E mi chiedi di correre due chilometri con il neonato per comprare del pane? E poi, non so più se noi e Valeria serviamo ancora a qualcosa.
Dal pronto soccorso Vittoria tornò a casa con la piccola Livia, incontrandola il marito, i genitori e i suoceri. Sedettero al tavolo, ma non a lungo: unora dopo gli ospiti se ne andarono, lasciando i giovani genitori e il nipotino in solitudine.
Costantino, come al solito, si infilandò sul divano e accese la televisione, mentre Vittoria si dedicò alla pulizia della cucina, trasformata in tre giorni di assenza in qualcosa di inimmaginabile.
Finita la faccenda, Vittoria allattò Livia e, quando la bambina si addormentò, decise di coricarsi sul lettino della cameretta: la giornata era già stata agitata e piena di impegni.
Non riuscì nemmeno a chiudere gli occhi quando qualcuno iniziò a bussare insistente alla porta. Quando Vittoria uscì dalla stanza, trovò gli ospiti che Costantino aveva già invitato al salotto.
Era Giovanna, la sorella maggiore di Costantino, il suo marito e due amiche di Giovanna, che Vittoria conosceva appena.
Fratellino, siamo qui per festeggiare! Ricordo quando eri piccolo, e ora guardate, sei già papà! esclamò la sorella, facendo eco nella stanza.
Gli altri stringevano la mano a Costantino, lo abbracciavano e lo baciavano.
Giovanna, un po più piano, per favore, Valeria ha appena preso sonno chiese Vittoria.
Dai, non è il caso! I neonati non sentono nulla! Meglio che tu metta la tavola, abbiamo portato dolci e una torta. Sarà per te rispose Giovanna.
Vittoria posò sul tavolo ciò che rimaneva dal pranzo con i genitori.
Che povertà! sbuffò la suocera.
Scusate, non ci aspettavamo visite. Sono appena uscita dallospedale. Le lamentele vanno a finire su Costantino, che è rimasto a gestire la casa senza di me spiegò Vittoria.
Ragazze, non litigate! Ho ordinato una pizza, tre gusti diversi. Nessuno resterà affamato annunciò Costantino.
Gli ospiti rimasero fino alle nove, finché Vittoria non disse che doveva far il bagnetto a Livia e metterla a dormire. Quando se ne andarono, Costantino rimproverò la moglie:
Vittoria, avresti potuto essere più gentile. Gli amici sono venuti a farci gli auguri e tu non ti sei fermata a tavola con loro, hai corso dietro al bambino e alla fine li hai quasi cacciati via.
Cosa avrei dovuto fare, se non capivano che nel primo giorno dopo il ricovero non ho tempo per gli ospiti? Sono venuti a salutare, ma almeno portatele un giocattolo economico per il bambino.
E, soprattutto, ricorda: da oggi nella nostra casa il capo non è più lospite, ma il bambino. Valeria deve avere una routine. Ti chiedo, per i prossimi tre mesi, di non invitare più gente.
Se vuoi uscire con gli amici, fallo altrove, rispose Vittoria al marito.
Un mese passò. Costantino lavorava, Vittoria rimaneva a casa con Livia.
Valeria era una bambina tranquilla e Vittoria riusciva a fare quasi tutto in casa, tranne che cucinare: si limitava a piatti semplici, e Costantino non si opponeva. La vita andava avanti.
Poi comparve un problema. In realtà scaturì dalla madre di Costantino, Lidia Andrea, che decise di scaricare la responsabilità sulla nuora.
La questione ruotava attorno a Lidia, la cui madre di ottanta anni, Caterina, viveva in un paesino quasi a cento chilometri da Milano.
La nonna Caterina abitava una casetta di campagna con i consueti comfort rurali: lacqua dal pozzo, la legna nel capanno, tutto il resto nel cortile. Il terreno era di dieci centiare, che Caterina coltivava da sola; figlia e nipoti la aiutavano solo a piantare e a scavare le patate, che poi mangiavano tutto linverno.
Quellinverno la nonna prese un brutto raffreddore e si ammalò gravemente. Lavorare in giardino divenne difficile per lei.
Allora Lidia Andrea decise che lestate intera avrebbe spedito Vittoria e la bambina al villaggio, così da aiutare la nonna.
Vittoria allinizio non credette, pensò che la suocera scherzasse. Ma era seria.
Non posso portare la madre in città, il giardino è già pieno. Chi la farà? Io lavoro, torno nei weekend, ma chi tirerà lacqua dal pozzo durante la settimana?
Il pozzo era a trecento metri, ma la madre doveva portare lacqua con una secchia a metà piena. Sai quanta acqua serve per la casa e per irrigare? La donna cammina avanti e indietro per mezzogiorno.
