Un Uomo D’Ottimo Cuore in Circostanze Inaspettate

Caro diario,

oggi mi sento esausta, come se il peso di tre anni di menzogne avesse riempito la mia anima fino allorlo. Gianna, la mia figlia, ha di nuovo acceso la miccia di una discussione che non sa più dove finire. Mamma, non capisci! Non cè più nulla tra loro, lui ha fatto il figlio di una donna solo per tenersi sotto il suo tallone, ha gridato, quasi a svenire per la rabbia. Non vuole lasciarlo andare!

Ho alzato gli occhi al cielo, sospirando. Giulia sembra una ragazza perla: bella, intelligente, laureata, ma a volte cieca come se non vedesse ciò che è proprio davanti a sé.

Gianna, ti ascolti davvero? Come può fare il figlio apposta con un uomo con cui non cè più nulla? Era incosciente? O è uno di quei miracoli di concepimento vergine di cui parlano le vecchie leggende? O sei solo una brava a fare il gioco dellinnamorata? le ho chiesto, cercando di non farla sentire giudicata.

Oh, mamma, forse lha semplicemente bevuta di più o è una di quelle donne che si divertono a stare a due passi, ha sbottato, come se le mie parole fossero solo un brusco ronzio.

Ho sollevato un sopracciglio, guardandola con pazienza. Le astuzie? Qui la natura non si può ingannare, e spiegare questo alla figlia è come provare a fermare il vento con le mani.

Gianna, tesoro, apri gli occhi. Non è perché lui sia un cavaliere che le cose non cambiano. È perché non ha mai avuto lintenzione di cambiare. Per lui va tutto bene così comè. Le ho detto, sperando di farle capire che il suo uomo non è altro che un uomo di comodi.

È una bugia! ha risposto, accendendosi. Tu non capisci! Lo conosco meglio di te. È un bravo ragazzo, ma le circostanze…

In quel momento ho perduto la pazienza. Gianna difendeva Alessandro a tutti i costi, mentre lui la usava come una pedina. Tre anni di bugie, tre anni di famiglie doppie, tre anni di lacrime per la mia bambina… la brocca è traboccata.

Sai una cosa? ho interrotto, la voce rotta. Non ho più forze. È stancante vedere come spendi la tua vita per quelluomo. Cercherò la tua infida Anna e le scriverò, dirò che lui e sua moglie stanno per divorziare, secondo lui. Vediamo cosa dice. Scommetto che non sa neanche che suo marito è quasi libero!

Mamma! ha balzato Gianna in piedi. Non osare! È una questione nostra! Non ti perdonerò mai se lo fai!

Quelle parole mi hanno fatto vedere la situazione con un po più di lucidità. Non era solo spregevole, ma rischiavo di perderla del tutto. Dovevo trovare un modo diverso.

Allora controlla tu stessa, ho proposto. Se è così innamorato dei suoi figli, se è così onesto, raccontagli che sei incinta. Vedi come reagisce il nostro cavaliere.

Gianna, confusa, ha arrossito, poi si è dimostrata disgustata. Che schifo! Manipolare così è vile!

È vile nutrire una bambina con favole e sprecare i suoi anni migliori mentre ti godi i frutti, ho risposto. È un test di onestà.

Con le mani tremanti ha afferrato la borsa, i suoi dita vibravano. Basta, non voglio più parlarne. Ti ho confidato, cercavo sostegno, e tu Se provi a contattare sua moglie, non parlerò più con te.

Rimasi sola in cucina, il respiro pesante. La figlia voleva supporto ma che tipo? Dovrei accarezzarle la testa, rassicurarla, dirle che tutto andrà bene? Forse allinizio sì, ma ora non più.

Tre anni fa vivevamo tutti insieme a Napoli, anche se Gianna aveva già il suo piccolo appartamento. Avevamo deciso che sarebbe stato più comodo convivere. Gianna affittava il suo posto e io… mi bastava la compagnia della figlia.

Poi Gianna cambiò. Sorrisi senza motivo, un guardaroba nuovo, ore spese davanti allo specchio prima di uscire. Io non ponevo domande, mi limitavo a guardare con speranza, credendo che stesse rinascendo una vita amorosa.

Mamma, credo che mi trasferirò, mi disse una sera. Ho un uomo.

Ma con lavvicinarsi del Capodanno, tutti quei sogni svanirono. Gianna, potresti presentarlo? Potreste venire a casa mia per Capodanno? chiesi. Allinizio era reticente, poi spiegò che il suo orario era incerto, che forse lavorerebbe la notte del 31 dicembre.

Gianna, non fare la scema. Vedo i tuoi occhi che si aggirano. Non vuoi farlo conoscere a me? domandai direttamente. Sì, è balbettò, è sposato, ma con la moglie non cè niente, solo i figli. Vive con lei per loro, ma per Capodanno sarà lì.

