Riccardo Salazar rimase immobile a lungo.

Riccardo Saldini rimase immobile per un bel po. Il mondo in cui era convinto di poter comprare di tutto persone, ricordi, futuro si sgretolò in pochi secondi, grazie a quelle parole uscite dalla bocca di una ragazza con le scarpe logore.

E chi te lo ha detto? sussurrò alla fine.

Nessuno, signor Saldini rispose Ginevra con voce bassa. È solo quello che sento. A volte le lingue mi parlano da sole.

Caterina Bianchi, sua madre, era lì di fianco, mani strette, cercando di non tremare. Guardava il volto delluomo che tutti nelledificio temevano anche solo a guardare, e per la prima volta vide in lui qualcosa che non aveva mai notato: incertezza.

Stai mentendo sbottò lui, secco, quasi rude. È solo un trucco, una mossa per impressionarmi.

Si alzò, andò alla sua scrivania e premé un bottone. Sullo schermo comparve un manoscritto antico.

Ecco. I professori dellUniversità di Bologna non sono riusciti a tradurlo. Se mi racconti anche solo una frase vera, ti do mille euro. Se no tua madre perde il lavoro.

Signor Saldini, non può! gridò Caterina. È un bambino!

Taci! gli tagliò la risposta.

Ginevra non si mosse.

Daccordo disse. Ma il risultato non vi piacerà.

Si avvicinò al monitor e scorré le righe con il dito.

Non è solo un testo. È un avvertimento.

Ah! E quale avvertimento? rise nervosamente Riccardo.

Per te.

Per me?! la sua voce tradiva irritazione e insicurezza.

Ginevra sussurrò:

Chi si alza sopra tutti cadrà per la sua stessa superbia. Il suo nome sarà spazzato via dal vento e la sua casa brucerà in fiamme.

Silenzio.

Allesterno una folgore squarciò il cielo. La stanza scese in semioscurità e il volto di Riccardo si illuminò per un attimo pallido, teso, gli occhi spalancati.

Solo una coincidenza una coincidenza, mormorò.

Ginevra lo guardò.

Ti prendi gioco di chi pulisce il tuo pavimento, ma sai chi ha scritto il codice su cui poggia il tuo impero?

Che cosa intendi? la voce gli tremava.

Mio padre.

Caterina si addensò.

Ginevra no, non

Sì, mamma, è ora che lo senta. Ginevra non distolse lo sguardo da lui. Era un programmatore nel reparto di cybersicurezza. Lavorava al tuo sistema di notte, mentre voi festeggiavate al mare. Quando si ammalò, tu firmasti il suo licenziamento.

Come si chiamava? chiese Riccardo, ormai spaventato.

Andrea Bianchi.

Gli occhi di Riccardo si spalancarono.

Era lui lautore del codice di difesa? Quello che ha portato milioni dalla banca tedesca?

Sì confermò Ginevra. E tu lo hai privato di tutto.

Silenzio. Solo il rumore della pioggia sui vetri rompeva il silenzio.

Non cerchiamo vendetta sussurrò Caterina. Solo giustizia. E pace.

Non lo sapevo mormorò Riccardo, ma le parole suonavano vuote.

Lo sapevi rispose Ginevra. Solo che non ti importava.

Lui si rilassò sulla sua poltrona. Tutto quello che aveva costruito improvvisamente gli parve inutile.

Cosa vuoi da me? Soldi? Istruzione? Casa? Ti darò tutto.

Ginevra lo guardò serena.

Non vogliamo niente. Ma ricorda: a volte Dio parla con la voce di chi non vedi.

Afferrò la mano di sua madre.

Andiamo, mamma.

Caterina si girò verso di lui.

Finirò la pulizia oggi. Poi cerca unaltra donna.

Le due uscirono. La porta si chiuse lentamente.

Riccardo rimase solo.

Restò immobile a lungo. Poi aprì un cassetto e tirò fuori una vecchia cartella A. Bianchi.

Dentro cera una richiesta di proroga del contratto per motivi di salute. In fondo, la sua firma: Negata.

Riccardo posò la cartella sulla scrivania, poi tolse lentamente lorologio dal polso e lo lasciò lì.

Fuori, la pioggia scivolava sui vetri come una coltre di vergogna liquida.

Il giorno dopo i giornali esplosero:

«Limprenditore Riccardo Saldini ha donato tutti i suoi beni e le quote dellazienda a un fondo per listruzione dei bambini in famiglie povere.»

Un mese dopo la Torre di Cristallo fu venduta allUniversità di Bologna per diventare un centro di formazione gratuito.

E in una piccola scuola ai margini della città, una ragazza di nome Ginevra aprì un circolo di lingue straniere per bambini senza risorse.

Quando le chiesero perché lo facesse, sorrise:

«Perché la conoscenza è potere. Ma il vero potere è perdonare.»

Epilogo
Caterina e Ginevra lasciarono Milano. Nessuno le sentì più.

Riccardo Saldini sparì dalla vita pubblica.

Qualche mese dopo, allultimo piano della Torre di Cristallo, comparve un cartello:

«Il vero tesoro è apprendere da chi parla con il cuore».

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