Mia zia è venuta a trovarci con la figlia e il genero, hanno portato carne e vino pregiato, ma mia madre li ha mandati via di casa

Mia madre ha una famiglia di dimensioni tuttaltro che modeste. Aveva sei fratelli, ma ora ne sono rimasti solo tre. Lei e una delle mie zie abitano nello stesso paesino, una di quei borghi dove il massimo dello scandalo è se il vicino innaffia le zucchine di sabato. Destate lavorano duro, dinverno campano di ciò che guadagnano e di quello che raccolgono nellorto. Che ci vuoi fare, la terra chiama.

La sorella cittadina, invece, vive a Milano. Ha un appartamento che sembra una mostra permanente di design scandinavo e una villetta vicino al Lago di Como, roba che nemmeno George Clooney. Il marito è direttore in una società di costruzioni e vestito sempre come se dovesse essere premiato Cavaliere del Lavoro. Però anche loro, mica sono nati eleganti: pure la zia raffinata da piccola rincorreva le galline in cortile. Mia madre e laltra zia hanno sempre dato una mano, ma da quando la fortuna li ha baciati sulle guance, si sono scordati delle radici.

Un bel giorno, mia madre scopre per caso che sua sorella ha sposato la figlia, Beatrice, senza nemmeno degnarla di un messaggino WhatsApp. Ci è rimasta secca, ma per non perdere la faccia davanti alle comari del paese, ha fatto finta di niente, come se fosse già tutto programmato. Chi non si sentirebbe umiliato? La figlia della sorella si sposa e tu scopri totul dopo, magari dal parrucchiere!

Rientrata a casa, le racconta tutto allaltra zia, Antonella, che rimane di sasso pure lei. Decidono, con la diplomazia delle donne di campagna, di chiamare la sorella ingrata per congratularsi. Giusto per farle venire qualche rimorso. Ma niente, la zia urban chic risponde con un grazie secco come il pane raffermo e chiude il telefono.

Pare però che qualcosa le abbia toccato la coscienza perché, poco dopo, si presenta a casa nostra con marito e Beatrice, portando carne di Chianina e una bottiglia di Brunello che costava più dello stipendio medio. Purtroppo, la ferita di mia madre bruciava ancora troppo e, senza tanti fronzoli, li ha mandati fuori dalluscio, dicendo: Se vi vergognavate di invitarci al ristorante perché siamo semplici contadini e voi quasi nobili, allora non cera bisogno che veniste qui.

Lo zio, col solito sarcasmo da milanese imbruttito, se nè uscito con: Beh, ci vergognavamo sì, pensa se venivate in città, tutto il locale avrebbe sentito odore di salame toscano!. Se voleva ferire, cè riuscito in pieno. Mia madre li ha cacciati una volta per tutte, giurando di non volerli più vedere manco dipinti. Laltra zia, solidale come sempre, si è messa al fianco della mamma e pure lei ha dichiarato guerra fredda alla sorella Cenerentola e famiglia.

Così va la vita, tra zappe, salumi e parentele alla Amici Miei. Ma forse, tra un raccolto e laltro, ci rideremo su al prossimo pranzo di famiglia rigorosamente senza invitati indesiderati!

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