Staremo da te per un po, perché non abbiamo soldi per affittare una casa tutta nostra! mi disse la mia amica.
Sono una donna molto attiva. Nonostante abbia compiuto 65 anni, continuo a visitare posti nuovi e a conoscere persone davvero interessanti. Ricordo con un misto di gioia e nostalgia i giorni della mia giovinezza. Allepoca era possibile trascorrere le vacanze ovunque si volesse! Si poteva andare al mare, campeggiare con amici e compagni, oppure concedersi una gita in barca su qualsiasi fiume. E tutto questo bastava poterlo fare con poche lire.
Ma quei tempi ormai sono lontani.
Ho sempre amato incontrare gente nuova. Stringevo amicizie sulle spiagge, nei teatri. Alcune di quelle conoscenze sono durate per molti anni.
Un giorno conobbi una donna di nome Giovanna. Alloggiammo entrambe nello stesso albergo a Sestri Levante durante le vacanze estive. Alla fine delle ferie ci separammo da vere amiche. Passarono gli anni. Ogni tanto ci mandavamo una cartolina o un messaggio pieno di auguri per le feste. Finché, una mattina, ricevetti un telegramma. Non era firmato. Diceva soltanto: Il treno arriva alle tre di notte. Aspettami in stazione!.
Non avevo idea di chi lo avesse inviato. Ovviamente con mio marito non andammo da nessuna parte quella notte. Eppure, alle quattro del mattino sentirono bussare forte alla porta. Aprii e rimasi senza parole: sulla soglia cerano Giovanna, due ragazze adolescenti, la nonna e un uomo, tutti circondati da una montagna di bagagli. Mio marito e io eravamo sbalorditi. Ma infine facemmo entrare quegli ospiti inattesi. Allora Giovanna mi chiese:
Perché non sei venuta a prenderci? Ti avevo mandato il telegramma! Le corse in taxi costano care!
Scusami, non sapevo chi fosse stato a scrivere!
Be, avevo il tuo indirizzo. Ed eccomi qui.
Pensavo ci saremmo limitate a scriverci qualche lettera ogni tanto, tutto qui!
A quel punto Giovanna mi spiegò che una delle ragazze aveva appena finito il liceo e desiderava iscriversi alluniversità. Per sostenerla, arrivò anche il resto della famiglia.
Vivremo un po da te! Non abbiamo abbastanza euro per affittare una casa! E poi la tua casa è così vicina al centro!
Ero contrariata. Non eravamo nemmeno parenti. Perché dovevamo accogliere tutti in casa nostra? Dovevo preparare i pasti per tutti, tre volte al giorno. Portavano qualche spesa da mangiare, ma non cucinavano mai nulla da soli. Dovevo fare tutto io.
Non ne potevo più, così dopo tre giorni chiesi a Giovanna e alla sua famiglia di lasciare la casa. Non mimportava dove sarebbero andati. Ci fu una scenata tremenda. Giovanna iniziò a urlare e lanciare piatti, in preda a una crisi isterica.
Fui scioccata dal suo comportamento. Alla fine se ne andarono. Si erano portati via la mia vestaglia, qualche asciugamano e, stranamente, anche la pentola più grande con la minestra di cavolo, non so come riuscirono a portarsela via. La pentola era sparita nel nulla!
Così finì la nostra amicizia. E menomale! Da quel giorno non ho più avuto sue notizie. Ora sono decisamente più prudente quando incontro persone nuove.
Le esperienze della vita mi hanno insegnato che lospitalità è un valore prezioso, ma ancora più importante è non permettere mai agli altri di approfittare della nostra gentilezza. Bisogna sapere dire di no per essere davvero liberi e mantenere la propria serenità.






