Non avere un’opinione negativa su di me

15 gennaio

Oggi mi sono svegliata con lansia di quei giorni di vacanza che si avvicinano: le ferie di Capodanno. Da tempo aspira­vo a scendere sulle piste di Cortina dAmpezzo e, al contempo, a imparare a sciare. La mia figlia, Ginevra, è al terzo anno di Economia allUniversità di Bologna, con una borsa di studio completa. Non devo pagare le tasse e, inoltre, ricevo una piccola sovvenzione. Ne parlai con le colleghe al lavoro:

Che ragazza sveglia, la mia Ginevra! Non solo studia gratis, ma ha anche la borsa. Io, invece, riesco a concedermi viaggi e vacanze.

È vero, Sofia, la tua figlia è una campionessa. Il mio ragazzo, invece, si limita a correre in università e a portare a casa qualche soldo mi confidò la compagna di ufficio, Nicoletta.

Io sono capo dipartimento in una grande società milanese, guadagno bene, ho un appartamento in centro e unutilitaria. Dodici anni fa ho divorziato; il mio ex marito è tornato al villaggio dei suoi genitori in Lombardia e non ha più alcun contatto con me né con Ginevra. Non ho mai insistito. Lui ha rinunciato alla figlia, così io ho cresciuto e educato Ginevra da sola; ora lei studia a Bologna e probabilmente si sistemerà lì.

Sono alta, snella, con lunghi capelli castani tagliati a caschetto, occhi castani e uno sguardo serio ma gentile. Dopo il divorzio ho avuto qualche relazione, ma nessuno è riuscito a farmi desiderare di nuovo il matrimonio.

Per il viaggio di due settimane mi sono preparata con cura, sognando fin dallestate sciare.

Nicoletta, ho comprato un completo da sci costoso, ma per me stessa è un piccolo lusso risi. Finalmente imparerò a sciare! Tu e il tuo marito siete già dei campioni, mentre io non ho mai provato. Sarebbe bello avere una località sciistica più vicina a casa.

Prima di Capodanno abbiamo organizzato il party aziendale, abbiamo brindato, riso e poi ci siamo sparsi per le vacanze.

Sofia, ti auguro di riposare a pieno mi desiderò Nicoletta. Domani io e mio marito andiamo a trovare i suoi genitori in campagna. Ci vediamo al rientro, forse fra tre giorni.

Grazie, Nicoletta, farò del mio meglio. Di solito prendo le ferie destate, ma adesso sarà un inverno diverso.

E così sono partita per Cortina. Quando le vacanze sono finite, tutti sono tornati in ufficio rinvigoriti, alcuni forse anche troppo stanchi per la routine.

Ciao, piccolina mi ha salutata Nicoletta al ritorno. Hai gli occhi che brillano, sei tutta una luce! Scommetto che ti sei divertita tanto.

Ciao, Nicoletta, non hai idea: è stata la vacanza più bella della mia vita! Cortina, lAlpe di Siusi, le piste di Faloria, tutto ho iniziato, quasi senza fiato.

Hai imparato a sciare?

Certo! E oltre allo sci ho assaggiato del vino rosso locale, piatti tipici delle Dolomiti e, soprattutto, ho incontrato Artemio.

Ah, è quello il punto! rise Nicoletta. Raccontami, chi è?

È il mio istruttore di snowboard, Artemio. Mi sono innamorata di lui.

Complimenti, Sofia, finalmente qualcosa di serio nella tua vita

Ho ringraziato la collega, poi ho raccontato quanto Artemio fosse gentile, attento, quasi poetico. Mi ha portata in giro per la città, ci siamo concessi cene nei ristoranti più chic e, una sera, in un rifugio di montagna con vista mozzafiato, mi ha dichiarato il suo amore.

Che storia da film! commentò Nicoletta.

Artemio ha detto di aver cercato a lungo una donna come me. Tra le tante belle ragazze delle località sciistiche, è raro trovare una complicità così profonda. È stato reciproco, il nostro sentimento è cresciuto in un attimo.

E adesso? mi ha chiesto Nicoletta, curiosa.

Abbiamo parlato a lungo: non volevo lasciare il mio lavoro a Cortina; il mio futuro è a Milano, mentre le prospettive di Artemio lì sono scarse. Alla fine Artemio ha accettato di trasferirsi qui, nella nostra città, per stare con me.

Che bella cosa! esultò Nicoletta.

Il giorno della partenza, Artemio mi ha promesso di tornare presto. Al momento dellaeroporto mi ha detto con fermezza:

Devo ancora lavorare sul contratto per altri due mesi, poi verrò da te.

Ci siamo salutati con le lacrime agli occhi. Nei giorni successivi ci telefonavamo ogni ora, scambiandoci messaggi dolci e pieni di amore. Raccontavo a Nicoletta tutto, ringraziando il destino per questo amore.

Poi il suo contratto è scaduto, mancava poco al nostro incontro. Doveva prenotare il volo entro due settimane. Improvvisamente però è arrivato un messaggio preoccupante:

Sofia, mi sono ferito durante lallenamento, ho rotto entrambe le gambe. I medici dicono che devo operarmi subito.

Lho chiamato subito.

Tesoro, volo subito, prendo un permesso non retribuito.

Non serve, sono in ospedale. Mi servono trecento euro per loperazione e per coprire le spese finché non potrò lavorare. Ti amo, Sofia, ma ho davvero bisogno di aiuto.

Senza pensarci due volte ho inviato i soldi. Nicoletta ha esitato:

Sofia, è una somma importante. Controlla bene, chiedi il numero del dottore.

Che stai dicendo, Nicoletta? lho guardata con un fuoco negli occhi, e lei si è sentita a disagio.

Ho continuato a parlare con Artemio, a sperare nella sua guarigione. Il tempo passava, contavo i giorni di riabilitazione. Quando mi ha scritto che doveva ancora raccogliere trenta mila euro per il biglietto, il mio cuore si è stretto. Il messaggio era lungo, pieno di lamenti: «Mi sembra di vivere solo in strisce scure, ma il tuo amore mi dà speranza. Non pensare male di me». Ho letto tutto, e il timore ha iniziato a insinuarsi.

Nicoletta, leggendo di nuovo, ha detto:

Mi sembra un truffatore, chiede sempre più soldi. Dovresti fermarti.

Io, difendendo Artemio, ho risposto:

È solo un momento difficile. Ha bisogno di aiuto, e io sono la sua donna. Non è giusto giudicarlo così.

Ma Nicoletta è rimasta perplessa. Il marito di Nicoletta, che lha sentita, ha consigliato:

Non credere a questi uomini, scrivi a lui che non puoi più mandare soldi. Non vale la pena di perdere il tuo denaro per un piagnisteo.

Così ho chiamato Artemio.

Scusa, ma non posso più inviarti soldi, sono al verde. Forse trovi un modo da solo.

Ah, sei così tirchia, non ti richiamerò più. ha risposto con rudezza, poi ha chiuso.

Nicoletta, con voce tranquilla, ha concluso:

Vedi? Era quello che doveva succedere. Non ti preoccupare, troverai un uomo vero. È un peccato, ma è meglio così che continuare a mandare soldi.

Mi sono sentita vuota, ma la verità, forse, è più amara di quanto immaginassi.

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