Come la suocera di nostro figlio ce l’ha portato via: da quando si è sposato non ci visita più, è sempre impegnato con sua suocera che ha sempre bisogno di aiuto urgente, mentre noi veniamo ignorati – Una storia di famiglia italiana tra incomprensioni, favori e tensioni con i parenti acquisiti

Da quando nostro figlio si è sposato, sembra che ci abbia completamente dimenticati.

Ormai passa tutto il suo tempo con la suocera, che ha sempre bisogno di aiuto urgente. Non riesco nemmeno a immaginare come sia riuscita a vivere prima che la figlia si sposasse con nostro figlio.

Sono già trascorsi più di due anni dal loro matrimonio. Dopo le nozze, i nostri ragazzi hanno iniziato a vivere da soli, in un appartamento che avevamo comprato per nostro figlio quando aveva iniziato luniversità. Fin da bambino, nostro figlio ha sempre trovato da noi appoggio e comprensione. Ancora prima di sposarsi, aveva già imparato a vivere da solo perché casa sua era vicina al lavoro.

Non posso dire che non mi piacesse mia nuora, ma ai tempi pensavo sinceramente che Elisa, questo è il suo nome, non fosse affatto pronta per la vita matrimoniale, nonostante nostro figlio avesse solo due anni più di lei. Mi sembrava spesso immatura, a volte addirittura viziata, quasi infantile nei modi. Nostro figlio era così gentile che mi chiedevo come potesse affrontare la vita con una bambina in casa.

Dopo aver conosciuto lei e sua madre, Anna, ho capito molte cose. Nonostante Anna avesse la mia età, si comportava anchessa in modo infantile. Avete mai conosciuto adulti che sembrano eterni ragazzini e non sanno cavarsela da soli? Gente estremamente immatura e incapace di gestire la realtà. Al momento del matrimonio della figlia, Anna era già al suo sesto divorzio.

Non avevamo argomenti comuni: lei viveva nel suo mondo, ma almeno non cercava di imporsi. Il nostro rapporto si limitava agli auguri di rito in occasione delle nozze dei ragazzi, ma nientaltro.

I primi segnali dallarme sono arrivati già prima del matrimonio: Elisa trascinava spesso nostro figlio dalla madre a sistemare cose dal rubinetto che perdeva, alla presa da sostituire, fino alla mensola in cucina da fissare. Allinizio non ci ho dato peso: in casa loro non cera una figura maschile, quindi mi sembrava normale che ogni tanto avesse bisogno daiuto.

Col tempo, però, queste emergenze sono diventate la regola. Nostro figlio ha iniziato a trascurarci, dicendo sempre che lui e la moglie dovevano andare dalla madre di Elisa. Poi hanno cominciato a festeggiare ogni ricorrenza a casa della suocera, mentre da noi restavamo solo io, mio marito e a volte la nonna paterna.

Ci sono rimasta male quando nostro figlio ha saltato per la prima volta una festa in famiglia, ma mi sono sentita ancora peggio quando ha iniziato a ignorare le nostre richieste di aiuto. Per esempio, recentemente avevamo comprato un frigorifero nuovo e gli avevamo chiesto se ci aiutava a portarlo in casa. Allinizio aveva accettato, ma poi ci ha chiamati dicendo che non poteva più venire, perché lui ed Elisa dovevano andare dalla madre: La lavatrice di Anna ha iniziato a perdere.

Quando mio marito ha chiamato nostro figlio per chiedere spiegazioni, in sottofondo ha sentito Elisa dire: Ma non possono chiamare dei traslocatori professionisti? Poi, quando finalmente è arrivato, era nervoso e infastidito.

«Papà, ma non potevi chiamare qualcun altro? Adesso mi tocca fare tutto io!»

A quel punto mi sono chiesta: ma perché la suocera non può chiamare un idraulico come fanno tutti? O forse lei vive in un altro mondo, dove non esistono gli artigiani? Nostro figlio sostiene che la madre di Elisa non si fida più di nessuno, perché secondo lei quelli che lavorano le chiedono soldi ma non fanno bene le riparazioni.

Alla fine, mio marito ha sbottato: secondo lui la suocera non capisce niente di elettrodomestici, ma invece è unesperta a guidare gli altri come se fossero pecore. Nostro figlio si è offeso e se nè andato di corsa. Non sono intervenuta, perché in fondo mio marito aveva ragione: i nuovi parenti stanno sempre sulle spalle di nostro figlio, che è sempre pronto a fare il tuttofare per loro, mentre per noi sembra non trovare mai tempo.

Dopo quella discussione, nostro figlio non ha parlato con il padre per più di due settimane. Né uno né laltro vogliono fare il primo passo per chiarirsi. Io mi sento in mezzo, divisa tra due fuochi. Capisco mio marito, ma penso che avrebbe potuto parlare a nostro figlio con più dolcezza; adesso il ragazzo è risentito e non vuole vederlo, e io non voglio certo perdere mio figlio per uno stupido orgoglio.

Mio marito non vuole chiamare il ragazzo, e lui dice che non tornerà finché il padre non gli chiederà scusa. In tutto questo, lunica che sembra sempre a proprio agio è la suocera.

A volte nella vita le relazioni si complicano perché non siamo capaci di metterci nei panni degli altri o di trovare il coraggio di fare un passo verso la riconciliazione. Ma non vale la pena perdersi le persone che amiamo per delle questioni di principio. La famiglia resta sempre il valore più grande, purché sappiamo imparare ad ascoltare e perdonare.

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Come la suocera di nostro figlio ce l’ha portato via: da quando si è sposato non ci visita più, è sempre impegnato con sua suocera che ha sempre bisogno di aiuto urgente, mentre noi veniamo ignorati – Una storia di famiglia italiana tra incomprensioni, favori e tensioni con i parenti acquisiti