Rimarremo da te per un po, perché non abbiamo abbastanza soldi per affittare una casa! mi disse la mia amica.
Sono una donna molto attiva. Nonostante abbia già 65 anni, riesco ancora a viaggiare, scoprire nuovi luoghi e incontrare persone affascinanti. Ricordo la giovinezza con felicità e un velo di nostalgia. Allepoca si potevano passare le vacanze dove si voleva! Sulla spiaggia della Riviera ligure, in campeggio con gli amici nei boschi toscani, oppure in crociera sul Po. E tutto questo con pochi euro in tasca.
Purtroppo, quei tempi sono ormai solo bei ricordi. Ho sempre avuto una grande curiosità per le persone. Ne incontravo di nuove al lido, al teatro, persino al mercato. Con i miei amici, spesso restavamo in contatto per anni.
Una volta conobbi una donna di nome Marisa. Durante una vacanza estiva a un piccolo albergo sul Lago di Garda, dividemmo la camera. Lì nacque la nostra amicizia. Passarono alcuni anni, ci scrivevamo qualche lettera di tanto in tanto.
Poi, una mattina, ricevetti un telegramma. Non era firmato. Diceva soltanto: Alle tre di notte arriva il treno. Vieni a prendermi!
Non capivo chi potesse inviare un telegramma del genere. Ovviamente, mio marito ed io non ci muovemmo di casa. Ma alle quattro del mattino qualcuno bussò insistentemente alla porta. Aprii, e rimasi di sasso: davanti a me cerano Marisa, due ragazze adolescenti, una signora anziana e un uomo. Avevano con sé una montagna di valigie e scatoloni. Sia mio marito che io eravamo sbalorditi. Ma li lasciammo entrare nellappartamento. Marisa disse subito:
Come mai non sei venuta a cercarci? Ti ho mandato il telegramma! E poi non è mica gratis!
Mi dispiace, ma non sapevamo da chi venisse!
Beh, mi hai dato il tuo indirizzo. Ed eccomi qui.
Ma pensavo che ci saremmo solo scritte qualche lettera, tutto qui!
Marisa mi spiegò che una delle ragazze aveva appena concluso il liceo e voleva iscriversi alluniversità a Milano. Tutta la famiglia era venuta a sostenerla.
Ora vivremo da te! Non abbiamo abbastanza euro per affittare una casa o andare in albergo!
Ero sconcertata. Non siamo nemmeno parenti! Perché avremmo dovuto ospitarli? Dovevamo offrirgli tre pasti al giorno. Avevano portato un po di cibo, ma non cucinavano mai; mangiavano solo le nostre provviste e io dovevo occuparmi di tutti.
Dopo tre giorni, davvero non ce la facevo più e chiesi gentilmente a Marisa e ai suoi parenti di trovare unaltra sistemazione. Non mi importava dove sarebbero andati.
Scoppiò una lite. Marisa iniziò a rompere piatti e urlare come una furia.
Ero sconvolta dal suo comportamento. Lei e la sua famiglia si rimisero a fare le valigie. Persino rubarono il mio accappatoio, qualche asciugamano e, stranamente, anche la mia pentola grande, che sparì misteriosamente. Ancora oggi non so come labbiano portata via!
Così finì la nostra amicizia. Meno male! Non ho mai più sentito parlare di Marisa, né avuto sue notizie. Come si fa a essere così sfacciati?
Ora ho imparato a essere molto più prudente quando incontro nuove persone. La generosità è un valore importante, ma deve essere accompagnata dal rispetto reciproco. Solo così si costruiscono rapporti sinceri e duraturi.






