La moglie incinta di mio fratello pretende che le cediamo il nostro appartamento: la nostra storia di famiglia tra richieste impossibili, figli in arrivo e tensioni che ci stanno allontanando

Diario,

sono ormai dieci anni che io e mio marito, Giovanni, siamo sposati. Viviamo in un bilocale a Firenze, che ancora stiamo pagando con sacrifici, rata dopo rata. Non abbiamo ancora il coraggio di mettere su famiglia: prima vorremmo sentirci stabili, sicuri economicamente e con la testa a posto per affrontare la vita da genitori.

Ho un fratello, Matteo, anche lui sposato con Agnese. Loro stanno in un monolocale nei pressi di Viareggio. Matteo lavora come pazzo: due lavori a tempo pieno e qualche lavoretto extra la sera per raccimolare qualcosa in più. Agnese, invece, non lavora. Si direbbe che sforni bambini più in fretta delle stagioni che cambiano. Ne hanno già tre e sta per arrivare il quarto… anzi, sogna il quinto!

Oltre al caos dei bambini, hanno fatto mille finanziamenti: per la lavatrice, la televisione nuova, il frigorifero ogni mese cè una nuova rata. Spesso io e Giovanni li aiutiamo, di tasca nostra, sia con qualche euro che con pacchi di pasta, parmigiano o quello che capita. E più di una volta la moglie di mio fratello si è presentata pretendendo aiuto, nemmeno chiedendo con gentilezza.

Quando succede così, con gentilezza (ma anche un po di fermezza siciliana che mia madre mi ha insegnato), faccio capire che stavolta non è proprio possibile. Lei e Matteo si offendono sempre, ma dopo qualche settimana, eccoli di nuovo con una nuova richiesta.

Qualche giorno fa, Agnese si è superata: Visto che voi non avete figli, e noi tra poco saremo in sei, dovete lasciarci il vostro appartamento, mi ha detto senza battere ciglio.

Sono rimasta di sasso. Scusami, e noi dove andiamo? Nel vostro monolocale?

No, facciamo entrare degli inquilini, così prendiamo due soldi. E voi vi cercate una casa in affitto, che tanto siete solo in due, mi ha risposto convinta, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Poi si è avvicinata e ha aggiunto: Allora, quando ce lo lasciate lappartamento?

Le ho risposto, ormai senza più pazienza: Senti, Agnese, ma vai a farti vedere da uno bravo. Levati di torno e non entrare più in casa mia, e le ho chiuso la porta in faccia.

Mi ha guardato gelida: Allora perderò il bambino, e sarà solo colpa tua, mha detto uscendo furiosa.

Ed è proprio quello che è successo, il giorno stesso, di nascosto. Era al terzo mese.

Alle due di notte, Matteo si è presentato sotto casa, furioso, accusandomi di essere la causa di tutto. Giovanni, calmo e saldo come una roccia, lha fatto entrare, lha ascoltato una manciata di minuti e quando ha visto che la situazione degenerava, gli ha fatto sciacquare la faccia sotto lacqua fredda del rubinetto. Dopodiché, senza tanti complimenti, lha accompagnato fuori dalla porta.

Da quella notte, io non ho più un fratello. E nel mio cuore sento una tristezza che non riesco nemmeno a spiegare.

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La moglie incinta di mio fratello pretende che le cediamo il nostro appartamento: la nostra storia di famiglia tra richieste impossibili, figli in arrivo e tensioni che ci stanno allontanando