Moglie e suocero: quando il passato bussa alla porta della famiglia – La storia di Carina, il fidanzato Vadim e quel suocero che non avrebbe mai voluto rivedere

Moglie e padre

Guarda, ti devo raccontare che Giulia, in realtà, faceva solo finta di voler conoscere i genitori di Tommaso. Ma ti giuro, lo faceva proprio per dovere! Non gliene fregava niente, mica doveva vivere con loro, no? E poi il padre di Tommaso, che pareva avere un bel po di soldi, le sembrava solo una fonte di problemi e sospetti.

Ma ormai, una volta che aveva deciso di sposarsi, bisognava recitare questo teatrino fino in fondo.

Per loccasione Giulia si era messa carina, ma senza esagerare: un vestito semplicissimo, per sembrare la classica ragazza gentile.

Incontrare i genitori del futuro marito, lo sai, è sempre una prova, piena di trabocchetti invisibili. Ma se poi i genitori sono pure intelligenti lasciamo perdere! Ti testa a ogni parola.

Tommaso invece pensava che Giulia avesse bisogno di coccole:

Dai, Giulia, non agitarti. Mio papà è un tipo burbero, però sa ragionare. Non ti diranno nulla di terribile, vedrai. E poi ti piaceranno. Papà sarà pure strano, ma mamma è la regina della casa le aveva sussurrato davanti al portone della villa.

Giulia aveva risposto solo con un sorriso, sistemandosi una ciocca di capelli. Papà severo, mamma solare. Che gran bella combo, pensa tra sé e sé.

La casa non la impressionò. Aveva già visto case più lussuose.

Appena arrivati si trovarono davanti i genitori.

Giulia, credimi, non era particolarmente nervosa. Perché preoccuparsi? Sono persone come tante. Anna Teresa, la madre, come aveva raccontato già Tommaso, era una casalinga di vecchio stampo, viaggiva ogni tanto con le amiche, la solita vita senza nulla di particolare. Il padre, Vittorio Carlo, era sì tutto serio e silenzioso, ma almeno non faceva scenate. Però il suo nome le suonava stranamente familiare

Comunque, appena dentro, Giulia si paralizzò sulluscio. Finita, pensò. La futura suocera non la conosceva, ma il suocero sì. Lo aveva riconosciuto al volo. Laveva già incontrato, tre anni prima. E non una volta sola, ma più volte, ed entrambi ci avevano guadagnato. Si erano visti tra bar, hotel e ristoranti. Ovviamente né la moglie di Vittorio né suo figlio sapevano nulla.

Proprio un bel casino.

Vittorio la riconobbe pure lui. Per un attimo lo vide guardarla con uno sguardo che potevi leggere come stupore, sorpresa o qualcosa di ancora più cupo. Ma lui, muto.

Tommaso, ignaro di tutto, li presentò felice:

Mamma, papà, questa è Giulia. La mia fidanzata. Volevo tanto portarvela prima, ma è timidissima.

Certo

Vittorio Carlo le porse la mano.

La stretta era decisa, anche un filo troppo.

Piacere di conoscerti, Giulia disse, e nella voce cera quella sfumatura come dire, che solo Giulia poteva cogliere. Forse rabbia, o forse un avvertimento, chi lo sa.

Giulia già pensava a come sarebbe venuta fuori dai guai, aspettandosi che Vittorio da un momento allaltro sputasse il rospo.

Il piacere è mio, signor Vittorio Carlo disse sorridendo e cercando di mostrare tranquillità mentre il panico le strozzava la voce.

Ma niente. Niente scenate.

Anzi, lui le fece persino accomodare la sedia a tavola.

Forse voleva fregarla dopo

Ma, per ora, nessun attacco.

Fu allora che Giulia realizzò: lui mai avrebbe raccontato nulla. Denunciare lei, significava denunciare anche sé stesso davanti alla moglie.

Quando si calmò un attimo, latmosfera si sciolse: Anna Teresa intratteneva tutti coi racconti d’infanzia di Tommaso, mentre Vittorio le faceva domande (oh, sapeva già tante cose di lei, ma faceva finta di niente), e infilava qua e là frecciatine che solo loro due potevano capire. Tipo quando disse, rivolto a Giulia:

Sa, Giulia, lei mi ricorda molto una mia vecchia collega. Molto sveglia, una che sapeva come prendere le persone. Tutte le persone.

E Giulia, con un sorrisetto:

È che ci sono tanti tipi di talenti, signor Vittorio Carlo.

Tommaso, innamoratissimo e ignaro, la guardava come se fosse una dea. Lui la amava davvero, ed è questo che forse faceva più male. A lui.

Dopo, il discorso scivolò sui viaggi. Vittorio la fissò e disse:

Io, per esempio, amo posti tranquilli, senza confusione. Così posso rilassarmi con un bel libro. E a lei, Giulia, che tipo di luoghi piacciono?

