Insieme all’Ex: Un Viaggio tra Amore e Ricordi

12giugno 2025

Devo scrivere, altrimenti mi si sfoglia la mente come un libro bagnato. Andrea, il mio compagno, non riesce a capire che non posso semplicemente scacciarla via. Alessia è una bambina, è sola in una città che non conosce. Ti rendi conto a cosa potrebbe andare incontro? insisteva con voce tremante. Sei tu la madre, immagina se qualcuno facesse lo stesso a Marco!

Io rispondo, più secca di quanto voglia ammettere: Marco non si comporta così. Ha solo quattordici anni, ma la sfrontatezza è di trentanni. Se ha il coraggio di rimproverare una zia adulta, arriverà pure a prendere il treno da sola. So che forse sto esagerando. Non ho biglietti per Alessia, né conoscenti a Bologna. Sto davvero mandandola in un limbo, ma ormai non mi importa più. Non riesco più a sopportare quella ragazzina in miniabito.

Una volta Andrea era per me come una brezza fresca dopo unestate torbida. Il mio primo matrimonio non fu un disastro, ma non ci fu amore. Con Sergio, il primo marito, ho scelto per convenienza. Era lerede di una famiglia benestante, viveva alla grande, spendeva senza pensare e mi trattava con una certa cura. Pensai che fosse il compagno ideale per formare una famiglia: i nostri figli non avrebbero mai avuto carenza di nulla. I miei sentimenti li ho messi in fondo, quasi dimenticati. Non cera scintilla, ma perché no? La vita non è una favola, non tutti si amano fino allosso; almeno era una persona buona, non mi avrebbe ferita.

In parte avevo ragione: Marco, il nostro unico figlio, non era mai mancato di nulla. Ma quando è cresciuto e ha cominciato a vivere da sé, noi genitori ci siamo accorti di essere quasi sconosciuti luno per laltro. Nessun interesse comune, niente di cui parlare. Io mi concedei viaggi solitari, lontano da Sergio, il cui amore era ormai una vecchia canzone.

Allinizio provammo a convivere da buoni amici, ma il tentativo si ruppe in mille pezzi. Andrea mi infastidiva per tutto: le pozzanghere che lasciava in bagno, il russare, il modo di mangiare, persino il respiro. Sergio, dal canto suo, si era avvicinato a ragazze più giovani, definendo queste uscite pillole contro la noia.

Alla fine divorziammo. Sergio tenne una delle case per la figlia e per me. Allinizio mi abituai a vivere da sola, a riscoprire me stessa, e poi mi tornò la voglia di essere amata, anche solo una volta nella vita.

Così mi iscrissi a un sito di incontri. Nessuno dei ragazzi durò a lungo; alcuni non avevano neanche un lavoro a quarantanni, altri insultavano le ex, e quelli più normali sparivano dopo il primo appuntamento. Non capivo il perché finché un nuovo conoscente non mi fece luce.

Il prossimo incontro fu un disastro. Dopo unora luomo iniziò a toccarmi, a baciarmi, non curandosi del mio chiaro è troppo presto. Poi mi invitò a casa sua; io, capendo il gioco, mi scusai dicendo che dovevo andare a prendere Marco a scuola.

Quella sera, però, ricevetti un messaggio privato:

Non potevi dirlo subito? Ho sprecato tempo per te. Le donne divorce con figli non mi interessano.

Lo ricordai, anche quando eravamo al bar. Probabilmente il problema non era Marco, ma letichetta divorziata. A un uomo sembra davvero pesare, anche se Alessio ha ormai quindici anni e guadagna più di molti pretendenti.

Stavo quasi per rinunciare al sogno, ma il bello accade quando meno te lo aspetti.

Incontrai Andrea al compleanno di unamica, Maria. Era galante, mi versava champagne, serviva antipasti, rideva alle mie battute e alla fine mi chiese il numero. Maria mi avvertì:

Alessia, attenzione. Con lui ci sono la ex e la figlia.

Non mi turbò affatto.

E allora? Non sono più una bambina, risposi. Nella vita succede di tutto.

Andrea spiegò più tardi, con tatto, che non riusciva a convivere con lex; la sua ex scatenava sempre litigi. Incredibilmente, mi sembrava un uomo dolce, tranquillo, senza motivo di conflitto.

Scoprii poi la verità e non mi piacque.

Alessia, oggi arrivo tardi. Devo passare da Vittoria. Mi ha chiesto di aiutarla a montare la bici per Cristina.

Era già la terza volta in una settimana che Andrea rimandava. Vittoria non riusciva nemmeno a cambiare una lampadina senza di lui. Allinizio provai a capire: anche lei aveva divorziato da poco e stava imparando a vivere da sola, proprio come me un tempo. Ma con il tempo divenne fastidioso.

Sai come la penso. Non puoi dirle semplicemente no? Mi sembra che tra voi ci sia qualcosa.

