Ho invitato madre e sorella a passare il Capodanno da noi, annuncia Luca la sera del 30 dicembre. Riuscirai a sistemare tutto?
Finalmente il weekend tanto atteso! esclama Ginevra, accasciandosi sul poggiapiedi del corridoio e togliendosi gli stivali. Sono dieci giorni interi di riposo. Si allunga, scioglie i muscoli tesi e, con un sorriso interiore, immagina come trascorrerà quei dieci giorni.
Che bello! annuisce Luca, appoggiandosi alla porta. Tra laltro ho appena parlato con Sofia. Ha detto che non hanno ancora deciso dove festeggiare, quindi verranno da noi.
E la mamma verrà, ovviamente. È sempre con loro, aggiunge Costantino, notando come il tono di Ginevra cambia.
Ti rendi conto che il Capodanno è domani? insiste Maria. Ho lavorato fino a tardi tutta la settimana per rispettare gli obiettivi, e adesso mi dici che domani devo solo divertirmi con le padelle? alza la voce.
Che cosa devo cucinare? risponde Luca con calma. Qualche insalata, un secondo, affettati, forse qualche stuzzichino
Luca, stai più lontano dalla padella, altrimenti rischi di farti male, dice Ginevra, seria come non mai. Se i tuoi parenti vogliono venire, che portino qualcosa da mangiare. Puoi chiamarli ora e dirglielo. Ricordo un Capodanno in cui correvo tutta la notte con i piatti, mentre le signore del tuo gruppo stavano sul divano a sorseggiare vino sotto le luci di Il Gatto con gli Stivali.
Ginevra, perché ti comporti così? chiede Luca, sorpreso dalla reazione.
E allora? ribatte lei, senza aspettare spiegazioni, e si dirige verso la camera per cambiarsi in pigiama.
Ginevra è furiosa con Luca, che ha appena iniziato il weekend. Lunica cosa che le riscalda il cuore è il fatto che questo mese ha guadagnato un cinquanta per cento in più rispetto al solito. Sospira, si avvicina allo specchio e, lentamente, si toglie il trucco, pensando al programma di domani.
Vorrebbe dormire fino a mezzogiorno, poi fare colazione con calma, pulire, ordinare la spesa a domicilio e preparare qualcosa di leggero per la festa. Non vuole rumore né confusione, è esausta dal lavoro e desidera una celebrazione tranquilla e accogliente.
Come fare in modo che tutto vada secondo il piano? si domanda, rinfrescandosi le idee.
Ignorando Luca, che va di qua e di là per lappartamento, Ginevra si dirige verso la cucina. Si versa un tè caldo al limone e si siede a tavola. Fuori cade una leggera neve, scintillante sotto i lampioni, creando unatmosfera magica da vero Capodanno.
Per un attimo fissa il vetro e dimentica il dilemma, poi scuote la testa, torna alla realtà e ha unidea brillante, seppur rischiosa.
Il mattino successivo parte come previsto: è mezzogiorno. Ginevra si stiracchia e scopre che Luca è già alzato e si aggira in cucina, cosa rara in prossimità delle festività. Si alza dal letto, indossa un accappatoio morbido e si avvia verso il tavolo.
Che fai? chiede Ginevra, aggrottandosi per la luce.
Volevo sorprendere la mia amata con una colazione di festa, sorride Luca, mescolando qualcosa in una ciotola.
Sembra che la padella sia in fiamme, ride Ginevra, notando il fumo che ne esce.
Quando si siedono, Ginevra chiede a Luca come intende accogliere gli ospiti senza aver fatto la spesa né pulito la casa.
Non ho potuto rifiutare Sofia risponde Luca, senza distogliere lo sguardo dal piatto.
Lo so, alza le sopracciglia Ginevra. È difficile dire di no a tua sorella.
Hai qualche proposta? Ieri ti ho visto pensierosa. In realtà ero impressionato dalla tua calma, pensavo avresti rovinato lappartamento.
