Ha Bisogno di un Uomo Sposato

Che ne dici di andare fuori questo fine settimana? Magari al cinema? chiede Ginevra, sistemandosi accanto a Luca sul divano. Ultimamente trascorrono poco tempo insieme e lei vuole riavvicinarsi, riportare la complicità di un tempo.

Scusa, sono già impegnato. Ho promesso a mia madre di aiutarla con il tetto; linverno sta arrivando e il tetto perde ancora. Passerò il weekend a sistemarlo risponde Luca senza staccare gli occhi dal telefono, continuando a scorrere i social.

Ginevra annuisce, cercando di nascondere la delusione. Un senso di disagio le attraversa il cuore, ma lo scaccia con decisione.

Il venerdì sera accompagna Luca a casa della madre. Il suo abbigliamento la colpisce: pantaloni nuovi e la camicia che lei gli aveva regalato per il compleanno, costosa, di un negozio di qualità.

Non andrai sul tetto con quella camicia? osserva Ginevra, notando labbigliamento con perplessità. Non temi di rovinarla con il catrame e la sporcizia?

Ah, sì mi cambierò lì, risponde Luca di fretta, evitando il suo sguardo e prendendo le chiavi dellauto. La mamma ha dei vestiti da lavoro in capannone. Non ti preoccupare per i vestiti.

Ginevra lo saluta alla porta con un bacio, il consueto rito di cinque anni di matrimonio. Luca la stringe, ma sembra affrettato, quasi a fuggire, e il suo tocco le è sgradito. Quando la porta si chiude alle sue spalle, Ginevra si appoggia al telaio, chiude gli occhi e sente che qualcosa è cambiato.

Nel letto, cade sul cuscino cercando lodore di dopobarba di Luca, ancora sul capo cuscino. Negli ultimi due mesi Luca si comporta in modo strano: si è allontanato, è più freddo, ci abbraccia meno e resta più a lungo al lavoro. Tutti gli indizi puntano a una sola cosa: tradimento. Ma Ginevra rifiuta di credere a ciò che sembra evidente. Non può tradirla così, non può tradire lamore che hanno costruito…

Sono solo sciocchezze, mormora al cuscino, cercando di convincersi. È solo stanco al lavoro, è la depressione autunnale.

Ieri mattina aveva ancora dichiarato di amarla, di essere felice con lei, parole che ripeteva quasi meccanicamente. Le persone cambiano, lo capiva, ma Luca, il suo Luca, con cui ha condiviso cinque anni, pianificato figli e vecchiaia, non poteva tradirla. Scaccia i pensieri di infedeltà, convincendosi che sta esagerando.

Sabato mattina Ginevra va al supermercato presto, quando cè meno gente. Riempie il carrello di tutto: la carne preferita di Luca per uno stufato, verdure fresche per linsalata, anche del pesce costoso che comprano solo per le feste. Trascorre mezza giornata in cucina, preparando con cura: il ragù risulta denso e profumato, le polpette soffici e succose, arricchite da un tocco di panna, come le insegnava sua nonna. Confeziona tutto in contenitori.

Lo porto da loro, decide. Luca ha detto che la madre sarà da unamica tutto il giorno e che dovrà stare al tetto fino a sera. Non avrà tempo né voglia di cucinare.

Carica tutto in auto, controlla che non si rovesci e parte verso la campagna. Il viaggio verso la casa di sua suocera dura quaranta minuti in autostrada, poi qualche chilometro su strade di campagna. Nonna Rosa vive in un piccolo borgo, in una casa antica ma accogliente, con ampio giardino. Quando Ginevra arriva ai cancelli verdi, la prima cosa che nota è lassenza dellauto di Luca nel cortile.

Scende, guarda timidamente dentro il giardino. Il tetto della casa sembra appena rinnovato: le tegole di metallo brillano al sole autunnale, le grondaie sono state appena installate. Rosa, avvolta in un vecchio accappatoio, si aggira tra i cespugli, canticchiando.

Ginevra ritorna in auto senza salutare la suocera, senza consegnare il cibo preparato con tanto amore. Dentro di sé sente dolore e tradimento. Luca le ha mentito, apertamente e spudoratamente. Perché? La risposta è ovvia, ma lei non vuole accettarla, aggrappandosi allultima speranza.

Durante il tragitto di ritorno cerca una spiegazione logica. Forse ha già finito il tetto? Forse è andato a prendere i materiali? Ma il tetto nuovo parla da sé: non è stato messo ieri né laltro ieri.

Domenica sera Luca torna a casa stanco ma soddisfatto, con un leggero profumo di profumo estraneo. La camicia è ancora pulita, solo un po sgualcita.

Che fatica! esclama appena varca la soglia, togliendosi le scarpe senza guardarmi. Immagina, ho finito solo domenica sera. Ho rifatto tutto il tetto, ora durerà ventanni, la mamma è contenta.

Bravissimo, annuisce Ginevra, osservandolo dalla cucina, notando ogni minimo dettaglio. Senti, andiamo dal weekend prossimo a casa di tua madre? Vorrei parlare con lei, non ci vediamo da tanto. E dare unocchiata al tuo lavoro.

Luca si blocca un attimo, poi accetta a malincuore, accarezzandosi il collo, gesto che fa quando è nervoso:

Va bene anche se sarà occupata a fare marmellate e sottaceti.

Nessun problema, non staremo molto, sorride Ginevra, ma dentro sente il presagio di una catastrofe.

Per tutta la settimana prepara il discorso, scegliendo ogni parola con cura. Luca si comporta come al solito: va al lavoro, torna la sera, racconta le sue giornate. Evita di guardarla negli occhi e, a letto, si gira verso il muro.

Il sabato successivo è soleggiato e caldo. Guidano in silenzio verso la casa di Nonna Rosa, Luca tamburella nervosamente il volante, aggiusta lo specchietto di tanto in tanto. Ginevra osserva i campi dorati fuori dal finestrino, pensando a come introdurre la questione, a far emergere la verità.

A tavola Nonna Rosa è indaffarata come sempre: impiatta insalate, taglia il pane, tira fuori sottaceti dal ripostiglio. Luca è teso, quasi non mangia, solo forchetta il cibo.

Nonna Rosa, inizia Ginevra. Come sta il nuovo tetto? Luca mi ha detto che lavete cambiato lo scorso weekend. È costato molto?

Il silenzio cade pesante sul tavolo. Nonna Rosa guarda confusa il figlio, poi la nuora, senza capire cosa succeda.

Quale tetto? Lo abbiamo cambiato a giugno, quando eravate in vacanza. Ti ho persino chiamato per chiederti il colore delle tegole

Mamma, ti stai confondendo interviene Luca, ma la voce gli trema.

Oh, scusa, Ginevra, ho confuso i tetti si affretta a dire Nonna Rosa, rosso in volto. Stavo pensando a quello vecchio, ma Luca mi ha parlato di un piccolo rammendo lo scorso weekend

Non cè bisogno di inventare, interrompe Ginevra. Ho capito tutto. Si gira verso Luca, fissandolo negli occhi. Mi stai tradendo?

Luca balbetta qualcosa, abbassando lo sguardo sulla zuppa, stringendo e rilasciando i pugni sotto il tavolo. Ginevra si alza, le gambe quasi non la reggono, ma si sforza di stare in piedi.

Sinceramente, non mi aspettavo una cosa del genere da te. Sempre aperti e onesti, almeno così credevo. Se hai incontrato unaltra, dovevi dirmelo. Avrei chiesto il divorzio senza drammi.

Ginevra, calmati! esulta Nonna Rosa, alzandosi di scatto. Un piccolo passo falso, tutti sbagliano! I maschi sono così, devi perdonarlo, salvare la famiglia. Tutti gli uomini tradiscono, passerà, credimi!

No, risponde Ginevra con fermezza, dirigendosi verso luscita. Non perdono questo tradimento. Luca, resta qui con tua madre, io porto via le tue cose nei prossimi giorni. Non tornare più.

Ginevra, aspetta! corre dietro di lei, afferra il braccio alla porta, si volta. Scusami! È stato un inganno, non sapevo cosa fare! Non significa nulla, è stata solo una stupidaggine!

Ginevra lo stacca, gli occhi lucidi di lacrime trattenute, ma non permette a se stessa di piangere.

Mi hai mentito e tradito. Che fosse unillusione, un transito di Mercurio retrogrado, non importa. Mi hai ferita, distrutto la nostra famiglia e non ti perdonerò. Vivi con questo.

Si dirige verso la fermata dellautobus, senza voltarsi. Luca resta fermo alla porta, la testa bassa, mentre Nonna Rosa mormora qualcosa sulla giovinezza e sulla passione, assicurando che tutto si risolverà.

A casa Ginevra raccoglie metodicamente le cose di Luca: vestiti, rasoi, la tazza preferita con il personaggio dei fumetti che aveva portato il primo anno insieme. Le imballa in scatole e sacchetti. Il giorno dopo le porta da Nonna Rosa. Questultima tenta ancora di convincerla a ragionare, piangendo un po.

Riflettici bene! Lascia che Luca torni a casa, parlate con calma. Non fare un salto prematuro! Cinque anni non si cancellano così!

Decisione presa, taglia Ginevra, scaricando lultima scatola. Lunedì presento la domanda di divorzio. Non ci sarà più nulla da legare noi due. E non mi chiamare più, per favore.

Luca resta nella porta della casa materna, sconsolato, con una maglietta stropicciata. Ginevra non lo guarda, si volta e se ne va, chiudendo definitivamente la porta della sua vita.

Il divorzio si conclude rapidamente: pochi beni in comune, nessun figlio, per fortuna. Lappartamento era di Ginevra prima del matrimonio, quindi non cè nulla da dividere. Luca non oppone resistenza, chiede solo un incontro tramite avvocato, ma Ginevra rifiuta.

Tre mesi dopo, per caso, incontra Oliva, una conoscente, in un bar vicino al lavoro.

Hai sentito di Luca? chiede, mescolando il caffè, visibilmente desiderosa di pettegolezzi.

No, non voglio neanche sentire, risponde Ginevra, ma Oliva prosegue a bassa voce:

Sai, lha lasciato subito dopo il divorzio! Aveva bisogno proprio di un uomo sposato, ladrenalina, il mistero Un uomo libero non lo stimolava più, era noioso. Ora vive con sua madre, ha perso il lavoro. Una scena patetica, davvero.

Ginevra alza le spalle, finendo il suo tè verde.

Non sono più i miei problemi né le mie preoccupazioni.

Pagato il conto, esce dal bar sulla strada autunnale. Il sole freddo illumina la città, e Ginevra pensa che la vita continui comunque, senza bugie, senza tradimenti e senza Luca.

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