Una volta ho assistito a una conversazione tra il proprietario del nostro negozio e un giovane adolescente esile. Il ragazzo indossava abiti consumati.

Una volta ho sentito una conversazione tra il proprietario del nostro negozio, Giuseppe, e un ragazzino magro che si chiamava Stefano. Indossava abiti logori ma ben curati. Stava fissando una bottiglia di marmellata di lamponi quando Giuseppe si avvicinò:

Ciao Stefano, come va?
Bene, grazie, signore non è male.
E tua madre, è già al lavoro?
No, riposa a casa, non si sente molto bene.
Volevi comprare della marmellata?
La sto solo guardando; a casa a mamma piace molto la marmellata di lamponi, ma ora non abbiamo i soldi per comprarla.
Allora vendimi il tuo braccialetto, quello che ti sei fatto da solo.

Sul polso di Stefano cera un braccialetto artigianale intrecciato con fili di telefonia di vari colori.
Sì, signore, ma sarà troppo piccolo per lei.
Lo compro per mio nipote. Che ne dice?
Credo che per quel braccialetto non otterrò abbastanza.
Proprio tanto quanto costa quella bottiglia di marmellata, ci sono volute tre notti per creare quei motivi complessi!
Sì, ci ho lavorato per tre notti intere.
Allora è deciso! Il braccialetto è mio, la marmellata è tua o meglio, tua e di mia madre!
Grazie, è molto gentile.

Con un sorriso felice Stefano prese la bottiglia, si tolse il braccialetto e lo porse a Giuseppe.
Buona giornata, signore!
Ci vediamo più tardi, Stefano!

La moglie di Giuseppe, Maria, stava al bancone e, ascoltando il dialogo, sorrideva. Notando il mio sguardo stupito, mi spiegò:

Verranno altri ragazzi, le loro famiglie sono così povere che non possono permettersi cibi di buona qualità, ma Giuseppe li aiuta comprando loro quello che può. Una volta mi ha chiesto di vendergli una fionda e lui ha pagato con una fetta di buon salame

Uscendo dal negozio, rimasi colpito dalla generosità di Giuseppe. Non avrei mai immaginato che chi pesa tutto al grammo, togliendo la differenza quando la bilancia segnava un po di più, potesse così sostenere le famiglie più bisognose!

Giuseppe era ben conosciuto in zona, il suo negozio era molto frequentato e, durante la spesa, lui e sua moglie chiedevano sempre ai clienti abituali come stessero, avevano sempre un sorriso e cercavano di servire al più presto.

Non passò molto tempo e dodici anni scorsero come lacqua. Giuseppe, invecchiato, si lasciò alle spalle questo mondo Al funerale cerano molte persone. Tra loro spiccavano tre capitani, che stavano in disparte, poi si avvicinarono allerede, le baciarono la mano e recitarono parole di cordoglio.

Erano proprio i ragazzi che Giuseppe aveva sostenuto. Quando ho salutato il defunto, ho visto nella bara alcuni oggetti dinfanzia, tra cui il braccialetto, che mi aveva insegnato la vera gentilezza di un commerciante. Capivo che da quei ragazzi sarebbero nati uomini, così Giuseppe non dava solo cibo, ma creava lillusione di uno scambio equo.

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