Prima chiama Sofia e chiedi se portano antipasti e insalate. Sono quattro persone: due adulti e due bambini.
Daccordo, annuisce Luca.
Luca prende il telefono, esita e compone il numero di Sofia.
Ciao, Sofia. Ginevra sta organizzando la tavola, volevo sapere cosa porterete per non duplicare i piatti.
Dallaltro capo la risposta è una risata. Luca, sei serio? Quando devo cucinare? Ho due bimbi! Speravamo che Ginevra trovasse qualcosa, come sempre. ribatte Sofia.
I bambini non sono neonati, sono al liceo, replica Luca.
Allimprovviso si sente un rumore nella linea. Scusa, ho rotto di nuovo qualcosa. Ci sentiamo più tardi! chiude Sofia.
Luca torna da Ginevra con unespressione perplessa.
Non porteranno nulla, vero? chiede lei, speranzosa.
Sì e anche la mamma. Hanno detto che vogliono solo rilassarsi e divertirsi, non cucinare, conclude Luca.
Capisco. Lo immaginavo, commenta Ginevra, mordicchiandosi il labbro. Voglio andare a Capodanno dai miei genitori. Loro mi hanno invitato già da giovedì, ma ho preferito restare qui. Vuoi venire con me? Non abbiamo molto tempo per decidere.
Allora litigheremo con la famiglia, osserva Luca, perplesso.
O litigherai con me, scherza Ginevra.
Certo, ti scelgo io, risponde Luca, alzando le mani in segno di pace.
Ginevra inizia a riordinare la casa, mentre Luca parte per la spesa con la lista preparata dalla moglie. Arrivato al centro commerciale, latmosfera è tutta natalizia: luci scintillanti, alberi decorati e Babbo Natale in ogni vetrina.
Ecco, lalbero! esclama, ricordandosi improvvisamente dellalbero di Natale.
Senza perdere tempo, si dirige al mercato degli alberi e sceglie una piccola abete che gli punge il viso quando la porta a spalla.
Quando entra, Ginevra si gira e sorride. Un albero?
Lo decori? Non ho ancora comprato nulla della lista, ma ho voluto farti un regalo.
Ma sei sempre stato contro gli alberi veri!
Non lo so, questanno volevo cambiare.
Latmosfera diventa subito festosa. Ginevra afferra una scatola di decorazioni dal ripiano più alto e inizia a ornare lalbero, appendendo palline e catene luminose; ogni nuovo ornamento rende la stanza più incantata.
Mentre Ginevra finisce, Luca ritorna con i sacchi di spesa.
Hai comprato tutto? chiede, mostrando i sacchi colmi di prodotti e souvenir.
Sì, tranne il pesce; non era fresco. Passerò in un altro negozio più tardi, risponde, e Ginevra sente il cuore scaldarsi.
Va bene, dice, sorpresa dalla sua improvvisa partecipazione.
Caricano lauto di roba e cibo. Sono le sette di sera, gli ospiti di Luca devono arrivare alle dieci. Il viaggio verso la casa dei genitori di Ginevra dura circa unora, così decidono di partire in anticipo.
Ginevra e Luca si fermano al bagagliaio carico, lei si sistema i capelli e guarda luomo.
Speriamo di non aver dimenticato nulla?
Abbiamo tutto, tranne il dolce. Possiamo prenderlo lungo la strada, risponde lui.
Ginevra annuisce e mettono in moto.
Arrivano in una casa di campagna accogliente, costruita dieci anni fa quando i genitori di Ginevra hanno deciso di vendere lappartamento in città per trasferirsi in campagna. I genitori, Antonio e Maria, sono ancora pieni di energia e non hanno perso la gioia di vivere. Allesterno la casa è avvolta da ghirlande luminose che creano unatmosfera festosa.
Non togliamo le ghirlande da un anno, ride Antonio, mentre Ginevra osserva i loro sforzi.
