Marito si rifiuta di cedere alla figlia l’appartamento ereditato dalla zia: la discussione tra coniugi su come gestire la casa in centro per la figlia universitaria, i fratelli minori e un’eredità difficile da dividere

La zia di mio marito gli ha lasciato in eredità un piccolo appartamento nel cuore di Firenze. È davvero modesto, ma la posizione lo rende prezioso. Io e mio marito abbiamo tre figli: la nostra figlia maggiore, Giulia, ha diciannove anni e frequenta l’università; il figlio di mezzo, Matteo, ha dodici anni; e il più piccolo, Andrea, ne ha solo cinque. Abitiamo in un grande appartamento con tre camere da letto, cè spazio a sufficienza per tutti, anche se a volte sembra che la casa si restringa attorno a noi.

Latmosfera in casa si è fatta pesante, perché io e mio marito ci siamo accesi in una discussione proprio riguardo allappartamento ereditato. Ho pensato che sarebbe una bella occasione per Giulia iniziare una vita autonoma, ormai è una donna, forse presto vorrà mettere su famiglia, e potrebbe sistemarsi lì. Ma mio marito, Francesco, vede la questione diversamente: sostiene che sarebbe uningiustizia nei confronti di Matteo e Andrea, che preferisce vendere lappartamento e dividere il ricavato in euro, ovviamente in parti uguali tra i tre figli. Ma io sono convinta che sia una follia: con quei soldi, i ragazzi non potranno comprarci nulla di significativo.

Anche se facessimo a modo di Francesco, il denaro rimarrebbe fermo sui loro conti fino a quando i ragazzi saranno grandi. Giulia, forse, riuscirebbe giusto a comprarsi una Panda usata. Preferirei darle qualcosa di concreto, perché mi è sempre sembrato che sia meglio un uovo oggi che una gallina domani. Almeno uno dei nostri figli avrebbe già un tetto sulla testa, e magari, quando i maschi saranno più grandi, troveremo unaltra soluzione anche per loro.

Ma Francesco è irremovibile. Teme che dare la casa solo a Giulia possa rovinare per sempre i rapporti con i fratelli, creare rancori e tensioni che li segnerebbero a vita. Io invece credo che sia una preoccupazione esagerata, i bambini sono ancora troppo piccoli per capire certe cose, e il tempo per pensare al loro futuro certo non ci manca.

Intanto, a Giulia non abbiamo detto nulla: non sappiamo ancora che fare, e in più lappartamento lasciato dalla zia è praticamente in rovina da anni non ci mette piede nessuno, servirebbe una ristrutturazione che adesso non possiamo permetterci.

Mi tormenta il dubbio: sono io quella che sbaglia, oppure Francesco? Dovrei insistere perché almeno Giulia abbia la sua occasione, o forse sarebbe meglio seguire il ragionamento di mio marito? O magari esisterà una via di mezzo che io e Francesco non siamo ancora riusciti a scorgere?

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