Mia madre è sempre stata dalla parte di mio patrigno. Un giorno non ne potei più e decisisi di mettere tutto a tacere.

Mia madre è sempre stata dalla parte del mio patrigno. Un giorno, però, ho avuto abbastanza e ho deciso di porre fine a quella situazione.

Per anni ho vissuto con la mamma e la mia sorellina più piccola, Maddalena. La nonna Rosa, che abita a pochi passi, ci faceva spesso visita. Non ricordo nemmeno mio padre, ma purtroppo ricordo il padre di Maddalena.

Allinizio il patrigno mi trattava bene, ma poi, una volta sistemato, entrambi hanno cominciato a dimenticarsi della mia esistenza. Gianni, il patrigno, alzava spesso la mano contro di me. Piangevo in silenzio, ma non volevo raccontare nulla a mamma, finché un giorno lei non ha visto con i propri occhi come mi picchiava.

Ci è stato un bel litigio tra mamma e lui, e Gianni è sparito dalla nostra vita per sempre. Da allora siamo rimasti noi tre, felici, e la nonna Rosa si è occupata spesso di Maddalena. Dopo il diploma ho deciso di studiare nella mia città, Roma, anche se avrei voluto andare allestero. Non potevo però lasciare la famiglia.

Un giorno mamma ha proposto di vendere i due appartamenti il nostro e quello di nonna Rosa e di comprare un trilocale. Così avremmo potuto vivere tutti insieme, con spazio a sufficienza. Abbiamo accettato, e ci siamo trasferiti nel nuovo appartamento. Io ho la mia camera, Maddalena è nella stanza di nonna Rosa, e mamma occupa la terza. Tutti contenti.

Nella nuova palazzina mamma ha conosciuto il nostro vicino, il signor Aldo, un uomo della sua età, già divorziato. Da quel momento Aldo ha iniziato a farle un po di compagnia e lei è rinata, come un fiore che spunta dopo la pioggia.

Più tardi, mamma ha invitato a casa nostro zio Roberto. Lui ha deciso di affittare il suo appartamento. Sembrava tutto a posto, almeno così credevo. Finché non ha cominciato a insultarci, soprattutto a me, mostrando una chiara avversione. Spesso litighiamo, e mamma è sempre dalla sua parte.

Mi sentivo a disagio, così ho deciso di trasferirmi in unaltra città, Firenze, per studiare. A mamma non è dispiaciuto nulla; anzi, lho vista tirare un sospiro di sollievo, perché non doveva più scegliere tra me e lo zio Roberto. Ma non mi ha fatto sentire meglio. Come si può scambiare il proprio figlio con un altro uomo?

Alla fine, però, il destino ha un certo senso dellumorismo: mentre io rincorro i libri a Firenze, mamma, Aldo e la nonna Rosa continuano a raccontare barzellette sul cappotto di zia e a brindare con un bicchiere di vino rosso, convinte che la vita, con tutti i suoi intrighi, sia più gustosa se la si prende con una spruzzata di ironia.

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Mia madre è sempre stata dalla parte di mio patrigno. Un giorno non ne potei più e decisisi di mettere tutto a tacere.