Davvero? Non mi ero accorta, lestate lultima volta che sono stata qui, risponde Ginevra con un sorriso.
Distribuiscono le scatole, e Ginevra, porgendo un sacco a suo padre, dice:
Abbiamo portato di tutto. Non so cosa volevate preparare, ma dovrebbe servirvi.
Allora io mi occupo di portare tutto dentro, ordina Antonio. Mentre voi cucinate, io e Luca organizziamo la sauna, aggiunge, indicando la piccola sauna di legno che ha costruito lui stesso.
Nel frattempo Ginevra e sua madre, Valeria, accendono film natalizi e, immersi nellattività, non notano il tempo che passa. Quando gli orologi segnano le nove, il telefono di Luca vibra incessantemente.
Luca, apri! Siamo alla porta, ordina Sofia.
Non siamo in casa, risponde Luca, titubante.
Dove siete? Quando tornate? chiede Sofia, infastidita.
Siamo andati in campagna. È stato un caos, torneremo fra due giorni, prova a giustificarsi Luca.
Come in campagna? E il Capodanno? non crede Sofia.
Lo festeggeremo qui, in campagna, spiega Luca.
Davvero? Sofia grimace. Allora dobbiamo tornare a casa e celebrare in famiglia, risponde Costantino, mantenendo la calma.
Vuoi che passi la notte a intrattenere i bambini? esclama Alexandra, sorpresa.
Non lo so, se serve lo farò, risponde Luca, impreciso.
Non mi aspettavo una tale slealtà. Avete almeno le chiavi sotto lo zerbino? chiede Alexandra, sperando di non dover pulire più tardi.
Ora capisco perché ogni anno andate a festeggiare da altri, scherza Luca. Ma la mia moglie ti ha ingannata, ride. Buon Capodanno, cara! conclude, chiudendo la chiamata.
Luca conta mentalmente fino a dieci quando sullo schermo appare il numero di sua madre, Alvesta.
Sì, siamo andati via, inizia senza attendere risposta. Festeggeremo il Capodanno in campagna. Non vi lasceremo le chiavi.
Come osi farci questo? Contavamo su di voi! esplode la madre.
Lo capisco, ma è così, replica Luca. Sono stanco che ogni festa avvenga sempre nel nostro piccolo appartamento. Perché non ci invitate mai a casa vostra? È sempre benvenuti quando tutto è pronto, ma voi avete tre camere spaziose! aggiunge arrabbiato.
Figlio mio, ti ho dato la vita per sopportare questi trattamenti? dice Alvesta amaramente.
Che cosa? Giusta? risponde Luca, senza capire.
La donna resta in silenzio.
Va bene, ho capito, conclude tristemente. Non ti disturberemo più.
Alvesta riaggancia, Luca espira a lungo. La conversazione è stata difficile; non è il tipo che rovina i rapporti familiari per un capriccio, ma le tensioni si sono accumulate.
Tutto a posto? chiede Ginevra, poggiando la testa sulla spalla di Luca.
Sì, la mamma ha telefonato, risponde brevemente.
Capisco, sospira. Abbiamo fatto la cosa giusta?
Certo! ribatte Costantino, voltandosi verso la moglie. Ci aspettano, si stanno preparando per il nostro arrivo. E io? domanda, triste. Solo usano la mia buona volontà.
Ginevra lo abbraccia, cercando di confortarlo.
Dai, smettila di essere così serio, prova a scherzare Luca. Prepariamoci per la festa.
Questo Capodanno diventa indimenticabile. Ginevra e Luca trascorrono due giorni nella casa dei genitori: serate tranquille davanti al camino, palline di Natale che rotolano giù per la collina come bambini, lunghe chiacchierate. È il Capodanno più sincero degli ultimi tempi, lontano dal trambusto della città. Quando torneranno alla loro vita quotidiana, rimarrà nei ricordi la gioia di aver condiviso momenti semplici, il calore di una casa piena damore e la magia di un nuovo inizio.






