Sfrutti la nonna. Lei si occupa di tuo figlio e non accetta mai la mia, nemmeno nei weekend.
A volte la vita ci mette davanti a quelle situazioni in cui devi improvvisare una soluzione rapida, anche se il tempo è poco e le energie perfino meno così è capitato a me, Martina.
Mio figlio Marco ha quattro anni. Non potrei volergli bene di più, e forse sono un po di parte, ma per me è meraviglioso, anche se il suo temperamento farebbe impazzire persino un monaco tibetano. Diciamolo chiaramente: trovare un bambino perfetto avrebbe già sorpreso tutti. E intanto il secondo è in arrivo, così, tanto per continuare la tradizione del caos.
Sono andata dalla ginecologa per il solito controllo, e invece mi hanno spedita dritta in ospedale. Cè un problemino, hanno detto, che in Italia è la frase che fa tremare più delle bollette di novembre. Niente sconti, niente rinvii: ospedale subito. E quindi? Chi resta con Marco?
Mio marito Federico era in trasferta di lavoro in Svizzera. Torna tra dieci giorni, mi fa sapere con quella serenità tipica di chi non deve gestire i figli almeno per una settimana. I miei genitori? Anche loro impegnati, ormai schiavi delle aziende e della crisi. E i parenti? Certo, sulla carta sono molti, ma quando serve nessuno si trova.
Ecco che interviene la nonna Lucia, settantanni e una pazienza tutta italiana. Mi assicura che con Marco ce la farà, almeno fino alle mie dimissioni. A dirla tutta, ero preoccupata mia nonna con un quattroenne supercarico? Un po come affidare una Ferrari ad unistruttrice dauto scuola vintage. Ma la decisione è presa.
I miei genitori, appena staccano dal lavoro, passano a salutare e aiutare, ma di giorno la situazione è ben chiara: tutto sulle spalle della nonna. Abbiamo organizzato così.
Non posso negare che avevo lansia. Si tratta pur sempre del mio adorato terremoto. Chiamavo dieci volte al giorno, con la scusa del Come va?; tanto per scaricare un po dansia. E invece? Pare che Marco e la bisnonna abbiano trovato una loro lingua segreta, fatta di cioccolata e cartoni animati. Incredibile, la settimana è volata.
Federico rientra a casa, prende in mano la situazione da bravo papà e io che, nel frattempo, sto per uscire dallospedale sento squillare il telefono: mia sorella, Francesca, furiosa come una napoletana in fila in posta.
Sua figlia, Sofia, due anni di capricci, e in più udite udite la nonna si è sempre rifiutata di badare a lei, anche solo un weekend. Pare che la spiegazione sia che Sofia è troppo piccola, poverina.
Francesca, disperata, quasi si inginocchia per convincere la nonna. Niente, Lucia irremovibile.
Hai approfittato della nonna! mi urla lei al telefono, nel pieno stile melodramma italiano.
Io sono finita in ospedale le rispondo mica stavo alle terme a Montecatini! Pure a te ho chiesto aiuto, e ti sei tirata indietro. Ora però vuoi parcheggiare tua figlia dalla nonna… sai bene che a due anni sono piccolissimi. Falla stare con i nonni, no?
Quelli non vogliono prendersela! E alla fine resto sempre io, che non posso respirare senza dietro la piccola!
Credo che Francesca si sbagli. Tra due e quattro anni cè una differenza enorme, e nessuna madre li lascerebbe felici da altri. Ma lei, convinta, continua a dire che ho giocato dastuzia… secondo me, era solo questione di necessità. E a casa nostra, alla fine, nessuno imbroglia la nonna Lucia ci pensa da sola a tenerci tutti sulle spine.






