Quando la cognata si godeva le vacanze in un resort mentre noi sudavamo tra i lavori di ristrutturazione, ora pretende di stare comoda: voleva solo la casa già pronta senza aver mosso un dito!

La cognata trascorreva le vacanze in una splendida località sulla Riviera Ligure, proprio quando noi eravamo sommersi dalla polvere del cantiere per ristrutturare la vecchia casa di famiglia. Ora, però, pretende di vivere nel comfort, come se nulla fosse.

Avevamo proposto che sostenessimo insieme le spese della ristrutturazione, io e mio marito insieme a lei e a suo marito, ma Federica ci aveva risposto senza batter ciglio che non ne sentiva il bisogno. Adesso però, quando si è resa conto che la sua metà della casa era ridotta male e praticamente invivibile, vuole trasferirsi da noi perché nella sua parte non ci sono né riscaldamento, né bagno, né alcuna comodità. È stata una sua scelta!

La casa apparteneva alla nonna di mio marito, che laveva lasciata in eredità a lui e a sua sorella dopo la sua scomparsa. Labitazione era antica, con due ingressi separati: soluzione ideale per ospitare due famiglie senza darsi fastidio. Il giardino e la cantina erano in comune; il numero delle stanze era identico nelle due parti.

La divisione delleredità era avvenuta quando già eravamo sposati. Tutto si era svolto in modo pacifico. Mia suocera aveva subito rinunciato allimmobile; era troppo abituata alla vita in città. Ai figli aveva detto soltanto: Fate come credete.

Mio marito e suo cognato avevano risparmiato qualcosa, così insieme avevano sistemato il tetto e rinforzato le fondamenta. Avremmo voluto proseguire i lavori, ma Federica si era infuriata: Non ho intenzione di buttare soldi in quella catapecchia! Suo marito, Marco, aveva abbassato gli occhi e se nera andato senza replicare, non era tipo da contraddire sua moglie.

Con mio marito sognavamo di vivere in quella casa. Il paese era a pochi chilometri da Genova; avevamo lauto, avremmo fatto i pendolari senza problemi. Inoltre, eravamo stanchi di vivere stipati in un monolocale. Unabitazione nuova sarebbe costata una fortuna.

Per Federica quella casa non significava nulla: era solo una seconda casa dove andare, magari destate, per accendere il barbecue o rilassarsi. Laveva detto chiaramente, di non contare su di lei per i lavori.

In quattro anni abbiamo ristrutturato completamente la nostra metà. Ovviamente abbiamo chiesto un mutuo, ma ciò che importava era realizzare il nostro sogno. Abbiamo realizzato un bagno moderno, installato il riscaldamento a gas, sostituito tutti gli infissi, rifatto limpianto elettrico e verniciato la veranda chiusa con cura. I giorni e le notti scorrevano tra polvere e fatica, ma eravamo determinati.

Quanto a Federica, preferiva girare per lItalia: Capri, la Costa Smeralda, i laghi. Di quello che facevamo noi non gliene importava nulla: sulla sua metà non metteva mai piede. Poi, però, è arrivato il primo figlio ed è dovuta restare a casa in maternità.

Le sue fughe erano finite, i soldi non bastavano più e allora, dun tratto, si è ricordata della sua parte di casa. In due stanze, in città, con un neonato, era difficile: in campagna passava le giornate allaria aperta e il bimbo poteva correre e giocare libero.

Intanto noi eravamo finalmente riusciti a trasferirci nella nostra metà, affittando il bilocale in centro. Non avevamo mai toccato la parte sua, ma in quegli anni si era praticamente distrutta: la muffa ovunque, nessuna manutenzione, freddo polare. Non so proprio come pensasse di viverci, infatti arrivò con una piccola valigia e chiedendoci di poter stare da noi solo una settimana. Che dovevo fare? Lho accolta.

Suo figlio è vivacissimo, rumoroso, come lei. Sempre intenta a fare come le pare, senza curarsi minimamente degli altri. Lavorando da casa, non resistevo più: mi sono trasferita momentaneamente da una mia amica che partiva per lavoro, così controllavo casa sua e lei era contenta.

Gli eventi mi hanno trattenuto via quasi un mese: una settimana dallamica, poi mia mamma si è ammalata e ho dovuto aiutarla. Semplicemente mi ero dimenticata di Federica: pensavo avesse già salutato e fosse tornata a Genova.

Immaginate la sorpresa quando sono rientrata e lho trovata ancora lì, come se fosse la padrona di casa. Le ho chiesto: Quando pensi di andare via, Federica?

E dove dovrei andare? Con un bimbo piccolo, qui sto benissimo mi ha risposto.

Domani ti accompagniamo a Genova, ho ribattuto.

Io non voglio tornare in città.

Visto che non ti sei degnata nemmeno di pulire, torna nella tua parte. Qui non è un albergo.

Ma che diritto hai di cacciarmi? Anche questa è casa mia!

La tua metà è oltre il muro, vai lì.

Ha provato a mettere mio marito contro di me, ma anche lui glielha detto chiaro: stavolta aveva esagerato. Si è offesa e se nè andata. Poche ore dopo ha iniziato a telefonare mia suocera: Non avevi diritto a cacciarla, le appartiene anche a lei!

Mamma, poteva stare nella sua metà ha risposto mio marito. Lì fa quello che vuole.

E come dovrebbe viverci con un neonato? Non cè riscaldamento, il bagno è fuori, non funzionano nemmeno le luci. Avresti potuto ospitarla!

A quel punto mio marito è sbottato e ha raccontato tutto alla madre: che avevamo proposto di ristrutturare insieme, che sarebbe costato meno fare i lavori per tutta la casa invece che metà per volta. Lei non aveva voluto. E adesso perché ce ne dobbiamo occupare noi?

Abbiamo provato a offrirle una soluzione: comprare noi la sua metà. Federica ha accettato, ma sparando un prezzo che bastava da solo a comprare una villa ristrutturata. Ovviamente neanche ci abbiamo pensato.

Ora non ci parliamo quasi più. Mia suocera è sempre arrabbiata, Federica si comporta in modo insopportabile. Vengono raramente, ma quando arrivano è sempre un gran caos: feste rumorose, guai con il giardino e piccoli dispetti per farci dispetto.

Abbiamo iniziato a costruire un bel muro alto tra le due proprietà, per separarci del tutto. Niente più compromessi, è stata sua la scelta.

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Quando la cognata si godeva le vacanze in un resort mentre noi sudavamo tra i lavori di ristrutturazione, ora pretende di stare comoda: voleva solo la casa già pronta senza aver mosso un dito!