Guarda, ti devo raccontare ce lavventura di questanno al mare è stata davvero particolare. Io e mio marito Andrea avevamo organizzato la solita vacanza: ormai da anni, insieme a un gruppetto di amici, prendiamo le nostre macchine, carichiamo tutte le cose e partiamo verso la costa tirrenica. Siamo un po come delle regine del campeggio: piazziamo le tende, ci godiamo la spiaggia tutto il giorno e la sera, accendiamo un fuocherello, Andrea si mette a suonare la chitarra e noi ci sorseggiamo un bicchiere di Vermentino sotto le stelle. Insomma, la nostra tradizione.
Questanno però si è aggiunta anche mia cognata, Elisabetta, con il suo bimbo di due anni e mezzo, Matteo. Siamo stati un po indecisi: li portiamo o non li portiamo? Alla fine Andrea ha insistito e abbiamo ceduto. Ma ti dico la verità, col senno di poi avrei detto no senza pensarci due volte. E non per il piccolo, sia chiaro. Anzi, Matteo è stato un angelo. Le storie le ha create Elisabetta.
Già dal viaggio è stato un delirio: ogni ora Elisabetta voleva fermarsi. Diceva di essere stanca, che doveva sgranchirsi. Alla fine siamo arrivati tardissimo, i nostri amici avevano già preso posto e si erano fatti anche il primo bagno.
Quando poi ci siamo messi a montare le tende, Elisabetta ha dato il via al secondo round:
Io qui non ci sto!
E perché? le ho chiesto Lo sapevi che facevamo campeggio!
Eh, ma pensavo che avremmo trovato qualcosa sul momento, una stanza libera, mica che dovevamo davvero dormire in tenda! faceva lei, tutta indignata.
Allora perché pensi che abbiamo portato materassini e sacchi a pelo da casa? le ha risposto Andrea, mezzo esasperato.
Niente, alla fine siamo dovuti andare a cercarle una camera in un affittacamere in paese. E poi via, giù e su: la mattina mio marito la andava a prendere, la portava giù in spiaggia e la sera la riportava su. In più, voleva andare ai bar, fare un giro per il mercato la sera, e naturalmente ogni due per tre doveva prendersi la sua pausa dal duro lavoro di mamma così il piccolo restava con noi.
Per fortuna, davvero: Matteo si ambientava ovunque, correva sulla spiaggia, giocava, mangiava proprio di tutto e si addormentava beato nel sacco a pelo. Il contrario di Elisabetta, te lo giuro. Lanno prossimo? Solo se viene il bambino! Di Elisabetta, basta anche così. Matteo invece è il campeggiatore perfetto: giuro che se ci chiedono, lo portiamo volentieri.






