Ghiaccio Sotto i Piedi

Giulia si sta vestendo quando suona il cellulare della sua collega:
Giulia, oggi avevi promesso di arrivare mezzora prima, ce la fai?
Certo, vai tranquilla dal dentista, sto per uscire.

Scatta in strada; la notte ha trasformato il marciapiede in una pista di ghiaccio.
Non sarà facile, pensa, mentre mette il piede sul selciato scivoloso e si dirige verso la fermata dellautobus.

A metà percorso incontra laddetto alle pulizie, Antonio, conosciuto da tutti come il signor Antonio, il cui nome è più lungo di dieci lettere.
Non cè sabbia, non lhanno portata, si scusa, ma gli abitanti del quartiere sorridono e gli dicono:
Tranquillo, Antonio, ce la faremo!

Giulia esce dal cortile; sul marciapiede cè una melma di fango e neve fresca, le tracce dei passanti di prima mattina. Cammina con decisione, riflettendo se rilasciare la paziente del quinto reparto o farle stare qualche giorno in più al reparto maternità.

Allimprovviso, qualcosa che nessuno vorrebbe vedere accade: scivola. Per rialzarsi deve appoggiare le mani nella melma. Lo guarda con disgusto, ma qualcuno la afferra per le ascelle e la solleva.
Grazie, dice, girandosi. Davanti a lei cè un uomo alto, sorridente.
Di niente, però dovrai lavarti appena torni a casa.
Non ho tempo, devo sbrigarmi.
Allora buona fortuna sul lavoro, aggiunge, svincolandosi e prendendo la via laterale.

Giulia entra in ospedale, consegna il cappotto sporco allassistente e ascolta la infermiera:
Come al solito, il medico di turno è ancora qui a controllare la nuova arrivata, una giovane che ha paura di partorire ma ha deciso di tenere il bambino. I genitori vivono a Firenze, è venuta qui dalla zia.
In quale stanza?
Nella settima.

Giulia sospira: la giornata comincia. Entra nella settima stanza e incontra il medico di turno, riceve le informazioni necessarie e si dirige verso il letto. La ragazza è sdraiata, girata verso il muro. Giulia le tocca la spalla; la giovane si volta e chiede:
Sei un dottore?
Sì, mi chiamo Giulia Bianchi, e tu sei Arianna, lo so già, e voglio parlarti.

Arianna risponde frettolosamente:
Ho già deciso, rinuncerò al bambino.
È una tua decisione o della tua famiglia?
Decidiamo tutti insieme.
Il padre lo sa?
Ancora no, ma penso che non lo voglia.

Giulia le spiega con voce calma:
Il padre è il tuo coniuge, la legge ti obbliga a informarlo; il bambino non è un giocattolo. Hai una mamma e un papà, non togli loro lamore.
Sono ancora giovane, devo studiare.
Dovevi pensarci prima. Ogni azione ha le sue responsabilità. È giusto abbandonare il bambino così, quando nei primi giorni ha bisogno di una madre? guarda la ragazza quasi in lacrime.
Immagina di essere su un treno, comodo, e allimprovviso vieni buttata fuori al freddo, nuda. Come ti senti? Sei adulta, troverai una via duscita, ma il tuo bambino è così piccino che morirà se lo lasci.

Arianna alza la voce:
Ma tu lo aiuterai!
Tu sei la sua più grande protezione.
Non voglio.
Hai ancora tempo per riflettere e chiamare il padre. Non temere il parto, andrà tutto bene.

Giulia le stringe la mano, sorridendo. Negli occhi di Arianna cè dolore, confusione, ma anche la speranza che i suoi problemi si dissolvano come neve al sole.

Il resto della giornata Giulia pensa ad Arianna e a sé stessa. Ha trentquattro anni, ma non è riuscita a creare una famiglia. Alluniversità aveva un ragazzo, Marco, con cui doveva sposarsi, ma un incidente stradale lo ha portata via: un guida ubriaco lo ha investito. Era al quarto anno, la perdita lha seguita a lungo; negli ultimi anni di studio non ha più pensato al matrimonio, temeva di tradire la memoria di Marco, e si è immersa nel lavoro. Col tempo il dolore è svanito, ma tutti i suoi coetanei sono già sposati. Non ha ancora incontrato un candidato adatto.

Giulia, non restare a casa nei weekend, potresti incontrare qualcuno, insiste la madre.
Mamma, come immagini? Magari è un imbroglione, ribatte Giulia.

Spesso, mentre dimette i pazienti, si ferma alla finestra del suo studio e osserva i mariti che accolgono le mogli. Le lacrime le salgono agli occhi; desidera stringere tra le braccia il proprio figlio, come quelle donne.