Mossa tipica.

Io adoro la folla, la gente che ride e chiacchiera rispose lei, senza farsi prendere in trappola Anche se a volte troppi orecchi possono essere pericolosi.

Per un attimo, Anna Teresa sembrò notare qualcosa di strano, si fece pensierosa, ma poi scacciò qualche cattivo pensiero.

Vittorio sapeva che Giulia non era tipo da serenità. Sapeva il perché.

Quando la serata finì, Vittorio abbracciò Tommaso:

Figlio mio, tienitela stretta. È speciale.

Era sia una lode che una presa in giro. Solo Giulia lo capì.

Lei percepì il gelo nellaria. Speciale. Scelse proprio quella parola.

***

Di notte, mentre tutti dormivano, Giulia girava nel letto, senza pace.

Pensava a quellincontro incredibile e a come avrebbe affrontato la nuova realtà. La prospettiva non era delle migliori. Immaginava che neanche Vittorio dormisse. Lui per la sorpresa, lei per il colloquio che li aspettava. Tutto, insomma.

Si svegliò in silenzio, si infilò una felpa sopra il pigiama e uscì in punta di piedi dalla stanza. Scese le scale apposta facendo un po di rumore (così chi era sveglio potesse sentire) e andò dritta in veranda. Era sicura che sarebbe arrivato anche Vittorio.

E infatti non tardò.

Non si riesce a dormire, eh? disse alle sue spalle.

Il sonno non vuole proprio venire, rispose Giulia.

La notte era ventosa. Lei sentiva ancora il profumo inconfondibile del suo dopobarba.

Lui la fissava attentamente.

Cosa vuoi da mio figlio, Giulia? Ormai era diretto. Lo so che tipo sei. So quanti come me hai incontrato. E so che timportava solo dei soldi. Lo hai sempre fatto capire. Quindi, che ci fai con Tommaso?

Se non aveva voglia di parlare del passato, neppure Giulia aveva intenzione di fare la buona:

Lo amo, signor Vittorio Carlo, disse sottovoce, facendo la finta dolce Non posso?

Ma lui scosse la testa:

Amarlo? Tu? Ma ti prego. Io so chi sei, Giulia. E racconterò tutto a Tommaso. Così vediamo se vorrà ancora sposarti.

Giulia si avvicinò, quasi sfiorandolo. Lo guardò come se non ne avesse avuto già abbastanza.

Fallo pure, Vittorio Carlo, disse, accentuando tutte le sillabe Ma a quel punto dovremo spiegare alla signora Anna Teresa certi nostri piccoli segreti

Questa

Non è ricatto. È un fatto. Se racconti tutto, verrà fuori pure la tua parte. E credimi: aggiungerò dettagli

Non è la stessa cosa

Sicuro? Lo spiegherai anche a tua moglie?

Vittorio restò in silenzio. Laveva persa, aveva capito. Ormai erano legati in questo silenzio reciproco.

E tu che racconterai?

Non solo a lei. Tutti. Anche a Tommaso. Sai le serate, i posti, cosa succedeva fuori orario Sarà un vero scandalo. Tanto, io non avrò più nulla da perdere. Vuoi salvare tuo figlio da me? Accomodati.

Situazione senza uscita.

Impedire il matrimonio, voleva dire incamminarsi al divorzio.

Non ne avrai il coraggio.

Non ce lavrò? rise Giulia Strano, sei tu che vuoi parlare, ma sarebbe più un problema per te. Tu perderesti tutto, io solo Tommaso. E Anna Teresa Sai quanto tiene alla fedeltà?

Chissà quante volte, ubriaco, Vittorio si era confessato con Giulia di essere un traditore, di non meritare quella donna così fedele Anna non lo avrebbe mai perdonato. Mai.

Sapeva che Giulia non bluffava.

Va bene, cedette lui Non dirò niente. E tu zitta pure tu. Dimentichiamo tutto.

Giulia avrebbe avuto anche danni, sì. Ma Vittorio avrebbe perso tutto.

Buonanotte, Vittorio Carlo.

***

La mattina dopo, lasciarono la casa dei genitori di Tommaso. Sotto lo sguardo pieno dodio del suocero, Giulia salutò Anna Teresa che già si scioglieva in figliola mia. Vittorio, invece, aveva lo sguardo di chi avrebbe voluto urlare.

Si angosciava perché non riusciva ad avvertire Tommaso del rischio, ma temeva ancora di più di compromettere se stesso. Se Anna se ne andava, non solo perdeva la moglie, ma anche metà dei suoi risparmi. E Tommaso? Forse non gliel’avrebbe mai perdonata.

Passò qualche tempo e Giulia e Tommaso trascorsero ben due settimane dai genitori di lui, durante le ferie.

