Sono andata a trovare mio fratello per Natale… e ho scoperto che non mi aveva invitata perché sua moglie “non vuole persone come me” in casa sua.

Sono andata a trovare mio fratello per Natale e ho scoperto che in realtà non mi aveva invitata, perché sua moglie non vuole persone come me in casa sua.

Ho quarantuno anni, mio fratello trentotto. Siamo cresciuti insieme a Livorno, sempre vicini. Dormivamo nella stessa stanza, ci confidavamo segreti, abbiamo lavorato insieme, superato momenti difficili, avventure tra i vicoli e anche delusioni condivise. Dopo il suo matrimonio, però, qualcosa si è incrinato, anche se il mio cuore si rifiutava di accettarlo.

Già allinizio di dicembre dellanno scorso ho avvertito qualcosa di strano: nessun accenno da parte sua al cenone della Vigilia. Era una nostra tradizione, una consuetudine senza eccezioni.

Una sera, davanti al risotto bruciato, mi sono detta:
«Se non mi invita lui, mi inviterò da sola.»
Era pur sempre mio fratello, non uno sconosciuto.

La sera del 24, verso le diciotto, gli ho scritto per chiedergli a che ora sarebbe venuto a prendermi. Nessuna risposta. Ho provato a chiamare, ma il cellulare risultava spento. Ho sentito un peso freddo nello stomaco. Ho preso un taxi senza pensarci troppo e sono arrivata sotto casa sua, in una via silenziosa spazzata dal vento di dicembre.

Appena ho varcato il portone, il suono di una musica strana e ridente mi ha sorpresa. Si sentivano voci di bambini, qualche risata adulta, il tintinnio di bicchieri. Avvicinandomi alla porta ho avvertito lodore di lasagne e arrosti, e per la prima volta mi sono sentita fuori posto persino prima di bussare. Ma il gesto mi è venuto naturale.

Mio fratello ha aperto. Era pallido come uno spavento. Mi ha abbracciata in fretta, stringendosi nelle spalle, rigido come una statua.

Mi ha detto quasi balbettando:
«Oh, sorella Perché non mi hai detto che arrivavi?»

E io:
«Perché non mi hai detto nulla tu. Cosè successo?»

Prima di farmi entrare, si è voltato verso linterno sembrava stesse aspettando un segnale invisibile.

Entrando, mi sono bloccata. Attorno al tavolo cera tutta la famiglia di sua moglie: cugini, zii, zie, perfino il vecchio vicino di casa che chiamano Il Professore. Tutti, tranne me.

Sua moglie mi ha salutata con un sorriso tirato, mentre farfugliava qualcosa tra una portata e laltra, come se fossi trasparente.

Mi sono seduta sul divano, come un fantasma tra i mobili di finta noce, scomoda. In quel silenzio ovattato ho sentito la voce della moglie di mio fratello, che parlava sottovoce a sua madre, pensando che non la sentissi:

«Te lavevo detto che sarebbe arrivata a rovinarmi la serata. Non volevo gente come lei qui.»

«Gente come me?»
Cosa voleva dire? Cosa avevo mai fatto di male?

Ho sentito il cuore schiacciato contro il petto, cercando di trattenere le lacrime davanti agli sguardi distratti degli altri.

Anche mio fratello ha sentito. Il suo volto è cambiato. Si è avvicinato e, a bassa voce, mi ha sussurrato:
«Sorella, lascia perdere. Lei è fatta così.»

Lho guardato negli occhi:
«Fatta come? Che cosa le ho fatto? Comè possibile sentirsi unestranea a casa del proprio fratello?»

Allora mi ha confidato la verità:
«Lei non voleva che ti invitassi. Dice che hai un carattere troppo forte, che pensi troppo, che vuoi aiutare tutti e ti intrometti dove non dovresti. E non volevo litigare a Natale.»

Sono rimasta senza parole.
Mio fratello ha scelto di non invitarmi, solo per evitare un litigio con sua moglie.

Non ho fatto scenate, non ho detto nulla.
Mi sono alzata e ho detto solo:
«Non preoccuparti. Me ne vado.»

Cercava di convincermi a restare, ma non potevo. Non volevo stare dove mi sentivo di troppo.

Camminando verso la fermata del tram, Livorno mi sembrava piegata sotto strade storte e lucine intermittenti.

A casa ho scaldato un piatto di riso e pollo, cenando da sola. Ho sfogliato vecchie foto di Natale con mio fratello: bambini con le guance rosse, sorrisi veri. E dentro di me qualcosa si è spezzato perché lui non ha saputo difendere il mio posto accanto a lui, la nostra storia, la nostra complicità.

Fino ad oggi non abbiamo affrontato largomento. Lui dice ancora che presto passerà a trovarmi ma io non so se voglio parlarne, o lasciare che le cose scivolino via come pioggia sulle lastre di tufo.

Una cosa è certa: questo Natale non lo passerò con loro.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

6 + 18 =

Sono andata a trovare mio fratello per Natale… e ho scoperto che non mi aveva invitata perché sua moglie “non vuole persone come me” in casa sua.