La donna anziana si voltò verso Roberto e gli disse delle parole che gli fecero venire i brividi lungo la schiena: “Oggi sarà una giornata bella e soleggiata. Avremo abbastanza tempo per fare qualcosa.”

La signora anziana si voltò verso Roberto e, con la serenità tipica delle nonne di una volta, gli disse delle parole che gli fecero venire la pelle doca: Oggi sarà una giornata splendida e piena di sole. Avremo tutto il tempo per combinare qualcosa.

Roberto viaggiava in treno in una tranquilla mattina di mercoledì; il suo vagone non era particolarmente affollato. Una signora anziana salì e si sedette proprio accanto a lui, chiaramente intenta ad andare al suo orto in campagna, proprio come Roberto e molti altri passeggeri su quella tratta per Asti. I ricordi della sua defunta moglie, Lucia, gli riempivano la testa come il basilico riempie il mortaio. Erano soliti coltivare insieme la loro piccola vigna nei dintorni di Alba, ma da quando Lucia era mancata, lui aveva evitato di tornarci, troppo preso dalla malinconia e da una solitudine che sapeva di minestra riscaldata.

Quando il treno si fermò alla stazione di Villanova, la signora gli rivolse quelle parole identiche a quelle che gli diceva sempre Lucia. Sorpreso (mica capita tutti i giorni!), Roberto annuì e iniziarono a chiacchierare: del raccolto magro, del freddo che neanche i vecchi ricordavano più e delle speranze per la prossima primavera. Si lamentarono un po, come fanno sempre gli italiani quando si parla di agricoltura, ma con quella dolcezza da bar di paese.

Arrivati al capolinea dellautobus che li avrebbe portati agli orti, Roberto si accorse di non aver mai visto prima la signora, che si chiamava Assunta, eppure parlava come se fossa una vecchia amica di famiglia. Camminarono insieme fino a metà strada, poi ognuno prese il suo sentiero fra le vigne. Quando finalmente raggiunse la sua particella, Roberto trovò solo erbacce cresciute come funghi dopo la pioggia, segno che lorto aveva sentito la sua mancanza.

La conversazione nel treno però lo aveva rallegrato, quasi gli avesse dato una ricarica di caffè doppio. Si mise al lavoro con nuova energia: zappava, strappava le erbacce e ogni tanto si concedeva una pausa sulla panchina con panino e tè, che tanto il vino era per il pomeriggio! Guardò le sue margherite preferite dondolare e le mele rosse spuntare dai nuovi rami, e gli tornarono alla mente i ricordi più belli con Lucia.

Lumore di Roberto migliorò di botto e decise che avrebbe frequentato di più la sua vigna. Cercando funghi sotto i castagni sentì il cuore più leggero, e capì che il lavoro della terra era ciò che gli dava felicità e un briciolo di senso.

Sulla via del ritorno, reincontrò Assunta. Si spartirono una mela e risero commentando i successi e i fallimenti delle loro fatiche agricole, con quellironia che solo chi ha visto le grandinate in Piemonte può capire. La signora lo rincuorò, ricordandogli che la vita è lunga, e che nellorto, come in tutto, la gioia sta nelle cose semplici e nel profumo della terra.

Quando scese alla sua fermata, col sole ormai basso tra i filari, Roberto sorrise. Finalmente il peso della tristezza sembrava svanito e tornò a casa con un po più di leggerezza e con la sensazione che magari, domani, il sole avrebbe brillato ancora.

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La donna anziana si voltò verso Roberto e gli disse delle parole che gli fecero venire i brividi lungo la schiena: “Oggi sarà una giornata bella e soleggiata. Avremo abbastanza tempo per fare qualcosa.”