Vacanza piena.

Vittorio faceva di tutto per evitare Giulia, inventava mille impegni. Ma un giorno, in preda alla rabbia e alla curiosità, decise di frugare nella borsa di lei, sperando di trovare qualcosa da usare contro di lei.

Rovistò fra trucchi, agendina, e ecco lì: un test di gravidanza. Due linee chiarissime.

Pensavo che la vera tragedia fosse il matrimonio di mio figlio con No, questa è una vera catastrofe! pensò, rimettendo subito il test al suo posto, senza nemmeno riuscire a chiudere la borsa.

Giulia lo sorprese seduta accanto.

Uh, che brutta abitudine rovistare nelle borse daltri, eh? lo rimproverò sarcastica, ma sembrava neanche troppo turbata.

Vittorio andò dritto al punto:

Sei incinta di Tommaso?

Giulia prese la borsa, lo fissò e disse:

Eh già, signor Vittorio Carlo. Mi sa che le ho rovinato la sorpresa.

Ora sì che era nei guai. Ormai Giulia avrebbe legato il figlio a sé per sempre. Se avesse parlato, sarebbe finita per tutti e due.

***

Nove mesi dopo e mezzo anno ancora.

Tommaso e Giulia sono genitori di Alice.

Vittorio Carlo evita accuratamente di andare a trovarli. Non vuole vedere né la nipote né la nuora. Alice per lui non esiste. E Giulia lo mette a disagio con il suo passato oscuro e il suo distacco verso il figlio.

Ecco, capita ancora.

Anna Teresa che si prepara ad andare a trovare Alice.

Vieni con me?

No, mal di testa.

Ancora? Guarda che non promette bene.

Ma no, sono solo stanco oggi. Vai tu.

Come suo solito, si finge ammalato. Si inventa una scusa diversa ogni volta. Persino un paio di pasticche per rendere credibile la recita. Non sopportava la presenza di Giulia. E comunque non poteva raccontare il segreto.

Passa una serata a letto, a leggere, a pensare.

Poi nota che Anna Teresa è in enorme ritardo. Ormai sono le undici e lei non è ancora rientrata. Non risponde nemmeno al telefono. Allora chiama Tommaso.

Tommy, tutto a posto? È tornata mamma? Non è ancora qui.

Papà, sei proprio lultima persona con cui voglio parlare adesso.

E chiude la chiamata.

Vittorio stava per prendere la macchina e andare da loro, quando vede la macchina di Giulia che si ferma davanti casa. Capisce che cè sotto qualcosa di grosso. Quando la vede, quasi non ci crede.

Che ci fai qui? Parla! Che succede?

Giulia, tranquilla, versa del vino, si siede scomposta e con aria quasi complice risponde:

Una rovina totale.

Che rovina?

Nostra. Tutta nostra. Tommaso ha trovato in un sito di un locale alcune vecchie foto di una festa di quattro anni fa. Sai, allOasi. Aveva pensato di prenotare lì per lanniversario e Sorpresa! Siamo immortalati noi due. Lo stolto del fotografo ha messo tutto online! Tommaso è una furia, tua moglie vuole lasciarti. Agli sgoccioli ci sono anchio con Tommaso, proprio come volevi tu.

Vittorio rimase in silenzio. In testa rivide mille volte quella serata, le foto, la paura che succedesse proprio una cosa simile. Lo aveva pure detto di evitare fotografie Ma chi avrebbe mai pensato che la storia si incastrasse così!

Si lasciò cadere per terra, stanco.

E perché sei venuta qui?

Per fuggire. Almeno per una sera sorride Giulia A casa è linferno. Alice è con la tata. Un bicchiere di vino?

Versa a entrambi. Silenzio totale, tranne le cicale fuori che friniscono. Forse, pareva, lunica cosa che avevano più in comune ormai era quella notte silenziosa.

È tutta colpa tua, dice Vittorio.

Giulia beve senza smettere di fissare il bicchiere.

Già.

Sei insopportabile.

Quello che cè, cè.

Non provi nemmeno pena per Tommaso.

Sì, ma più pena per me stessa.

Ami solo te stessa.

Non lo nego.

Lui dun tratto le prende il volto fra le mani, le fa alzare gli occhi su di sé.

Lo sai che non ti ho mai amata, vero? le sussurra.

Non ho mai creduto il contrario.

***

Alla mattina, quando Anna Teresa arriva infine a cercare pace con suo marito anche se sapeva che le sarebbe costato ancora tanti esaurimenti , trova Giulia e Vittorio addormentati insieme.

Chi è? si alza Giulia.

Sono io, risponde Anna Teresa, mentre la sua vita le crolla addosso.

Giulia la guarda, senza perdere un briciolo di calma. Vittorio si sveglierà dopo, ma non andrà mai a cercarla.

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