Per mio marito, mamma e sorella sono sempre in cima alla lista

Mio marito, la madre e la sorella sono al primo posto

Lidia, basta più recitare la vittima, parliamo con calma e risolviamo tutto.

Qualunque cosa ti inventi, ti assicuro che non è successo nulla di grave. Non siamo più bambini di cinque anni, non dobbiamo

La voce di Vittorio, dietro la porta della cameretta, fece scambiarsi uno sguardo a Lidia e al figlio di dieci anni, Alessio, e intanto scuotere la testa.

Sai, lo detesto perché insiste a ribaltare ogni cosa, come se fossero solo nostre preoccupazioni inutili.

E semplicemente ci offende, senza rendersene conto, il ragazzo ripeté i pensieri di Lidia.

Allora lei annuì al figlio, si sistemò sul divano in modo più comodo e infisse le cuffie per non sentire il tono dolce, rimproserante e consigliere che proveniva dalla porta.

Eppure fu proprio quel tono a farle innamorare di Vittorio. Credeva che un uomo potesse risolvere ogni conflitto con una diplomazia sottile.

Solo che, per lui, diplomazia significava piegare tutto al proprio interesse, dipingendo laltro come unisterica, una stupida, una immatura il punto da sottolineare.

Se Lidia accettava ancora questi trucchi per il bene del bambino, non sopportava che lo stesso gioco fosse inflitto al figlio.

Il compleanno passato aveva dimostrato che Vittorio non valorizzava nemmeno il proprio figlio.

Certo, Lidia veniva messa da parte in favore della madre e della sorella; si poteva giustificare con il vecchio detto la moglie è una sola, la madre è laltra. Ma trattare così il proprio sangue era intollerabile anche per la sua pazienza.

Avevano programmato la festa di Alessio un mese prima. Avevano prenotato un tavolo nella loro trattoria preferita di Trastevere, con una splendida sala giochi, invitato i tre migliori amici del ragazzo con le rispettive famiglie, concordato menù e una torta su misura

Cosa poteva andare storto? Nel peggiore dei casi, qualche amico poteva ammalarsi e non venire, un fastidio ma comprensibile, senza pretese. Nel caso peggiore, Alessio stesso poteva ammalarsi, perdendo il denaro della prenotazione e la torta, che sarebbe stata data agli amici per non sprecare.

Alessio era sempre robusto, quindi quel tipo di imprevisto non colpì. Al mattino tutti gli amici risposero al telefono, confermando la presenza puntuale, come un fucile.

Solo Vittorio, quando la famiglia si metteva a vestirsi per loccasione, rispose alla chiamata della sorella e si mise subito a cambiare in abiti non da parata.

E dove ti porti con questa tua indifferenza? la voce di Lidia rimbombava, carica di storia familiare.

Il nucleo della loro relazione era chiaro: per Vittorio esistevano tre donne, in ordine di importanza la madre, la sorella e Lidia.

Non era la prima volta che Lidia osservava il marito dedicare il suo giorno di riposo alla madre, al giardino, alle compere.

Se la madre non aveva compiti per il figlio, interveniva la sorella, che, con il marito vivo e il suocerocostruttore, improvvisamente richiedeva un fratello per aiutare in lavori domestici maschili.

Quando Lidia conobbe Vittorio, ne apprezzò la tenerezza verso la famiglia e la disponibilità a soddisfare ogni richiesta dei parenti, considerandola un segno di buona condotta.

Credeva che come un uomo tratta la madre, così si comporterà con la moglie, giusto?.

Si rivelò invece che non era così. Mentre Vittorio correva in tutta la città per soddisfare le zie, nella loro casa i rubinetti gocciolavano, le cerniere cigolavano e unaltra serie di lavori da uomo si accumulava. Alla fine Lidia, stufo delle promesse di farò tutto domani, iniziò a chiamare artigiani.

Vittorio sembrava respirare più liberamente solo quando capì che le richieste non lo tormentavano più.

Lidia si era abituata allassenza costante del marito, trovava persino piacere nella solitudine.

Di recente, però, Vittorio si lamentava sempre più del suo freddo verso di lui, come se la sua presenza fosse irrilevante.

Lidia, abituata allassenza, non sentiva più la necessità di reagire quando lui ricompariva, sapendo che sarebbe stato solo per poco. Quando il telefono squillò, lui rispose: Sì, mamma, sto arrivando, e svanì dal suo sguardo.

