Ho scoperto che mio marito mi tradiva quando ha iniziato a spazzare la strada: sembra assurdo, ma da elettricista che lavorava sempre in garage, non aveva mai toccato una scopa, finché nella casa accanto non si è trasferita una nuova vicina…

Ho scoperto che il mio ex marito mi tradiva perché ha iniziato a spazzare la strada davanti casa.
Sì, lo so, sembra una barzelletta alla napoletana, eppure è successo davvero. Lui, Giancarlo Bellini, elettricista di professione, lavorava da casa (aveva la sua officina nel garage) e passava le giornate tra fili, cacciaviti e clienti sudati. Fare le faccende domestiche? Macché! Non le sopportava e non era di certo uno di quelli che si offrono spontaneamente. Quando aveva del tempo libero, lo trascorreva sdraiato sul divano a vedere la partita, a bere una Peroni con gli amici o a preparare una costata sulla griglia. Un uomo tranquillo, niente scenate, niente serate folli in discoteca, niente che potesse destare sospetti.

Abitavamo in una via sterrata, larga, costeggiata da grandi platani che perdevano foglie anche destate (probabilmente per la disperazione). Vento, polvere, fango: una gioia. Spazzare era un lavoro quasi quotidiano e, guarda caso, indovina chi se ne occupava? Sempre io! Mi alzavo alle sei, preparavo il caffè, sfornavo i cornetti e, tra una mescolata e laltra, mi mettevo a spazzare davanti al cancello.

Un giorno si è trasferita accanto una nuova vicina: nulla di strano, quella casa era sempre stata in affitto e cambiava inquilini più spesso delle mutande. Qualche mese dopo il suo arrivo, Giancarlo comincia con questa storia:
No, dai, oggi spazzo io. Vai a fare colazione tranquilla.

Allinizio pensavo si fosse svegliato improvvisamente gentile e usavo quei venti minuti per lavare i piatti, sistemare il bagno, leggere due pagine del mio romanzo preferito. Non lo guardavo. Non avevo motivo di farlo.
Poi però la cosa è diventata abitudine. Ogni santo giorno. Sempre alla stessa ora, alle sette spaccate. Giancarlo, che non ha mai rispettato un orario per niente (a parte il pranzo di Natale), adesso era preciso come l’orologio del municipio.

La curiosità mi ha fregato: un mattino mi affaccio e lo becco lì, fermo con la scopa in mano, che chiacchiera allegro-allegro. Con chi? Con la vicina la famosa Sofia, quella nuova appena arrivata da Napoli. Allinizio penso: Capirai, una chiacchiera da cortile.
Ma il giorno dopo: uguale. E il giorno dopo ancora. Ad ogni scopa, una conversazione. Sospetto che si stiano dando appuntamento sotto il mio naso.

Comincio a tenere docchio la situazione. E non era solo la mattina! Un sabato sera, Annuncia che esce con gli amici per una birra. Solito trantran. Appena apre la porta, vedo Sofia che fa la stessa cosa, nello stesso momento ed esclama:
Oh, buonasera, Giancarlo! Che coincidenza, anchio stavo per uscire!
Gli sorride e si allontanano insieme, come se dovessero andare a una festa della Pro Loco.
Il weekend dopo, nuovo capitolo: Giancarlo annuncia che va a giocare a calcetto. Lui, che suda solo a vedere una partita in TV Esce e pochi istanti dopo Sofia pure, telefono allorecchio, passo deciso, segue la stessa direzione.

Prove concrete zero. Niente messaggi, niente foto. Solo appuntamenti sospetti e orari che combaciano fin troppo bene.
Una mattina non ci giro più intorno, lo affronto direttamente:
Giancarlo, lo so che stai con la vicina.
Mi guarda stupito come se avessi detto che ho visto il Papa che gioca a bocce.
Allinizio nega, poi abbassa lo sguardo e confessa:
Sì, sto con lei. Mi sono innamorato.
A quel punto gli urlo di fare le valigie subito e andarsene di casa. Nessun figlio, nessuna trattativa. E lapoteosi della storia? Giancarlo si trasferisce letteralmente a casa di Sofia, proprio a fianco. Basta attraversare la staccionata: non serve nemmeno suonare il citofono.

Non ci sono rimasti a lungo, eh. Due mesi dopo si sono dileguati entrambi, come se fossero andati a coltivare limoni in Sicilia. Nessuno ha mai capito come sia finita. Sono spariti da Modena e non ne ho saputo più nulla. I vicini spettegolavano, i parenti chiedevano notizie, ma io ho preferito farmi i fatti miei tutto sommato, la via ora la spazzo solo quando pare a me.

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