Ascolta, ti racconto una storia che sembra uscita da una commedia italiana. Allora, cera questa ragazza, si chiamava Fiorella. Ogni anno, proprio prima di Capodanno, lei aveva la strana abitudine di andare dalla chiromante. Vivere a Milano le facilitava le cose, perché trovare una sensitiva nuova era più facile che trovare un espresso cattivo!
Il punto era che la nostra Fiorella si sentiva sola. Avrebbe voluto incontrare un ragazzo perbene, uno di quelli che ti portano il caffè a letto e ti fanno ridere ma niente, tutti i bravi ragazzi sembravano già prenotati.
Questanno troverai finalmente la tua anima gemella! disse solennemente la chiromante dagli occhi profondi, fissando la sua sfera di cristallo.
Ma dove? Dove lo incontro? incalzò Fiorella, un po spazientita. Ormai me lo dite tutti gli anni! Passano le feste, ma io qui aspetto ancora
Mi hanno detto che tu sei la migliore chiromante di Milano. Voglio sapere il posto esatto! Altrimenti ti rovino la reputazione sui social, sappilo! minacciò la ragazza.
La chiromante sbuffò, capendo che con Fiorella non se ne sarebbe liberata facilmente. Sapeva che senza inventare qualcosa, la ragazza avrebbe bloccato la fila fino a sera.
Lo incontrerai in treno! disse tenendo gli occhi chiusi. Lo vedo chiaramente alto, biondo e bellissimo. Proprio un principe delle favole
Ma dai! esclamò Fiorella tutta contenta. E che treno? Quando succede?
Prima di Capodanno! continuò la chiromante. Vai in stazione. Segui il tuo cuore, ti porterà al binario giusto
Grazie! sorrise Fiorella, felicissima.
Fiorella uscì dallappartamento della chiromante, prese un taxi e si precipitò alla Stazione Centrale. Davanti alla biglietteria, però, il suo entusiasmo iniziò a vacillare. Guardava il tabellone, ma non aveva idea di dove prendere il biglietto.
Avanti, dica! borbottò il bigliettaio, scuotendo Fiorella dal suo torpore.
Roma… Per il trenta dicembre. Uno scompartimento, per favore… sussurrò Fiorella.
Già si immaginava nel suo scompartimento, con il tè fumante fra le mani, quando la porta si sarebbe aperta e sarebbe entrato lui, il suo futuro sposo
Tornata a casa, Fiorella iniziò a preparare in fretta la valigia. Non pensava davvero a cosa avrebbe fatto la notte di Capodanno in una città sconosciuta; voleva solamente che la profezia si realizzasse al più presto.
In quei giorni di festa, sentirsi invisibile era terribile. Tutti facevano la spesa in famiglia, si scambiavano regali, tranne lei
Dopo qualche ora, Fiorella era seduta nello scompartimento con il suo bicchiere di tè. Proprio come nella sua fantasia. Manca solo il principe che deve entrare dalla porta
Buonasera! la salutò una vecchietta, trascinando una valigia più grande di lei. Dovè il mio posto?
Ecco balbettò Fiorella, indicando la cuccetta di fronte a lei. Ma è sicura che sia il suo vagone?
Sì, cara, tranquilla sorrise la nonna, accomodandosi sulla cuccetta libera.
Mi scusi, può spostarsi provò a dire Fiorella, sempre più inquieta. Si rese conto solo allora di aver fatto una grossa sciocchezza. Mi lasci uscire, voglio scendere!
Aspetta, che metto via la borsa rispose la signora, senza capire cosa stesse succedendo.
Ormai Il treno è partito sospirò Fiorella. Che faccio?
Perché tutto questo panico? Hai dimenticato qualcosa? chiese la signora.
Fiorella non rispose, girandosi verso il finestrino. Sapeva che la colpa era sua, che aveva inseguito una fantasia un po sciocca.
Intanto la signora, la signora Rosaria, tirò fuori dalla borsa delle focaccine fatte in casa e iniziò a offrirle a Fiorella.
Sono stata da mia figlia, ora corro a casa che arrivano mio figlio e la sua ragazza per Capodanno. Lo festeggeremo tutti insieme, spiega Fiorella.
Che fortuna Io invece passerò il Capodanno forse in stazione sospirò Fiorella.
Piano piano, la ragazza racconta tutto alla vecchietta, dalla chiromante alla fuga verso chissà dove.
Sciocchina, perché ti affidi a certe truffatrici? la rimprovera Rosaria, amichevole. Troverai la tua felicità, ma non serve correre, la vita ha i suoi tempi
Il giorno dopo, Fiorella scese dal treno in una città che non aveva mai visto. Aiutò Rosaria con i bagagli e si fermò, confusa, senza sapere che fare.
Grazie, Fiorella! Buon anno! la ringraziò Rosaria.
Anche a lei ricambiò Fiorella, con un sorriso malinconico.
Rosaria la guardò, vedendo che sarebbe stata dura passare il Capodanno in stazione da sola.
Fiorella, vieni con me a casa! propose allimprovviso. Facciamo lalbero e prepariamo insieme il cenone
Ma non vorrei disturbare arrossì Fiorella.
Disturbare in stazione non ti imbarazza? rise Rosaria. Dai, vieni, non si discute!
Così Fiorella accettò. Fu la scelta giusta, fuori nevicava forte e girare per la stazione era una follia.
Marco e Chiara sono già a casa sorrise Rosaria, mentre salivano in ascensore.
Marco aveva visto dal balcone che la mamma era arrivata in taxi. Scese subito, pronto ad aiutarla con le borse.
Marco, ciao tesoro! Stavolta non sono sola, ho una ospite: la figlia di una mia vecchia amica, Fiorellina Rosaria disse facendo locchiolino a Fiorella.
Benvenuta! disse Marco. Vieni dentro, Fiorella.
Fiorella guardò il ragazzo alto, biondo e gentile. Era proprio lui quello che aveva immaginato in treno Forse il destino le stava giocando un altro scherzo!
E dovè Chiaretta? chiese Rosaria.
Mamma, Chiara se nè andata e non tornerà. Non voglio parlarne, ok? rispose Marco, triste.
Va bene sospirò Rosaria, un po spiazzata.
Quella sera cenavano tutti insieme, salutando il vecchio anno.
Fiorella, ti fermi un po? sorrise Marco, mettendo ancora insalata nel suo piatto.
No, riparto domattina rispose Fiorella, quasi dispiaciuta.
Non voleva proprio andarsene da quella casa calda. Sentiva come se conoscesse Rosaria e Marco da una vita
Ma dove devi correre? esclamò Rosaria. Ferma qui ancora qualche giorno!
Davvero, Fiorella rimani. Abbiamo una pista di pattinaggio bellissima, domani ci andiamo insieme. Dai, non scappare la invitò Marco.
Mi avete convinta sorrise Fiorella. Resto volentieri.
Lanno nuovo lo festeggiarono in quattro: Rosaria, Marco, Fiorella e il piccolo Luca
Tu poi ci credi ai miracoli di Capodanno?






