Nonna, ho bisogno di chiederti una cosa, ho proprio bisogno di soldi.
Tanti.
Sergio arriva da lei a sera, e si capisce subito che è agitato.
Di solito veniva da Lidia Ferrara un paio di volte alla settimana, se serviva andava a farle la spesa, le portava via limmondizia. Una volta le ha anche sistemato il divano, che ora va che è una meraviglia. Sempre tranquillo, sicuro di sé. Ma stasera è nervoso, si vede dal suo modo di fare.
Lidia ha sempre avuto qualche timore, con tutto quello che succede intorno!
Sergio, posso chiederti come mai ti servono dei soldi? E quanto sarebbe questo “tanto”? chiede Lidia, un po in ansia.
Sergio è il suo nipote più grande. Un bravo ragazzo, gentile. Un anno fa ha finito il liceo. Lavora e contemporaneamente frequenta luniversità da privatista. Da quello che dicono i suoi genitori, non ha mai dato problemi. Ma perché gli servono così tanti soldi?
Non posso dirtelo adesso, nonna, però ti prometto che te li restituisco, solo che non subito, magari a rate dice Sergio esitante.
Sai che io vivo solo con la mia pensione risponde Lidia, confusa Quanto ti serve dunque?
Cinquemila euro.
E perché non chiedi ai tuoi genitori? chiede Lidia senza pensarci, anche se già si immagina la risposta. Suo genero, il padre di Sergio, è sempre stato severissimo. Per lui, un figlio deve imparare a cavarsela da solo, secondo la sua età. E poi non deve mettere il naso dove non gli compete.
Non me li danno di sicuro conferma Sergio, proprio come aveva pensato Lidia.
E se si fosse cacciato nei guai? Se lei gli desse i soldi, peggiorerebbe la cosa o lo aiuterebbe? E se non li desse, Sergio rischierebbe di peggiorare la situazione?
Lidia guarda il nipote piena di dubbi.
Nonna, ti prego, non è niente di brutto le assicura Sergio, intuendo i suoi pensieri Te li restituisco in tre mesi, te lo giuro! Non credi in me?
Forse bisogna darglieli. Anche se non dovesse restituirli. Deve pure esserci almeno una persona nella vita su cui puoi contare davvero. Non deve perdere fiducia negli altri. Quei soldi li tengo proprio per le emergenze. Forse questa è una di quelle. Dopotutto è venuto da me. Della mia morte è presto per preoccuparsi, e quando sarà il momento si sistemerà tutto. Bisogna pensare ai vivi, non ai morti. E fidarsi dei propri cari.
Si dice che, quando presti dei soldi, devi essere pronto a dirgli addio. I giovani oggi sono imprevedibili. A volte non sai cosa pensano. Daltro canto, Sergio non mi ha mai deluso.
Va bene, ti presto questi soldi. Per i tre mesi che hai promesso. Ma non sarebbe meglio se lo sapessero anche i tuoi?
Nonna, tu sai che ti voglio un bene dellanima. E mantengo sempre la parola. Ma se proprio non puoi, provo a chiedere un prestito in banca, tanto lavoro.
La mattina dopo, Lidia va in banca, ritira la cifra e la consegna a Sergio.
Lui si illumina, abbraccia forte la nonna, la bacia: Grazie, nonna, sei la persona più importante per me. Te li rendo, promesso e poi se ne va di corsa.
Lidia torna a casa, si fa un tè e riflette. Quante volte, nella sua vita, ha avuto bisogno urgente di soldi, e ha sempre trovato qualcuno che lha aiutata. Ora i tempi sono cambiati, ognuno deve pensare a sé stesso. Eh, che tempi complicati!
Una settimana dopo, Sergio ritorna, di ottimo umore:
Nonna, tieni, questa è una parte, ho preso lanticipo. Posso venire domani a trovarti ma non da solo?
Ma certo, vieni pure! Ti preparo la crostata che ti piace tanto, quella ai semi di papavero sorride Lidia. È contenta che venga. Forse riuscirà a capire meglio cosa sta succedendo e vedere se Sergio sta bene.
La sera successiva Sergio arriva. Non è solo. Al suo fianco cè una ragazza esile:
Nonna, ti presento Elisa. Elisa, questa è la mia amata nonna, Lidia Ferrara.
Elisa le sorride timidamente:
Buonasera, signora Lidia. Grazie davvero di cuore!
Entrate, che piacere! Lidia sente un sospiro di sollievo dentro di sé. Elisa le piace subito.
Si mettono tutti a tavola, tè, crostata e chiacchiere.
Nonna, prima non potevo dirti nulla. Elisa qui era molto in ansia: sua mamma ha avuto un grave problema di salute, improvviso. E non aveva nessuno a cui rivolgersi. E lei è superstiziosa, non voleva che dicessi a nessuno il motivo dei soldi. Ma adesso è andato tutto bene, lhanno operata e si sta riprendendo dice Sergio, guardando teneramente Elisa e stringendole la mano. Vero? chiede, rivolgendosi a lei.
Grazie davvero, lei è davvero una persona generosa, le sono tanto riconoscente dice Elisa, e si soffia il naso per la commozione.
Dai, Lisa, forza, ormai è tutto passato dice Sergio, alzandosi Nonna, dobbiamo andare, è tardi, accompagno Elisa.
Andate, ragazzi, buonanotte, che tutto vi vada bene Lidia fa un segno della croce mentre li osserva uscire.
Il nipote è cresciuto. È proprio un bravo ragazzo. Ho fatto bene a fidarmi di lui. Non era solo questione di soldi, ma di stargli vicino, essere complici.
Due mesi dopo, Sergio restituisce tutto e racconta a Lidia:
Nonna, pensa, il medico ha detto che siamo arrivati in tempo. Se non fosse stato per te, sarebbe potuta andare molto peggio. Grazie davvero. Non sapevo come aiutare Elisa. Adesso ho capito che nella vita si trova sempre qualcuno che dà una mano nei momenti difficili. Per te farei qualsiasi cosa, sei la migliore del mondo!
Lidia gli scompiglia i capelli come quando era bambino:
Va bene, va pure, passa a trovarmi con Elisa, mi fa piacere!
Certo che veniamo dice Sergio, abbracciandola.
Lidia chiude la porta alle loro spalle e si ricorda di quello che le diceva sua nonna:
Bisogna sempre aiutare i propri cari. In Italia si è sempre fatto così. Se sei una persona disponibile con gli altri, anche i tuoi non ti gireranno mai le spalle. Bisogna ricordarselo sempre.Poi si volta verso la finestra, dove la luce del tramonto si fa dorata sulle tende, e sorride tra sé: Chissà, magari un giorno sarò io ad avere bisogno di aiuto, e saprò che qualcuno, anche solo per un ricordo, verrà a bussare alla mia porta. Nel cuore, un calore nuovo: non il timore del futuro, ma la dolce certezza di avere seminato fiducia e amore. Mentre sorseggia piano il suo tè ormai tiepido, ascolta il silenzio della casa, non sentendosi affatto sola ma circondata dalle storie, dalle voci, dai gesti che restano come il profumo di una crostata appena sfornata, che riempie la cucina anche quando la festa è finita.






