Ho cinquantotto anni e ho preso una decisione che mi è costata più di quanto la maggior parte delle persone possa anche solo immaginare: ho smesso di aiutare economicamente mia figlia. E non è stato perché non la amo… né perché sono diventata avara.
Mia figlia, Caterina, ha sposato un uomo che, sin dal primo giorno, aveva mostrato chiaramente di non amare il lavoro. Cambiava ogni pochi mesisempre con una scusa diversa: il capo non andava bene, gli orari impossibili, lo stipendio troppo misero, lambiente insopportabile… mai nulla era come doveva essere.
Caterina lavorava, si dava da fare, ma i soldi sembravano evaporare. Ogni mese lui si presentava da me con le stesse richieste: affitto, spesa, debiti, scuola dei bambini. E io… alla fine, cedevo sempre.
Allinizio mi dicevo che sarebbe stato solo un periodo. Che avrebbe trovato la sua strada, che si sarebbe assunto le sue responsabilità, che sarebbe diventato un uomo. Ma gli anni passavano e nulla cambiava.
Lui rimaneva a casa, dormiva fino a tardi, usciva con gli amici, prometteva che quasi aveva trovato qualcosa. I soldi che davo a mia figlia in realtà finivano a coprire spese che spettavano a lui… o peggio ancora, alimentavano il suo vizio di bere vino al bar con gli amici.
Non cercava un lavoro, perché sapeva che, in qualunque situazione, sarei sempre stata io a sistemare tutto. Nemmeno Caterina gli chiedeva conto. Le era più facile venire da me e chiedermi aiuto, piuttosto che affrontarlo.
Alla fine, mi ritrovavo a pagare bollette che non erano le mie e a portare sulle spalle il peso di un matrimonio che non mi apparteneva.
Il giorno in cui decisi di fermarmi fu quando Caterina mi chiese dei soldi per un caso urgente… e, quasi per errore, lasciò scappare che servivano a coprire un debito che suo marito aveva contratto giocando a biliardo con gli amici al circolo.
Le chiesi:
Perché lui non lavora?
E lei mi rispose:
Non voglio mettergli pressione.
Allora le dissi in modo chiaro:
Continuerò a sostenerti con tutto il mio affetto. Sarò sempre vicina a te e ai miei nipotini. Sempre. Ma non darò più neanche un euro fino a quando terrai accanto a te un uomo che non muove un dito e non si assume nessuna responsabilità.
Lei pianse. Si arrabbiò. Mi accusò di abbandonarla.
E quello è stato uno dei momenti più dolorosi che abbia mai vissuto come madre.
Ditemi… ho sbagliato?






