffa Loredza, è né pesce né carne. Un ragazzo inutile! Unaltra donna al suo posto lo lascerebbe da tempo!
Forse non ha dove andare, interviene la giovane Irene, con un bambino è difficile. Allora sopporta.
Niente di tutto questo! protesta Loredza, soffiando fumo, non hanno nemmeno un contratto con Pasquale! Vivono ancora nel suo appartamento! È ora di scacciarlo con la scopa, ma lei tollera! Non ha dignità! È una vittima!
Parla a gran voce, quasi a convincersi di essere forte, intelligente, indipendente, mille volte migliore di Nina!
Ma tornando a casa, vede quasi ogni giorno la stessa scena: Alberto e Domenico inginocchiati sul set di costruzioni. E sente quel suono raro e desiderato: la risata felice del marito.
Sabato, Loredza rientra dal mercato con le borse pesanti. La porta dellappartamento di Nina è socchiusa. Spunta dentro per curiosità e rimane sullo stipite.
Non si baciano, non si abbracciano, non fanno nulla di scandaloso.
Sono semplicemente
Alberto è seduto su uno sgabello, tiene un martello; Domenico sta accanto, con aria seria, gli passa i chiodi. Nina, appoggiata al telaio, li osserva con una serenità profonda che fa gelare il sangue a Loredza: sono ununica cosa. Unimmagine di famiglia perfetta che lei non è riuscita a costruire.
«Che pensiero mostruoso», pensa, e se ne va. «Folle! Alberto non è così. Io sono tutto per lui! E Nina stupida!»
***
La prossima volta che Nina chiede aiuto, Loredza la ferma sulla soglia e le parla a voce alta, così che Alberto senta:
Quante volte, Nina?! Quando prenderai finalmente coscienza?! Non è neanche tuo marito! Perché sopporti questo mostro ubriaco nella tua casa?! Sparamelo via e basta! O ti piace fare la vittima? Hai un figlio che ti guarda!
Le sue parole, come semi velenosi, trovano terreno fertile.
Una settimana dopo, Paolo, curvo e misero, con una valigia, abbandona il palazzo.
Loredza trionfa! Finalmente!
Ora Nina e il suo ragazzo spariranno per sempre: non avranno più bisogno di protezione.
***
Il silenzio cala. Il sabato non arrivano più focaccine, il corridoio non riecheggia più il riso dei bambini.
Allinizio Loredza gioisce per la quiete, la pulizia, lordine. Ma presto il silenzio nella loro casa diventa opprimente, denso.
Alberto torna dal lavoro, cena in silenzio, si siede davanti al televisore. Diventa più cupo, più taciturno.
«È solo stanchezza», si convince Loredza, «per questo non ride alle mie battute, non mi guarda a tavola. Dorme girato di spalle, come se io non esistessi».
Poi accade qualcosa che ribalta tutto.
Un pomeriggio Loredza torna dal lavoro molto prima, con un forte mal di testa. Sale in ascensore, confusa, preme il pulsante sbagliato e scende un piano sotto. La porta dellappartamento di Nina è socchiusa
Déjà vu
E lei entra.
Più volte si chiede: perché? Perché è entrata?
Vedendo Alberto e Nina assorti luno nellaltro, totalmente ignari, rimane immobile, non dice nulla, non rivela la sua presenza. Esce in punta di piedi e richiude silenziosamente la porta
Alberto compare unora dopo, come se nulla fosse. Cena in silenzio, davanti al televisore
E Loredza tace.
Non riesce a parlare al marito. Decide che il suo sapere è sufficiente per tentare di rimettere a posto le cose.
Quanto odia Nina in quel momento! E se stessa! Per aver spinto via Paolo, liberando spazio per il proprio marito. Ma Alberto non è suo marito, lo ha invitata più volte a sposarsi e lei ha sempre rifiutato, dicendo che il timbro è solo un formalismo ora lui potrebbe andarsene
Non dirà ad Alberto di sapere della sua infedeltà!
Forse con questa gallina non arriverà a nulla? E Loredza aspetterà.
Sopporterà
***
E aspetta.
E sopporta.
Alberto e Nina coltivano il loro amore di nascosto. Loredza ne è consapevole, ma finge di non vedere, di non capire.
A volte Nina viene a trovarli, con il figlio e i dolci
Loredza sorride, si impiccia di fronte al cibo e tace.
Sopporta da anni.
***
Così è la vita. Un giorno, chiamando la vicina vittima, Loredza non immaginava di programmare il proprio futuro.
Ora si trova in una posizione infelice. Il suo silenzio è la confessione più forte della sua sconfitta.
Loredza teme di dire troppo, per non distruggere la sua famiglia felice, dove il suo ruolo è quello della vittima.
Ruolo di sopportatrice.