Ora Giulia si avvicina alla finestra: tutti i genitori felici sono già a casa, fuori cè una pioggia leggera e neve morbida. Di sera farà ancora freddo, il marciapiede sarà di nuovo scivoloso. Ricorda di pulire il cappotto e si dirige verso il guardaroba del reparto.

Il turno è tranquillo, nessun caso grave. Giulia decide di tornare a trovare la giovane in stanza sette; scopre che Arianna ha diciotto anni, vive in un paesino vicino, è qui per partorire perché in quel piccolo centro tutti conoscono tutti. Le rimane ancora tempo per riflettere, ma il padre deve firmare il consenso.

Giulia si sorprende: prima evitava le situazioni di aborto, ora sente il cuore della ragazza più vicino.

Arianna è arrivata il giorno prima con la zia, una donna anziana che lha lasciata perché doveva andare in ospedale provinciale per una visita. Giulia lha accolta, ricordando i suoi primi anni nellala chirurgica.

Arianna prova a chiamare il padre, ma non risponde.
Forse scrivo che non so chi è il padre?
Prima partorisci, poi vedremo. Hai le contrazioni?
Che cosa?
Non senti dolore?
No.
Se ti fa male, chiama la sorella, chiamerà il medico.
Arianna si calma e sorride.

Giulia, preoccupata, cammina lentamente per non scivolare, ma cade di nuovo, questa volta al ginocchio, e non riesce a rialzarsi. Una donna che passa dietro non riesce a sollevarla. Improvvisamente qualcuno le afferra le ascelle e la solleva. Un ampio sorriso le riscalda il volto.
Grazie.
Sono Yuri, e tu come ti chiami? chiede, aspettandosi una risposta.

Giulia, non volendo sembrare scortese, risponde.
Posso accompagnarti a casa? propone Yuri, parlando di sé come ingegnere meccanico in una fabbrica di Milano, con un fratello più giovane e una sorella che alleva.

Lì, incontrano Lidia, la madre di Yuri, che lo ringrazia per laiuto. Il marito di Lidia lo osserva e commenta:
Che uomo bravo, ma è già sposato! scherza.

Giulia spiega che Yuri è single, ma ha solo il fratello e la sorella.

La madre di Giulia, mentre pulisce il tavolo, dice:
Se muoio, sarai sola, perché oltre a tua sorella Maria, non hai altri.

Giulia la abbraccia:
Vivi, ti voglio bene. Ora vado a dormire, domani devo alzarmi presto per una bambina.

Al mattino, a sei, chiama il lavoro:
Come sta Arianna della settima stanza?
Ha cominciato le contrazioni, ma potrai fare colazione.

Tutta la giornata pensa a Yuri, immaginandolo accanto ad Arianna con il bambino in braccio.
Non sarà che mi sto innamorando in età avanzata? si chiede, sorridendo al ricordo del suo viso.

Si guarda allo specchio, si ritocca, decide di uscire e incontrarlo di nuovo, ma non lo vede. Entra nel vestibolo dellospedale e nota due uomini; tra loro riconosce Yuri. Si avvicina:
Buongiorno, posso aiutarla?
Come sei finita qui?
Lavoro qui, tua sorella ha avuto un problema?
Mia sorella ha dodici anni, spero non segua le orme di quel buffone, prima finirà luniversità.

Il fratello di Yuri, Vladimir, interviene:
Il bambino è stato concepito da lui, ora si nasconde dalla ragazza tradita. La chiamava venti volte ieri.
Arianna vuole rinunciare al figlio, dice Vladimir.

Giulia, ancora vestita, risponde al collega:
Che? dal settimo reparto. Aspetta, ne parliamo dopo.

Arianna è spaventata, teme di morire, vede Vladimir sorridente, il dolore la confonde, la rabbia verso di lui cresce.
Dove è Giulia? Perché non viene? chiede.

Arianna si calma:
Non temere, andrà tutto bene.

Il piccolo è mostrato dalla infermiera e portato in unaltra sezione. Arianna si riposa nella sua stanza.

Lo chiami Yuri? domanda Vladimir.
Perché? risponde.
Per ringraziarla del suo sostegno. Arianna sta bene.

Yuri, guardando Giulia, sorride.
Prima chiederò ad Arianna, ha appena partorito.

Una settimana dopo, fratelli e sorella accolgono il bimbo, Yuri, a casa loro; Lidia appare a preparare il pranzo festivo. Lidia, ora nella loro casa, aiuta Arianna perché la zia è ricoverata. Yuri, a volte, dice di passare la notte da amici, ma tutti vedono il volto felice di Giulia e la sua attenzione verso di lui.

Il fratellino di Yuri riceve la sua cresima, Giulia è madrina, Yuri è padrino; due mesi dopo si sposano. I giovani sono felici, ma è Lidia a gioire di più: la figlia ha una famiglia grande e unita, ora aspetta solo i nipoti, perché ogni cosa ha il suo tempo.

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