Ciao, ti racconto un po di quello che è successo con Cinzia, così ti fai unidea di tutta la storia.
Cinzia è tornata a casa e non cè né il marito né le sue cose. Che sguardo strano mi fai? le ha sorriso Grazia, la ex di Stefano. Stefano ha solo voluto dimostrarmi che è un tipo invidioso, nientaltro.
Cosa vuoi dire? ha chiesto Cinzia, un po persa.
Ti dico la verità, piccolina, ha risposto Grazia, lex moglie di Stefano.
Cinzia non capiva più nulla. Allora Stefano ti spiegherà tutto, ha aggiunto Grazia, indicando da un lato.
La madre di Cinzia, Anna, laveva cresciuta come un fiore delicato. Anna era una donna di ferro, gestiva una piccola segheria nei boschi dellAppennino con pugno di ferro. Ma quando parlava con la figlia, la sua voce diventava dolce e carezzevole, gli occhi pieni di affetto. Così Cinzia è cresciuta tenera, fragile, un po ingenua. Non ha mai conosciuto il dolore; andava a scuola normale e a un conservatorio, dove suonava il pianoforte con gioia. Non è diventata una grande musicista, ma è stata una brava insegnante.
Rimaneva solo da sposarsi, e poi è arrivato il fidanzato: un bel ragazzo di nome Vincenzo, autista con uno stipendio modesto. Gli diceva parole dolci, la guardava negli occhi con tenerezza. Però la mamma, Anna, non lo sopportava. È un fannullone, un imbranato! ha sbottato.
Cinzia, con gli occhi azzurro cielo pieni di lacrime, ha risposto: Mamma, lo amo.
Va bene, va bene, ha detto la madre, ma vivrai con me! Così hanno condiviso il loro ampio appartamento a Roma, tre locali, dove il nuovo marito non si è opposto a stare con la suocera che passava le giornate in segheria. Vincenzo sembrava un giovanotto premuroso, ma dopo il matrimonio ha mostrato il suo vero volto: beveva, usciva di soprassalto e iniziava a sgridare la moglie. Quando cera la suocera cercava di sembrare civile, ma non bastava.
Cinzia non voleva vedere i difetti del marito. Dopo nove mesi dal matrimonio è nata una bimba, Loredana, e la famiglia sembrava completa. Il piccolo cresceva veloce, chiedeva tante cure, e Vincenzo si irritava sempre di più. Cinzia sopportava, sperava in giorni migliori. La pazienza è finita quando la mamma è improvvisamente morta, dopo solo un anno di gioia con il nipotino. Il funerale lha organizzato il vecchio amico di Anna, il giudice Giulio Servidi.
Vincenzo, nei giorni del lutto, spariva di casa. Quando tornava, nella hall lo aspettava una valigia con i suoi effetti personali. Ha provato a minacciare cause e divisioni di beni, ma Cinzia non ha reagito. Grazie a Giulio, quasi tutti i beni sono rimasti intatti: lavvocato ha impedito qualsiasi spartizione. Da quel momento né Vincenzo né il piccolo Loredana si sono più visti.
Cinzia non poteva più curare la segheria, così lha affidata a dei tecnici assunti da Giulio. Così la famiglia, ormai ridotta, non aveva più nulla di cui preoccuparsi. Per Cinzia è stato difficile superare la perdita della madre e il divorzio, senza amiche né parenti. Lunica ancora presente era il figlio, che aveva bisogno di tutte le sue cure. Non pensava più a uomini (escluso Giulio, che ormai era solo un avvocato).
Un pomeriggio, usciti dalla clinica pediatrica con Loredana di cinque anni, cercavano di nascondersi dalla pioggia sotto un grande ombrello. Lattesa fuori è sembrata infinita, il taxi non arrivava, cera troppa richiesta. Allora hanno deciso di rischiare. Salite veloci! hanno detto, e a venti metri di distanza una macchina si è fermata, il guidatore ha aperto la portiera posteriore. Forza, su, qui è vietato parcheggiare! ha gridato. Cinzia non ha pensato al pericolo; il conducente le era familiare, laveva già visto nei corridoi della clinica, dove portava il suo figlio della stessa età di Loredana.
Grazie! ha ringraziato calorosamente Stefano, il conducente, una volta arrivata. Prego! Il tuo numero? ha chiesto con un sorriso. Cinzia si è subito irrigidita. Scusa, ma non esco con uomini sposati, ha risposto, e, senza ascoltare altro, è entrata con il figlio nelledificio.
Non si aspettava di rivedere Stefano così presto: il giorno dopo lo ha trovato ad aspettare fuori dal cortile. Non sono sposato, le ha mostrato il certificato di divorzio, firmato un mese prima. Cinzia si è chiesta se fosse stanca della solitudine, se lo trovasse troppo allegro e premuroso, o perché Loredana lo apprezzasse subito. Non capiva perché avesse accettato di farlo uscire con loro, poi di venire a cena.
