13 aprile 2025
Quando avevo tredici anni imparai a nascondere la fame e anche la vergogna.
Vivevamo così poco che al mattino spesso mi avviavo verso la scuola di Bari senza aver fatto colazione.
Durante le ricreazioni, mentre i compagni tiravano fuori dalle zaini mele, biscotti e panini, io fingevo di leggere, chinavo la testa, così nessuno sentisse il brontolio silenzioso del mio stomaco.
Il dolore più grande non era la fame, ma la solitudine.
Un giorno una ragazza lo notò.
Non disse nulla, ma pose sul mio banco metà del suo pranzo. Mi sentii rosso in volto, volevo rifiutare, ma lei si limitò a sorridere.
Il giorno dopo fece di nuovo lo stesso, e così a giorni di seguito.
A volte era una fetta di torta, a volte una mela, altre volte una brioche. Per me era un intero universo.
Per la prima volta avvertii che qualcuno mi vedeva, non solo la mia povertà.
Poi, improvvisamente, sparì. La sua famiglia si trasferì a Napoli e non tornò più a scuola. Ogni mattina fissavo la porta, pensando che potesse aprirsi, che lei si sedesse accanto a me e mi dicesse: «Ecco, tieni». Ma la porta rimaneva vuota.
La sua gentilezza non partì con lei; si annidò dentro di me.
Passarono gli anni, divenni adulto. Di tanto in tanto ricordo quella ragazza, come un miracolo che una volta salvò la mia giornata.
Ieri, il tempo sembrò fermarsi. Mia figlia, Sofia, tornò da scuola e mi chiese:
«Papà, domani mi fai due panini?»
«Due?», rimasi sorpreso. «Di solito ne mangi nemmeno uno.»
Lei mi guardò serio:
«Uno è per un ragazzo della mia classe. Oggi non ha mangiato.»
Divisi il mio pranzo con lui. Rimasi senza parole. Nel gesto di Sofia vidi ancora quella stessa ragazza colei che un tempo condivise il suo pane con me, quando il mondo taceva. La sua bontà non è scomparsa; è passata attraverso gli anni, attraverso di me, e ora vive nella mia bambina.
Salii sul balcone, guardai il cielo, e le lacrime scivolarono da sole. In quel momento provai tutto fame, gratitudine, dolore e amore. Forse quella ragazza mi ha dimenticato, forse non saprà mai quanto ha cambiato la mia vita, ma la ricorderò sempre.
Una sola buona azione può attraversare le generazioni. E oggi lo so con certezza: finché mia figlia condivide il suo pane con un altro bambino, la gentilezza vive.






