Ho 55 anni e finalmente vivo per me stessa. Senza rimorsi, senza paura di essere “diversa” o di deludere qualcuno. Nel mio spazio regna l’armonia — tranquilla, morbida, quasi silenziosa. Non ci sono emozioni esterne che un tempo mi esaurivano. Nessuno mi dice come vivere, cosa indossare o di cosa sognare. Appartengo di nuovo a me stessa.

Rosaria Bianchi, 55 anni, cammina lentamente tra le vie acciottolate di Bologna, il tramonto dipinge di rosso i tetti delle case. È lultima volta che sente il peso del giudizio altrui: niente più rimorsi, niente più paura di non essere come tutti. Il suo mondo interiore è una melodia di quiete, morbida, quasi silenziosa. Non esistono più quelle emozioni invasive che un tempo la prosciugavano fino allorlo. Nessuno le dice più come vivere, cosa indossare o su quale sogno puntare. È tornata a possedere se stessa.

Le sue mattine iniziano senza fretta. Quando lo desidera, accende un vecchio vinile di Mina; quando preferisce, si ferma a gustare laroma di un caffè appena macinato, avvolta dal silenzio del suo appartamento. Dalla finestra osserva il Duomo che si sveglia, e pensa a quanto sia dolce essere in armonia con la propria anima. Nessuno la rimprovera per un libro letto troppo a lungo, né per una cena che tarda a comparire sul tavolo. Il silenzio, un tempo spaventoso, è ora il suo più fedele compagno.

Un tempo credeva che una vita senza un compagno fosse incompleta. Così ci hanno educati fin da piccole: la donna deve stare al fianco di qualcuno, custodire il focolare, dissolversi nellamore. Ha vissuto così per anni, dimenticando sé stessa mentre cercava di essere comoda, premurosa, giusta. Con il tempo ha capito che lamore non è sacrificio totale. Lamore è rispetto, tranquillità e accettazione. E la prima persona da amare è proprio lei.

A volte un pensiero fuggeggio le attraversa la mente: E se tornassi a cercare una relazione? Ma basta ricordare quanta energia ha rubato lumore altrui, le aspettative, i rancori, e il desiderio di abbracciare di nuovo la sua libertà ritorna più forte. È leggera come la brezza mattutina, non chiede spiegazioni, è semplice da vivere.

Ora può fare tutto ciò che le pare, quando lo desidera, con chi vuole. Vuole? Si lancia in una passeggiata al Parco di Montagnola. Vuole? Resta a casa, si avvolge nella coperta e guarda vecchi film di Fellini. Può tacere per unintera giornata o, allimprovviso, chiamare la sua amica Lucia Conti e ridere fino alle lacrime. Nessuno la controlla, né la invidia, né richiede rendiconti. È una sensazione strabiliante: libertà non solo esterna, ma anche dentro di sé.

Le piace lidea di una vita fatta di momenti piacevoli: un incontro, un sorriso, una serata perfetta e poi ognuno torna al proprio nido, dove regna il comfort, la pace, senza dover giustificare nulla. Niente drammi, niente chiarimenti di coppia, nessun altalena emotiva. Solo calore umano, leggerezza e rispetto reciproco.

Scelgo la leggerezza. Scelgo me stessa. Finalmente ho capito che la felicità non arriva con qualcuno, ma nasce dentro di noi. Per sentirla basta permettersi di essere autentici, senza maschere, senza ruoli, senza il timore di restare sole. La solitudine non è una punizione, è un lusso quando hai imparato a bastare a te stessa.

Rosaria, 55 anni, non corre più, non fugge più. Vive semplicemente, e ogni giorno è unaltra occasione per ringraziare la vita: per la quiete, per lesperienza, per la libertà, per il fatto che, finalmente, è al centro del proprio universo.

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Ho 55 anni e finalmente vivo per me stessa. Senza rimorsi, senza paura di essere “diversa” o di deludere qualcuno. Nel mio spazio regna l’armonia — tranquilla, morbida, quasi silenziosa. Non ci sono emozioni esterne che un tempo mi esaurivano. Nessuno mi dice come vivere, cosa indossare o di cosa sognare. Appartengo di nuovo a me stessa.