Il cuore di una madre e di un padre: Racconto di genitori italiani, dei figli ormai grandi, delle preoccupazioni, delle gioie semplici, delle speranze e di un imprevisto in famiglia

Il cuore di un genitore. Racconto

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Ma perché hai questaria cupa stamattina? Non sorridi nemmeno, dai, facciamo colazione.

Mio marito entrò in cucina stiracchiandosi assonnato, finalmente era arrivata la domenica.

Sulla stufa sfrigolavano le uova con pancetta, mentre mia moglie versava il tè. Buttò nel mio piatto più della metà delle uova e aggiunse una fetta di pane: Mangia, che ti fa bene!

Ma che ho fatto di male, Lucia? chiesi piano.

Ma certo che sì, il male labbiamo fatto insieme, non abbiamo saputo educare i figli Lucia si sedette accanto a me e cominciò a mangiare senza grande appetito.

La nostra Chiara e nostro figlio Marco sono ormai grandi, e noi ci siamo sempre sacrificati per loro, in tempi pieni di difficoltà. Li abbiamo aiutati in tutto, ma chissà chi aiuta noi adesso, magari almeno con una parola buona? Hanno sempre dei problemi, chi perché si annoia, chi perché non ha abbastanza soldi. Solo lamentele, sia da Chiara che da Marco.

Ma dove le hai sentite queste cose?

Avevo già finito le uova e spalmo il burro su una bella fetta di pane fresco, aggiungendo sopra un velo di marmellata.

A te va bene, ste cose capitano a me, perché scrivono tutto alla mamma. Marco ieri voleva portare la famiglia a giocare a bowling, mi ha chiesto dei soldi prima dello stipendio, e io mi sono arrabbiata e gli ho detto di no. Si è offeso, vero, ma prima di lui mi aveva chiamata Chiara, che non si trova con il suo lavoro da cantante, così è depressa. Ma insomma, le piace cantare, va bene, ma bisogna anche lavorare! Vorrebbe vivere di musica ma non ce la fa. Non è dato a tutti, è il momento di capirlo e cercarsi un lavoro vero! E pensa che da piccoli loro due erano amici stretti, adesso sembra quasi che non si parlino più.

Lucia allontanò il piatto con le uova ormai fredde e bevve un sorso di tè.

Tranquilla, Lucia, si sistemerà tutto, anche noi eravamo giovani una volta, ricordi? provai a consolarla, ma lei si infervorò ancora di più,

Ma che dici, Carlo! Ricorda tu! Noi vivevamo con poco e apprezzavamo tutto quello che avevamo! Quando è nato Marco è stato una festa, la carrozzina me la prestò unamica, le tutine e le lenzuoline me le diede mia sorella, usate certo, ma come nuove, che i bambini crescono in fretta. Ed eravamo felici, e poi quando finalmente abbiamo comprato la Fiat 126, eravamo orgogliosi! Mettemmo il box sotto casa, ci sembrava di essere ricchi! Invece ai nostri, se non sono stati allestero allora la vita non conta ma dico, li abbiamo mai insegnato questo noi?

I tempi sono cambiati, Lucia, la tentazione è ovunque ed è difficile restare coi piedi per terra. Sono giovani aspetta, capiranno.

Sì, ma che non sia troppo tardi inseguendo il benessere si perde di vista la vita! Quando mi guardo allo specchio mi chiedo: sono già una nonna? E tu già un nonno…

Il suono del telefono interruppe la nostra conversazione, era nostro figlio Marco.

Ecco, di nuovo qualcosa Lucia prese il telefono, e i suoi occhi si sgranarono mentre ascoltava, poi si alzò di scatto.

Carlo, vestiti subito, Marco è in ospedale, mi ha chiamato il suo compagno di stanza.

Cosa è successo? Anch’io sobbalzai, e mi precipitai.

Non ho capito bene, ha avuto un incidente con la smerigliatrice, il disco gli ha tagliato la mano. Stanno cercando di riattaccare la mano, speriamo bene! Che disgrazia andiamo subito.

Ci vestimmo in fretta, non ancora vecchi ma nemmeno più giovani, con gli occhi pieni di paura.

E ci precipitammo all’ospedale, dimenticando tutto il resto…

Mentre correvamo, Chiara mi telefonò: Mamma, vengo a trovarvi a pranzo, va bene?

Vieni pure, tesoro, ma forse non saremo ancora tornati, urlò Lucia con il fiato corto, e senza aspettare risposta, corse con me verso la fermata dellautobus…

In ospedale ci tranquillizzarono subito, erano riusciti a salvare la mano, ma per ora non potevamo vederlo.

Finché non ci fate entrare, restiamo qui ad aspettare disse Lucia sedendosi nellatrio, io accanto a lei.

Improvvisamente arrivò di corsa Chiara, e ci saltò al collo.

Mamma, papà, ma perché avete queste facce tristi? È andato tutto bene! Marco ieri aveva trovato un lavoretto, stava aggiustando una macchina per qualcuno. Cè stato un problema, doveva tagliare dei bulloni e si è ferito. Ora si è ripreso, hanno cucito tutto, muove le dita! Mamma, sembri devastata, ma è tutto ok!

Come lo sai? Lucia riuscì solo a sussurrare.

Ma noi ci scriviamo sempre, anche con Lidia, sua moglie. E ci aiutiamo a vicenda, tutto qui.

Ma noi pensavamo che quasi non vi sentiste più perché non ci avete detto niente? spiegai io.

Papà, siete così forti e sempre risoluti, superate tutto non volevamo darvi altre preoccupazioni, sorrise Chiara E poi sembrate ancora giovani! Volevamo che finalmente pensaste un po anche a voi stessi.

Ragazzi, io davvero pensavo che ormai viveste per conto vostro, sorrise anche Lucia.

Ma figurati, mamma. Solo che voi siete di una generazione dura davvero! Cerchiamo di essere come voi, ma non è facile, papà però ci proviamo sul serio, capisci?

Noi genitori ci scambiammo uno sguardo, e il nostro viso fu subito meno teso.

Mamma, papà, vi dovevo dire una cosa: ho trovato lavoro! Ora mi chiamano a cantare in vari eventi. Allasilo, e ieri addirittura alla casa di riposo, un successone! Una signora si è commossa, mi ha detto che la figlia fa la cantante famosa ma sta sempre in tournée, negli alberghi, e la mamma la parcheggia lì tristissimo!

Chiara ci abbracciò stretti: E non pensate che io e Marco non vi vogliamo bene tantissimo!

Proprio allora arrivò linfermiera a dirci che potevamo vedere Marco, anche solo per poco. Lucia quasi scoppiò a piangere, ma Marco la rassicurò:

Mamma, adesso va tutto bene, state tranquilli. Papà, tu stesso hai raccontato di quando ti punsero le vespe nel box dellauto sotto casa e sei finito in ospedale, quasi ci rimettevi la pelle le disgrazie capitano! Appena esco, venite a casa nostra a festeggiare il Capodanno insieme, dai, ultimamente ci si vede poco e Chiara forse vuole presentarci il fidanzato, ancora non ve lha detto?

Tornando a casa decidemmo di farci una passeggiata.

Non proprio giovani, ma neanche anziani, genitori col cuore sempre in ansia.

Ah, questo cuore di genitore non ha mai pace, è sempre con i figli. Si pensa che chiunque altro abbia figli migliori, e si vorrebbe che i propri fossero perfetti, che ascoltassero, che vivessero meglio degli altri.

Ma ognuno segue la sua strada, qualunque essa sia E i nostri figli sono meravigliosi, perché sono i nostri figli.

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