«Mi sono sposata con il vicino di casa che ha 82 anni. E lui continua a dire che è stata la sua migliore follia!»

Mi sono sposato con il vicino di casa, un ottantenne con ben 82 primavere alle spalle. Ancora oggi insiste che è stato il suo più grande pazzofatto.
Quando lho raccontato a mia sorella, quasi è caduta dal tavolo di marmo per lo shock:
Ma ti sei presa per il colletto?
Sto bene, credimi. Non è che ha ottanta, ma proprio ottantadue anni. Ascolta bene.

Di tanto in tanto i figli di lui facevano capolino. Arrivavano, soffiavano, poi se ne andavano. Lultima volta hanno portato un opuscolo di case per anziani, come se il vecchio non si adattasse più al ritmo di vita di quella generazione.
Papà, è così che dovrebbe andare,
Dovrebbe? Ma la vita non è solo un manuale, vero? ha replicato il nonno.

Lo stesso pomeriggio è arrivato un bussare alla porta. Vino rosso in mano, gli occhi pieni di una strana eccitazione.
Ascolta, il piano è semplice: sposati con me, così nessuno ti manda in casa di riposo. Tu sei giovane, io sono testardo. Non è forse la formula perfetta?

E che ci guadagno io? ho chiesto, un po sospettoso.
Preparo il ragù, racconto storie e non ti lascio mai in penombra.

Sembrava allettante. Il matrimonio è stato una sceneggiata romanticoassurda: io, a piedi nudi su tacchi improvvisati, lui con una cravatta daltri tempi, quasi uscita da un cinema degli anni 20. I testimoni erano gli abitanti del chiosco allangolo, più inclini a ridere che a firmare il registro.
Siamo diventati marito e moglie, ma ciascuno nella propria bolla, accanto luno allaltro.

Ogni mattina il vecchio faceva il suo eroe sul pavimento con cinque flessioni. Io continuavo a chiamare il caffè vendetta di ieri. La domenica la cucina si riempiva dellaroma del suo stufato di carne e delle sue calde narrazioni.
Al tramonto iniziavano le nostre discussioni divertenti:
Io sono ancora il re!
Tu sei il re solo per i piccioni del quartiere.

Un giorno i nipoti irromperono come un plotone di comando:
È una truffa!
La sola truffa che ho fatto nella vita è stata il vostro caffè di Capodanno, ha sbottato.

Quando mi hanno chiesto cosa avessi vinto, lho guardato negli occhi: vivo, spiritoso, autentico.
Ho vinto il calore di una famiglia. Un uomo con cui ridere davanti a una serie tv. E un altro che si rallegra ogni volta che torno a casa.

Dopo la loro uscita teatrale, lui mi ha versato il caffè.
Pensano che sia matto.
Hanno ragione, ho sorriso.
Proprio come te.
Dunque siamo perfetti luno per laltro.

Sei mesi dopo: lui si alza ancora allalba, io continuo a rovinare il caffè, le domeniche restano il giorno più gustoso della settimana.
Ti dispiace?
Per nulla, davvero. È stato lassurdo più bello della mia vita.

E sai una cosa? Non ho mai sentito che questo matrimonio fosse falso.

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