Non capisco, Lidia, mi proponi di diventare una portatrice dacqua? sbuffò Vittoria.
Puoi non usare le secchie. La madre ha un carretto: ci stanno due botti da quaranta litri, basta per trasportare. Non è più alla sua portata, ma tu puoi farlo. Anche lirrigazione e lo sarchiatura non sono complicati.
No, Lidia, annaffiate e sarchiate voi stessi il vostro orto. Noi, Costantino ed io, compriamo patate e verdure al supermercato, così chi raccoglie il raccolto può lavorare nei campi.
Mandate via Giovanna. Non lavora nemmeno lei.
Giovanna ha due figli!
E io, a tuo avviso, non ne ho?
Non fare paragoni: il figlio maggiore di Giovanna ha cinque anni, il minore tre. Hanno bisogno di cure, e se dovessimo prendere Artemio dallasilo per lestate, lo terremmo sotto sorveglianza. E Valeria? Dovrà scappare da qualche parte? Dalle dai da mangiare, mettile nella carrozzina e occupati delle tue faccende, disse la suocera.
Sai che devo portare Valeria al medico ogni mese per le vaccinazioni?
Si può fare anche senza i medici. La bimba è sana, non serve correre alle cliniche, altrimenti si prende qualche malattia.
In definitiva, vai. Non mandare nessun altro. E poi, è stata mia madre a crescere tutti e tre i miei figli. Non ho mai preso un lungo congedo.
Giovanna passò due mesi a prendersi cura della madre, di Vito e di Costantino, quattro volte. Ora la nonna è debole: è il momento di restituire i debiti, di aiutarla.
Rispetto molto Caterina. So quanto ti ha aiutato, ma non le devo nulla personalmente. Voi, Giovanna, Vito e Costantino, siete in debito con lei, e io non intendo pagare debiti altrui rispose Vittoria.
Venerdì mattina Costantino ricordò a sua moglie:
Hai raccolto le cose? Domani vai al villaggio.
Costantino, lho già detto a tua madre e te lo ripeto: non andrò in nessun villaggio, né porterò Valeria. Se si ammala, devo camminare duecento chilometri fino alla città?
Nel villaggio, dimenticato da Dio, non passa nemmeno lautobus, passa di lì. Non cè nemmeno un negozio.
Il negozio più vicino è nel villaggio accanto.
E mi proponi di correre due chilometri con il neonato per comprare del pane? E davvero non so più se noi e Valeria serviamo a qualcosa.
Quando tua madre ti chiedeva di portare botti da quaranta litri, tu taciavi. Quindi eri daccordo? Come posso sollevare una botte se peso cinquanta sette chili?
Non riempire le botti fino in cima disse Costantino. Basta così e basta litigare. Se tua madre ha detto di andare, vai. Non portare più nessuno. Domani alle dieci arriverà tuo padre, ti porterà via. Allora è meglio mettere via le cose oggi.
Quando il marito andò al lavoro, Vittoria cominciò a preparare le valigie. Ma prima telefonò ai suoi genitori.
La madre di Vittoria, infermiera in pediatria, non credeva che Lidia Andrea volesse rinchiudere la sua neonata al villaggio.
Un anno è fondamentale per monitorare lo sviluppo del bambino. A tre mesi si va da tutti gli specialisti, a un anno di nuovo! Come si può essere così irresponsabili? si indignò.
Il padre di Vittoria, in silenzio, caricò i bagagli sullauto.
Vittoria e Livia si recarono allappartamento dei genitori.
Quando Costantino tornò dal lavoro e non trovò né moglie né figlia, capì subito dove cercare. Chiamò più volte Vittoria, ma non rispose. Allora andò da solo. Ma nel parlare, Vittoria capì che luomo non aveva colto la situazione.
Non ti mandano a lavorare in miniera, ti mandano al villaggio! Allaria fresca! Hai creato un problema per una sciocchezza? chiese Costantino.
Sì, mi sono creata il problema. Non ora, ma due anni fa, quando ti ho sposato. Ti piacevo: alto, spalle larghe, buono. Non ho visto che dietro a tutta quella bellezza si nascondeva il figlio della mamma. Piccolo, obbediente: fa quello che la mamma dice. Se ti avessero mandato in miniera, non avresti obiettato.
E quindi non tornerai a casa? chiese Costantino.
Non tornerò. Casa è dove sei al sicuro, dove ti amano e proteggono. Tu non sei il protettore. Vivi con tua madre.
Dopo sei mesi riuscì a divorziare da Costantino.