Meglio, pensò Lidia, dedicarsi a un maglione o a un episodio della sua sitcom preferita, qualcosa di più utile per lanima che un dialogo coniugale.

Ma quando, nel giorno del compleanno di Alessio, il marito si mise a prepararsi per andare dalla sorella, Lidia non poté più sopportare.

Vittorio, con il volto più sincero, le spiegò che la sorella aveva problemi con il trasloco e doveva portare scatole, mentre il compleanno del figlio poteva essere spostato a un altro giorno.

Che importanza aveva davvero una festa per un bambino di dieci anni?

Lidia alzò la voce, urlò dal profondo del cuore e diede a Vittorio una settimana per capire i suoi errori e trovare un modo per rimediare.

Quella settimana fu per lei un periodo di riflessione, di preparazione morale prima di tuffarsi nellabisso.

Divorziare era per Lidia una prospettiva pesante, quasi inconcepibile a un livello inconscio.

Se fosse stata più impulsiva, lo avrebbe annullato subito dopo la luna di miele, quando Vittorio passò tutta la mattina a parlare al telefono con la madre per noia e solitudine

Lidia, seduta accanto a lui alla stazione, sentiva il vuoto, ma lassenza del marito era ormai reale.

Il figlio non perdonò la colpa al padre. Dopo una settimana di tentativi di spiegare a Lidia e a Alessio quanto fossero errati, Lidia, con la coscienza pulita, presentò i documenti per il divorzio e cacciò Vittorio dal loro appartamento, rimandandolo nella casa della madre, così amata.

Gli otto anni successivi li videro quasi mai più. Lui pagava gli alimenti, ma appariva solo una volta lanno, al compleanno di Alessio, talvolta con qualche settimana di ritardo, come se fosse normale salutare dopo un po.

Il ragazzo, abituato allassenza, smise di attendere e non sentì più il desiderio di parlare. Solo quando compì diciotto anni, una scintilla di curiosità verso il padre riaccese il desiderio di incontrarlo.

Allora Vittorio trovò una lista infinita di lamentele contro lex moglie.

Avresti potuto levigare le crepe fra noi, spiegargli che entrambi i genitori sono importanti, che qualunque padre va amato, non solo con parole rare quando ci si incontra, iniziò una lunga tirata di Vittorio davanti alla casa di Lidia, cercando di colpirla con tutta la sua frustrazione.

Vai dove vuoi! Hai avuto otto anni per sistemare le cose, ma hai fatto solo aumentare il divario.

Che senso ha per me sistemare i rapporti con mio figlio? Lidia, ormai meno docile, rispose con la consueta risposta tagliente, abituata ormai al mondo reale.

Ho altre cose oltre alleducazione del bambino, lo sai. Ho ancora la madre e la sorella

Vai a parlare con loro, lasciami in pace, Lidia sbatté la porta davanti al suo naso, dimostrando di aver acquisito nuova forza.

Quella sera, Alessio riferì a sua madre:

Congratulazioni, ho chiuso il cerchio.

Quale cerchio?

Il padre mi ha invitato a festeggiare il compleanno una settimana più tardi. Io gli ho detto che avevo il concerto con Yulì, la ragazza con le punte blu che gira sempre nei nostri locali.

E lui?

Si è offeso perché ho messo Yulì sopra di lui. Gli ho detto che si può festeggiare un altro giorno, o tra due settimane, o anche tra un mese, quando finisco gli esami. Ma a lui sembra non andare.

Sei davvero un giovane rancoroso.

Non è tanto rancore, è solo una buona memoria. Madre, ho una sola domanda: perché hai tollerato suo comportamento fino ai miei dieci anni? Non avremmo potuto divorziare subito, così non sarebbe stato

Perché scacciò Lidia. Ora tutti i motivi per cui aveva cercato di salvare il matrimonio sembravano stupidi e inventati.

Allora non era così lucida come ora, anni dopo. Il disprezzo del marito per il figlio laveva costretta a riconsiderare il matrimonio.

Altrimenti avrebbe potuto ancora vivere con Vittorio, la madre e la sorella, una quarta figura in una strana quadratura amorosa. Che prospettiva deprimente. Fortunatamente, alla fine, aveva presentato il divorzio.

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