Il freddo mi avvolse il cuore. Dovevo sedermi per non cadere. Cercai di convincerla, di farle capire che le promesse non valgono se non si traducono in fatti. Gianna era già immersa in una realtà costruita con le parole del suo amato.

Il suo malato non finì lì. Alessandro trovava sempre nuove scuse: il lavoro mi ha assorbito, la moglie è stata licenziata, ho la madre in ospedale. Ogni scusa era una pugnalata al mio petto. Gianna sembrava non capire, o forse non voleva ammetterlo.

Il primo giorno in cui mi tornò a casa dopo la festa della donna, era in lacrime, con la voce rotta: il suo amato le aveva chiesto di preparare un set di saponi artigianali per i bambini. Gianna aveva accettato senza sospetti, ma la moglie di Alessandro pubblicò una foto dei regali. Gianna si sentì tradita, promise di allontanarsi, ma il giorno dopo trovò scuse: non era solo per i bambini, tutti li useranno.

Il ciclo continuava. Alessandro andava al mare con la moglie, le regalava un anello a Capodanno, a Gianna solo una lampada. Ogni volta Gianna piangeva sul mio spalle, il giorno dopo trovava una nuova giustificazione.

Lultimo incidente fu la gravidanza della moglie di Alessandro. Gianna, convinta che il suo amore non avesse nulla a che vedere con quella notizia, attribuì tutto a Anna.

Mi spezzava il cuore vedere la figlia cedere i suoi sogni, la sua giovinezza, la sua fede, lamore, al fuoco di un fuoco che non era suo. Pensai a scrivere ad Anna, ma non potevo tradire la figlia con un gesto così vile.

Il mese dopo la lite sembrava uneternità. Ogni giorno controllavo il cellulare dieci volte, sperando in una chiamata, in un messaggio. Il silenzio era assordante.

Una notte, mentre il sonno mi stava abbandonando, il telefono squillò. Era Gianna. Il cuore mi balzò in gola. Mamma singhiozzò. Dove sei? chiesi, affrettandomi a prendere un cappotto.

Quello che udii fu un flusso di coscienza. Gianna aveva accettato il mio consiglio e stava testando Alessandro: gli avrebbe detto di essere incinta, per vedere la sua reazione da cavaliere. Alessandro, però, rispose con freddezza: Gianna, è un momento scomodo. Ho problemi al lavoro, ti aiuterò con i soldi se serve. E chiuse la linea.

Da quel momento non rispose più.

Gianna cadde in un incubo. Chiamate e messaggi ogni ora, lette ma mai risposte. Una settimana dopo vide una foto sul profilo di un amico comune: Alessandro abbracciava unaltra donna, non sua moglie, in un bar di Firenze, la sera prima.

Il mondo le crollò. Cercò di contattare Alessandro tramite quellamico, ma il messaggio fu crudele: Non voglio più avere figli, già due ne tengo, il terzo è in arrivo. disse lamico, aggiungendo che dovevano risolvere la cosa da soli.

Alessandro non disse direttamente che tutto era finito, che aveva unaltra (in realtà due) vita, che non intendeva sposarsi con Gianna. Ma la realtà era chiara. Il castello di carta costruito su promesse e sogni si era infranto in un attimo. Non era più un cavaliere, ma un uomo di passaggio.

Mi precipitai in taxi, trascorsi la notte accanto a Gianna, poi la portai a casa. Non la rimproverai, non la costrinsi a vedere la verità, semplicemente rimasi al suo fianco.

Le prime settimane furono unombra di lei stessa: poco mangiava, non guardava serie TV, non faceva più saponi. Andava al lavoro in modalità autopilot. Ma non difendeva più Alessandro.

Allora presi i risparmi che avevo messo da parte per le vacanze e le consegnai in una busta. Ecco, è per te. Usa questi euro, vai al mare, cammina sulla spiaggia, mangia frutta. Non è molto, ma ti porterà almeno fin lì, le dissi, indicando un piccolo viaggio al litorale tirrenico.

Allinizio esitò, poi accettò.

Tornò dopo dieci giorni: abbronzata, un po più leggera, ma gli occhi non più colmi di tristezza. Mamma, sul mare ho riletto tutto nella testa, confessò a bassa voce. Le sue parole, i suoi gesti ho capito quanto fossi stupida. Scusami per tutto, per aver urlato, per non averti ascoltata.

Il mio sorriso fu timido, ma vero. Non provai alcuna soddisfazione malsana, solo sollievo per la sua presa di coscienza.

Figlia mia, non arrenderti. Ci sono ancora tante persone buone in questo mondo le dissi. Io ho deciso di amarmi prima di tutto.

Annuii e la abbracciai, felice di vederla scendere dal precipizio su cui era rimasta per tre lunghi anni. La realtà aveva avuto la meglio sullillusione. Gianna ha imparato, a suo modo, il gusto amaro della verità, e ora non scambierà più la sua vita per falsi sogni.

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