Facevo spesso delle critiche a mio marito, accusandolo di vivere nella mia casa. Un fine settimana, senza dire troppo, ha preparato i bagagli ed è andato via.
Di recente sono andata in campagna con la mia famiglia, dove abbiamo ascoltato una storia davvero interessante che mi ha colpita molto. Ve la racconto. Cè una donna, Francesca, ex moglie di Marco. Il loro matrimonio è durato poco più di ventanni. Non conosco ogni dettaglio della loro vita, solo quello che ho saputo dalle persone del paese.
Dopo il matrimonio, i genitori di Francesca regalarono alla giovane coppia un appartamento a Torino come dono di nozze. In quel periodo Marco lavorava in una falegnameria e Francesca era impiegata in un ufficio comunale. Gli stipendi non erano male; riuscivano a permettersi tutto. Marco era bravissimo con le mani e si occupava personalmente di tutte le migliorie in casa.
Avevano un solo figlio, Alessandro. Il ragazzo, a dire la verità, non aveva un carattere facile: era un po testardo e troppo sicuro di sé. Francesca lo viziava in continuazione, mentre Marco cercava di essere più severo, sperando che il figlio diventasse autonomo e responsabile. Queste divergenze di opinione portavano spesso a discussioni tra i genitori. Marco insisteva: un uomo deve saper fare le cose da solo, risolvere problemi pratici, riparare quello che si rompe.
Quando Alessandro era piccolo, Marco gli insegnava a usare gli attrezzi e a fare piccoli lavoretti in casa. Allinizio Alessandro era curioso, poi però ha perso interesse.
Francesca aveva invece unidea diversa di educazione. Diceva ad Alessandro che lui non doveva faticare, che il lavoro manuale non era per lui. Gli comprava continuamente oggetti costosi. Così, il ragazzo è diventato pigro, abituato a ricevere tutto senza sforzo.
Con il tempo, tutto questo ha rovinato la relazione tra i due coniugi. Marco e Francesca litigavano sempre più spesso. Intanto Alessandro si diplomava e si iscriveva alluniversità a Milano. I genitori pagavano ogni cosa, ma lui studiava poco e prendeva voti bassi.
Guarda chi abbiamo qui? Non ha voglia di fare niente! Vuole solo che tutto venga fatto per lui. Vuoi anche trovargli un lavoro? Eh no, tienilo pure sulle tue spalle, sarà meglio così! diceva Marco, esasperato.
Ma perché te la prendi solo con me? È tuo figlio anche lui.
Non è più un bambino, farà diciotto anni tra poco! Ormai è un uomo. Lascialo prendere la sua strada. Te lavevo detto, ma non mi hai mai ascoltato. Se mi avessi lasciato fare, avrei cresciuto un vero uomo. Ma tu non hai voluto. E ora chi hai cresciuto?
E tu, sei soddisfatto della tua vita? Da anni vivi nel mio appartamento! E non hai nemmeno pensato a comprarne uno tuo. Hai un buon lavoro eppure non ti sei mai dato da fare! E vorresti pure insegnarmi come crescere nostro figlio?
Proprio di questo parliamo ora! Non mi aspettavo che mi rinfacciassi la casa. Sappi, cara, che le chiavi ce le hanno regalate per il matrimonio. E io ho sempre pensato che fosse la casa di entrambi! Anchio ci ho messo tanto impegno, lho resa bella. Non tutti si possono permettere una casa così. E tu dici certe cose? Non me lo aspettavo proprio!
Francesca sospirò e uscì dalla stanza. Da quel litigio, il rapporto si è complicato irrimediabilmente. Alessandro stava sempre con la madre e ignorava il padre quando chiedeva il suo aiuto. Era sempre impegnato in mille cose, o così diceva. Marco ha capito che la sua famiglia non aveva più bisogno di lui.
Un weekend ha sistemato le sue cose ed è partito. In realtà, per anni aveva messo da parte i risparmi, sognando di acquistare un piccolo casale sulle colline del Monferrato, magari vicino a un torrente, per una vecchiaia serena insieme a Francesca. Così Marco si è trasferito nella nostra zona e, in pochi mesi, ha finito di ristrutturare la sua nuova casa. Con il tempo ha conosciuto unaltra donna, Lucia, una vedova del paese. Sono passati due anni. Marco e Lucia si sono messi a vivere insieme.
E Francesca e Alessandro? Non si sono mai fatti sentire, nemmeno una telefonata, niente. Così va la vita: a volte la felicità va cercata lontano dalle abitudini che ci rendono infelici. È importante capire quando lasciar andare e imparare a costruire la propria strada, invece di impuntarsi sul passato e su cose che ormai non ci appartengono più.