Da quel giorno si sono visti quasi tutti i giorni, e Cinza si è innamorata sempre di più. Dopo un mese, Stefano le ha proposto di sposarsi. È giusto, ci amiamo, e Loredana mi vuole bene. Lattaccamento del bambino è stato decisivo: il piccolo lo chiamava già papà. Papà ha accettato, e lei era felice. Dopo il matrimonio, Stefano ha chiesto di adottare Loredana. Da sempre ho sognato due figli, ha detto, poi ha abbassato lo sguardo. Cinzia lo ha accarezzato sulla spalla, sapendo che la precedente moglie di Stefano aveva trovato un ricco cavalier e lo teneva alla larga dal figlio, cosa che lo faceva soffrire.
In tre mesi erano già una vera famiglia. Lunica cosa che Cinzia nascondeva a Stefano era la sua reale situazione finanziaria. La segheria, seppur piccola, dava un guadagno decente che condivideva con i nuovi soci; ma i risparmi li metteva tutti per listruzione di Loredana, per comprare una casa e così via. Non voleva che lo sapesse, per il consiglio di Giulio, ormai trasferitosi al mare in pensione. Stefano non sospettava nulla, ma non si faceva notare.
Questa idillia è durata meno di un anno. Col tempo, Stefano è diventato meno attento e più irritato. Tornava a casa stanco e scontroso. Non farci caso, è solo il capo, diceva allinizio. Non puoi trasferirti in un altro cantiere? gli chiedeva Cinzia, sei un bravo elettricista. Ci penserò. Poi ha smesso di scusarsi, è rimasto scontroso o, peggio, urlava. Non toccava Loredana, ma era chiaro che il bambino lo infastidiva.
Un giorno, mentre passeggiavano nel parco con Loredana, Stefano doveva ancora finire il lavoro, ma aveva promesso di unirsi a loro per un gelato. Improvvisamente, una voce femminile, un po beffarda, ha rotto il silenzio: Che sciocca, hai accettato ladozione, ora il bambino soffrirà. Cinzia si è girata e ha visto una donna affascinante, capelli castani, in un cappotto arancione brillante, seduta accanto a lei. Ci conosciamo? ha chiesto Cinzia. No. Ma lo risolveremo presto, ha risposto la sconosciuta, ridacchiando. Sono Grazia, lex di Stefano. Temporaneamente ex
Cinzia lha guardata a lungo, senza dire nulla, mentre Loredana giocava lontano. Che sguardo strano mi fai? ha sorriso Grazia. Stefano ha solo voluto dimostrami che è un tipo invidioso, nientaltro.
Cosa vuoi dire? ha chiesto Cinzia, ancora confusa.
Ti dico la verità, piccolina, ha risposto Grazia. Era più grande di Cinzia di cinque anni, ma le parlava dallalto in basso, con un tono condiscendente. Non capisco niente ha ammesso Cinzia. Ah, ecco Stefano! Ti spiegherà tutto, ha annuito Grazia, indicando la direzione.
Stefano si avvicinava, guardandosi attorno perplesso. Stefano, spiega alla ragazza cosa sta succedendo, ha detto Grazia, alzandosi lentamente dalla panchina, accarezzando la testa di Stefano, e poi uscendo dal parco. Ti aspettiamo! ha lanciato.
Adesso è Stefano a rivolgersi a Cinzia, un po spaventato. Non so cosa ti abbia detto Grazia, ma sì, mi sono sposato con te per farle gli occhi più grandi. Stefano ha taciuto, raccogliendo le forze. Mi ha davvero rotto! Che senso ha? mi ha detto, come se fossi lunico che conta. Poi ha aggiunto, e poi ha iniziato a puntarmi contro quel ricco Massimo. Non ho più retto, ho chiesto il divorzio.
Perché adottare Loredana? ha chiesto Cinzia, a malapena. Perché tutto fosse pulito. Nuova moglie, nuovo figlio, tutto a posto per me! ha risposto Stefano, sorridendo a denti stretti. Ti ho notata in clinica, ho capito subito che saresti stata la donna giusta
Per la moglie di serie? ha replicato Cinzia, un po ironica. Stefano è rimasto in silenzio. E ora? ha chiesto, senza sapere davvero cosa volesse sapere. Non lo so, ha borbottato Stefano. Mi pare di essermi ambientato qui.
Stamane, dopo aver portato Loredana al giardino, Cinzia è tornata al suo appartamento, vuoto: né le cose di Stefano, né il suo stesso volto. Ha sospirato a lungo e ha chiamato di nuovo Giulio Servidi. Aveva bisogno di un avvocato, come sempre.






