Bisognerebbe avvisare prima, non ho preparato nulla! Ma lo sapete quanto costa ospitare? urlava la suocera, la signora Valentina.
Io sono la nuora: normale, con un lavoro, niente tiara d’oro in testa. Io e mio marito viviamo in un appartamento a Bologna, e ci arrangiamo: mutuo, bollette, lavoro dalle otto finché mi regge il caffè.
La suocera abita in campagna, insieme alla cognata. Sembrerebbe tutto tranquillo, se non fosse che dun tratto hanno deciso che il nostro appartamento fosse una specie di spa ad uso familiare per il weekend. Allinizio era tutto un Che carino, che bello!
Sabato passiamo da voi, eh.
Eh ma solo un salto, nulla di che.
Siamo famiglia.
Sì, un salto versione italiana: significa pernottamento. Arrivano coi borsoni, pentole vuote e occhi pieni di sogni gastronomici.
Ogni weekend la stessa commedia: io, stravolta dal lavoro, sfreccio nei supermercati, cucino, lavo, apparecchio sorridendo mentre dentro penso al dolcetto che non avrò tempo nemmeno di mangiare. Poi mezza notte a rigovernare. Valentina commenta dal suo trono di brontolii:
E come mai nellinsalata non cè il mais?
Sai, il brodo a casa mia lo facciamo bello stretto e saporito.
Ah, in paese non si fa mica così!
La cognata ci mette il carico:
Uffa, io sono sfinita dal viaggio.
Non cè dolce?
E mai che arrivasse un Grazie, o Posso darti una mano?
Un giorno, non reggo e dico a mio marito:
Non sono la domestica di nessuno e non voglio buttare tutti i miei sabati a servire la tua famiglia.
Eh, forse è ora di cambiare sistema.
Allora mi si accende la lampadina.
Il prossimo sabato, la signora Valentina mi chiama:
Sabato veniamo da voi.
Uhm guarda, abbiamo già programmi per il weekend rispondo col tono zen.
E che programmi?
Sono… i nostri.
E sapete? Stavolta davvero abbiamo fatto programmi: ma a casa di Valentina. Sabato mattina, io e mio marito, freschi come mozzarella di bufala, siamo lì davanti al suo cancelletto. Lei apre la porta e resta congelata.
Ma cosa…?
Siamo qui, ospiti a casa vostra! Solo per poco eh.
Bisogna avvisare, non ho preparato niente! Ma lo sapete quanto costa accogliere gente!?
La guardo, tutta tranquilla:
Vede, io vivo così ogni weekend.
Ah, quindi vuoi darmi una lezione?! Che coraggio!
Il chiasso era tale che i vicini sbucavano uno ad uno dalle finestre, tipo spettatori gratis al teatro del paese. Noi, dignitosi come una coppia in fila per il gelato, siamo tornati a casa.
Ma volete sapere la vera magia? Da quel giorno, nessuna visita senza invito. Niente più passiamo al volo, niente più sabati spesi fra pentole e stracci. A volte, per farsi sentire, basta solo far vedere agli altri comè vivere nei propri panni.
E secondo voi, ho fatto bene o esagerato? Come avreste risolto voi?