Alessia, temete Dio! Non posso abbandonare Cristina. Le famiglie si frantumano, i figli restano, lo sai.

Capisco. Non mi dispiace che aiuti, ma basta viaggi. Torniamo a casa, paghiamo a Vittoria un tecnico. Non serve che tu sia presente.

Beh Alessia

Niente Alessia. O torni a casa, o resti da Vittoria per sempre.

Con una piccola lotta, convincii Andrea a smettere di andare da Vittoria, ma voleva ancora vedere la figlia, così Cristina passava i fine settimana da noi. Ogni sua visita era una prova di resistenza.

La prima notte chiese di dormire nella sua stanza, perché aveva paura di stare sola. Poi si è spruzzata profumi costosi sulla pelle, ha cominciato a far storie per il cibo.

Non lo mangerò, disse, respingendo il piatto. Non è buono. Da mamma è meglio.

Allora resta affamata, persi la pazienza. O torna da tua madre.

Mi cacci via? Dirò a mia madre che non mi hanno dato da mangiare!

Andrea intervenne, cercando di calmare, ordinando una pizza. Ma ogni incontro con Cristina finiva in litigi, ostentava che io non ero la sua madre e agiva in casa come se fosse la padrona. Capiva che voleva che Andrea tornasse a trovarla più spesso o addirittura a vivere con sua madre.

Una amica mi disse:

Forse dovresti andare via, in unaltra città.

Non avrei mai pensato a una divorziata con un figlio maschio, sospirai.

Alla fine decisi di trasferirmi. Marco già viveva da solo a Padova, allora non avevo nulla che mi legasse. Così ci spostiamo in una piccola casa ai margini di una località balneare. Per due anni fu paradiso: silenzio, tranquillità, la possibilità di costruire qualcosa di nostro.

Ma lestate arrivò con una nuova prova.

Alessia, non arrabbiarti Vittoria mi ha chiesto di tenere Cristina per le vacanze estive, un mese. Ha problemi di salute, il dottore le ha consigliato il mare, ma le escursioni costano una fortuna. Inoltre, Vittoria è in ferie in inverno.

Io lo guardai come una pecora guarderebbe la porta nuova.

No! Non voglio Cristina!

Alessia ne abbiamo parlato. Ha capito e ha promesso di cambiare.

Resistetti, poi mi arrendei. Era la figlia delluomo che amavo, e lui non laveva vista da tempo. Forse era cambiata?

La prima settimana fu tranquilla, ma poi tutto riprese.

Cristina, potresti togliere le scarpe da esterno? Non è consentito.

Oops, me ne ero dimenticata, rispose con un sorriso, facendo entrare la polvere.

Portava amici, prendeva cibi che le avevo chiesto di non toccare, guardava video a volume massimo di notte, e quando le chiedevamo di stare zitta diceva di aver dimenticato le cuffie, ma che le compreremo nuove e così avrebbe rispettato le regole. Ogni tanto lamentava sua madre, facendo arrabbiare Vittoria al telefono.

Il mio limite esplose quando Cristina spezzò per caso una tazza che Marco le aveva regalato al suo primo stipendio.

Che disdetta se ne hanno poche, ne hanno rotte tutte, sbuffò.

Quel giorno dissi ad Andrea che non avrei più sopportato quella presenza nella mia casa.

Lui difese la figlia:

Alessia, può essere colpevole, ma è ancora una bambina. Tu sei adulta, potresti cercare di capire e sopportare almeno una volta allanno.

Io mi ritirai nella stanza degli ospiti, non volevo vedere Andrea. Al mattino trovai casa vuota, né lui né Cristina.

Tre giorni passò senza notizie; si immaginò che avesse portato Cristina da Vittoria. Solo al quarto giorno tornò:

Sto tornando a casa, arriverò domani alle sei.

Potrei far finta che tutto fosse normale, come quando andava dallex a giorni alterni, ma ero stanca di questa guerra.

Andrè, non offendersi, ma torna da Vittoria. Alcune coppie stanno bene insieme, altre separate si annoiano. Forse è il caso vostro.

Alessia, perché? È tutto a posto. Ho solo portato la figlia.

Sarebbe bello se non venisse più, o se la mettessi al suo posto. Non lhai fatto in tutti questi anni.

Non scoprì mai se Andrea fosse infedele o semplicemente sotto il tallone di Vittoria e Cristina. Non controllai i suoi profili social.

Un tempo volevo lamore. Ma cosa fare quando luomo accanto ama più se stesso, il proprio comfort e i compromessi? Decisi di cominciare ad amare me stessa. Il monitorare ex non è più parte del mio progetto.

Chiudo il diario con la speranza che il domani mi trovi più leggera, più forte, pronta a godermi il mare, il silenzio e, soprattutto, me stessa.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

5 × 4 =

Insieme all’Ex: Un Viaggio tra Amore e Ricordi