Ti Restituirò Tutto, Te lo Prometto!

28 aprile, 2025 Diario di Vittoria

Ho promesso a me stessa che avrei restituito tutto, ma questa settimana è stata una vera giostra di emozioni.

Alessandra, la sorella di Marco, è entrata nel nostro soggiorno di Milano con lo sguardo disperato, le mani che tremavano leggermente mentre si spostava da un piede allaltro. Non puoi aiutarmi, vero? ha chiesto, e subito le lacrime hanno iniziato a scorrere lungo le guance. Domani ha un colloquio di lavoro cruciale, mi ha detto, e non ha nulla di adatto da indossare. Ho solo jeans usurati e magliette vecchie, si è lamentata, asciugandosi il naso con la manica.

Io, stanca, ho sospirato. Alessandra è sempre stata brava a far colare le lacrime al momento giusto. Il tuo armadio è pieno, lo sai, ho osservato, cercando di sembrarle distaccata. Ma lei ha replicato, Non cè nulla che vada bene! Devo apparire seria e raffinata, non come una studentessa!

Il suo pianto è diventato più forte, la voce tremante di un dolore che sembrava sincero. Se non ottengo quel lavoro, resterò senza soldi! È unofferta imperdibile, non troverò nulla di meglio! ha esclamato. In quel momento è entrato Marco, il fratello di Alessandra, e ha sentito il trambusto.

Michele, capisci? ha iniziato Alessandra, rivolgendo lo sguardo a Marco. Domani ho il colloquio e tu non vuoi prestarmi dei vestiti! Che tirchio! Marco, un po perplesso, ha guardato me. Vittoria, non siamo estranei. Non è difficile condividere un capo? ho provato a spiegare, ma lui mi ha interrotto: Che cosa cè di così terribile? Alessandra ti chiede aiuto in un momento difficile, e tu ti comporti da avara.

Le lacrime di Alessandra si sono asciugate lentamente mentre guardava Marco con gratitudine. Io ho stretto i denti. Per favore, ti prometto che non rovinerò nulla, lo restituirò in perfette condizioni! ha implorato. Marco ha annuito, confermando: Certo, la restituisce. È solo un vestito, dopotutto.

Sotto la pressione di entrambi, ho ceduto. Va bene, prendete quello che volete, ho detto mordendo la lingua, e ho camminato verso la camera da letto. Lì, davanti al guardaroba, la mia mano ha toccato per caso un elegante completo pantalone di velluto blu scuro, un capo che avevo comprato per occasioni speciali e indossato solo un paio di volte. Lho preso e lho portato in soggiorno.

Alessandra lha afferrato subito, accarezzandolo con entusiasmo. Che bello! Grazie mille, mi sentirò una regina, una vera principessa! ha esclamato, ma il suo volto è cambiato un attimo dopo. E le scarpe? Servono scarpe adatte a questo completo. Ho cercato di protestare, ma lei ha continuato: E gli accessori! Una borsa elegante è indispensabile, altrimenti lintero look cade a pezzi. Marco ha confermato: Non puoi andare a un colloquio con le sneakers.

Ho stretto i pugni, la sua audacia non conosceva limiti, e Marco continuava a sostenerla. Ho cercato di mantenere la calma e ho nuovamente accettato. Dalla sezione delle scarpe ho tirato fuori una paia di décolleté nere con tacco medio, ho aperto il cofanetto dei gioielli e ho scelto delle piccole orecchini di perla. Infine ho preso una borsetta di pelle nera, piccola ma di classe.

Ecco, questo è tutto ciò che ti serve. Spero che trovi anche dei intimi adatti, le ho detto, con un tono appena sarcastico. Sei davvero una salvatrice! ha applaudito Alessandra, passando sotto il mio sarcasmo, e ha assicurato: Restituirò tutto in perfetto stato, lo prometto!

Lha raccolto tutto in una mano e si è diretta verso la porta, quasi temendo che cambiassi idea. Grazie ancora, ha gridato mentre usciva.

Marco mi ha avvolto le spalle. Vedi quanto è felice? Perché ti sei opposta a una semplice richiesta? Il tuo completo non lo mangerà, no? Gli ho risposto onestamente: Non mi piace condividere le mie cose con estranei. Estranei? ha sbottato. È mia sorella, non una sconosciuta! Io ho replicato: Per me è comunque un estraneo, e lo sai bene.

Marco ha scrollato le spalle, è andato in cucina a borbottare sul femminile malevolo. Una settimana è passata. Ho provato più volte a chiamare Alessandra, ma rimandavo sempre la conversazione. Alla fine la pazienza è scoppiata.

Pronto, Alessandra, quando mi restituisci i vestiti? ho chiesto. Dallaltro capo della linea si è sentito un rantolo irritato. Ciao, Vicky. Ho un piccolo inconveniente ho iniziato. Che inconveniente? ho chiesto, il tono teso. Ho rovesciato del caffè sul completo, cè una macchia non riesco a toglierla. Cosa?! ho esclamato. E la borsa è stata rubata, mi lhanno strappata dalle mani per strada! Le scarpe il tacco si è rotto mentre inseguivo il ladro! Restituirò gli orecchini più tardi, ok?

Non riuscivo a credere a quello che sentivo. Sei scherzosa? Stai facendo uno scherzo? ho chiesto, quasi in preda al pianto. Scusa, Vicky, ho una chiamata urgente, sentiamoci più tardi, ha interrotto, chiudendo la linea.

Il suo racconto mi ha lasciato incredula. Un mese dopo Alessandra è tornata alla porta di casa nostra, con unaria ancora più lamentosa. Vicky, ho un evento aziendale e non ho nulla da indossare! ho risposto freddamente: Sei davvero una moneta da spendere, non ti vergogni di chiedere dopo quello che è successo lultima volta? Per favore, ti prometto che sarò più attenta! ho alzato la voce, chiudendo la porta davanti a lei.

Quella sera Marco è tornato a casa di cattivo umore. Che diavolo fai? mi ha accusato, Alessandra ti ha chiamata in lacrime! Come hai potuto trattarla così? Potevo farlo, ho risposto calma, non le darò più i miei vestiti. Marco ha replicato: Ma è una brutta cosa rovinare il mio completo costoso, vero? Lo compreremo di nuovo! ho riso, con il tuo stipendio? ha risposto con sarcasmo. Marco ha cercato di difendersi, ma io sono rimasta ferma.

Due giorni dopo sono tornata prima dal lavoro e ho trovato la camera da letto in disordine: larmadio spalancato, i vestiti sparsi sul letto. Con le mani tremanti ho iniziato a raccogliere gli indumenti. Mentre lo facevo, ho notato lassenza del mio vestito da sera bordeaux, delle nuove décolleté, delle orecchini doro con zaffiri e del piccolo clutch di perle.

Ho chiamato subito Marco. Che è successo? Hai rovinato il nostro armadio? Dove sono i miei vestiti? Marco, con voce tranquilla, ha risposto: Alessandra è entrata, le ho dato tutto quello che le piaceva. Domani li restituirà. Sei impazzito? ho urlato. Hai rifiutato di condividere, così ha preso quello che voleva! