Suona il campanello…
Nel mio appartamento regnava la tranquillità. Mio figlio Matteo stava passando nel corridoio proprio quando mia madre, la signora Antonella Rossi, entrò come un uragano. Non salutò, anzi, spinse mio figlio di lato senza pensarci due volte.
Allora, cara nuora, racconta un po: che segreti hai tu da tuo marito?, incalzò subito appena varcata la soglia.
Mamma? Ma che sta succedendo?
Ancora mi ricordo quella serata. Quando rientrai in casa, cera un silenzio insolito. Mia moglie, Paola, mi aveva avvisato la mattina stessa che avrebbe fatto tardi al lavoro: il direttore aveva deciso per una revisione dei conti straordinaria.
Mi sedetti in cucina, aprii il frigorifero nemmeno lombra di una cena pronta. Sospirai, misi su lacqua per il tè, mi preparai due tramezzini e mi posizionai sul divano davanti alla televisione.
Dopo qualche minuto a zappare col telecomando, finalmente trovai una partita di serie A. Ma non era destino godermi la serata: sentirono bussare di nuovo, e stavolta era mia madre, Antonella Rossi. Entrò senza il minimo preavviso, buttando allaria la calma di casa.
Federico, senti cosa ho appena saputo da Patrizia! esclamò subito, agitata.
Ma cosa è successo, mamma?, le chiesi con la speranza che non fosse nulla di grave.
La tua Paola. Ha un appartamento tutto suo. Lo affitta in segreto e si tiene tutti i soldi per sé!
Mamma, ma davvero credi a tutto quello che ti dice Patrizia? Quella non fa altro che sparlare di tutti al bar e tu pure le dai retta…
Lo so che Patrizia a volte esagera, ma questa volta è vero! Perché so di chi lo sta affittando: la nipote della sua vicina. Una coppia di giovani appena sposati, pagano seicento euro al mese e sono pure contenti del prezzo! E Paola li ospita già da due anni… Fidati, non è mica il primo inquilino che cambia.
Caspita pensai tra me e me. Ma come mai lei non mi ha mai detto niente?
Quando torna da lavoro la signora, la interroghi per bene. Io comunque sono sicura: tua moglie si sta facendo il piano B. Raccoglie soldi per poi lasciarti e magari anche portarti via tutto! concluse mia madre lapidaria.
Dopo circa unora e mezza arrivò finalmente Paola, un po stanca ma sempre attenta. Mia madre non aveva intenzione di andarsene: stava aspettando il momento di lanciarsi allattacco. Intanto aveva già preparato una cenetta e rifocillato me.
Appena entrata, Paola si trovò davanti due paia di occhi giudicanti.
Cominciò subito mia madre: Avanti, cara, che segreti hai tenuto nascosti a mio figlio?
Ma veramente, nessun segreto… rispose placida Paola.
Nessuno? E l’appartamento in via Verdi, al numero ventiquattro?
Cosa c’entra il mio appartamento con i segreti? replicò mia moglie, visibilmente sorpresa.
C’entra, eccome! Lo affitti e prendi tutti i soldi senza mai dire nulla a Federico! incalzò Antonella.
Paola… questa volta intervenni anche io, Da dove spunta fuori questa casa? Non mi hai mai detto che la affittavi… E tutti quei soldi, dove sono finiti?
Paola mi guardò con calma e disse:
Lappartamento era di zia Gabriella, cugina di mia madre. Quando è venuta a mancare quasi tre anni fa, te lavevo detto. Tu stesso hai commentato: Finalmente smetterai di correre da quella vecchia signora. Quando poi ti chiesi una mano per organizzare il funerale, mi rispondesti che avevi troppo da fare in ufficio…
E come mai lo ha lasciato proprio a te? domandò mia madre, ancora più sospettosa.
Forse perché ero lunica a farle compagnia rispose Paola guardando altrove.
Ma perché non hai mai detto a Federico di questa eredità?
E che centra Federico con la mia eredità?
Ma come che centra!? È tuo marito! si alterò Antonella.
E quindi? replicò Paola.
Non fare la finta tonta! I soldi dellaffitto dovevano essere messi nel bilancio familiare, invece te li sei spesi per i fatti tuoi! sbottò mia madre.
Li ho spesi come volevo perché ne ho il diritto! Leredità è mio bene personale, e tutto ciò che ricavo che sia vendita o affitto è mio. Non ho alcun dovere di render conto a nessuno! ribatté Paola, ferma.
E io che lanno scorso ho speso due stipendi per aggiustare la macchina… Se sapevo che tu avevi i soldi potevi aiutarmi! intervenni con amarezza.
Federico, quella è la TUA macchina, non la mia. Quando ti chiedo di accompagnarmi da qualche parte, non puoi mai o mi dici di prendere un taxi! Lanno scorso mi hai portata a fare la spesa prima di Natale, poi quella volta che hai dimenticato le chiavi dellufficio e mi hai passata a prendere, e infine al pronto soccorso quando mi sono fatta male alla caviglia. Ma dovrei io riparare di tasca mia una macchina che non uso praticamente mai?
Quanti soldi hai messo da parte, allora? Forse hai già un gruzzoletto? domandò Antonella con tono velenoso.
Qualcosa cè, ma di certo non un milione. A proposito, ti ricordi che hai due figlie alluniversità? Quando è lultima volta che gli hai mandato qualche soldo? rispose Paola rivolgendosi a me.
Ma studiano e lavorano… provai a giustificarmi.
Lavoricchiano! Se dovessero davvero mantenersi da sole, non riuscirebbero nemmeno a frequentare le lezioni!
Senti, ma perché non hai detto subito della casa? insistetti.
Perché sapevo benissimo che sarebbe successo questo teatrino! E poi: lho visto proprio con i miei occhi cosa hai fatto tu, mamma, con la moglie di tuo fratello Andrea.
In che senso? domandò Antonella.
Avete rotto le scatole per un anno intero a Simona perché vendesse il suo appartamentino per comprarvi la casa in montagna. Lavete intestata a voi e ora Simona per andare lassù deve chiedervi il permesso perfino per invitare unamica a pranzo! Però, per raccogliere le patate nellorto non ce lo dovete mica chiedere…
Sei proprio egoista, Paola! sbraitò mia madre.
Imparo da voi, Antonella! ribatté mia moglie senza scomporsi.
Federico, hai sentito? Tua moglie mi manca di rispetto!
Io dico solo la verità, mamma. Vi siete precipitate tutte qui appena avete saputo della mia eredità. Per far cosa?
Dovevo dirlo a Federico! rispose mia madre.
Glielhai detto. E adesso?
Voglio che Paola smetta di nascondere i soldi e che li metta nella cassa comune!
Ma li spendo comunque per la nostra famiglia. Solo che lo decido io come. Non per la macchina di Federico e nemmeno per la manutenzione della tua casa in montagna! spiegò Paola, decisa.
Si poteva discutere insieme su come spenderli! protestò mia madre.
Ma davvero pensi che a quarantasei anni non sappia prendere decisioni autonomamente?
Però bisogna tener conto anche delle esigenze degli altri! ribatté Antonella.
Degli altri… O dei tuoi? Ecco perché non ho detto nulla: così posso spendere solo per me e per le mie figlie!
Quindi spenderai tutto da sola? chiese ancora una volta mia madre.
Esatto.
E non dividerai con tuo marito?
Se lo riterrò giusto, sì. Ma li userò solo per la mia famiglia: mio marito, le nostre figlie e me stessa. Il resto sono parenti, non famiglia!
Rimase così. Nonostante tutti i tentativi di Antonella di ottenere “la sua parte”, Paola non ha ceduto di un millimetro. Mia madre, però, non ha smesso di provarci con ogni scusa, sempre secondo lei per giustizia.
Paola però non si è lasciata smuovere. E oggi posso dire che in fondo aveva ragione: certe scelte devono essere rispettate, soprattutto quando parlano di autonomia e fiducia. Ho imparato che la vera famiglia la si costruisce nel rispetto reciproco, e che alcune questioni personali vanno lasciate davvero… personali.






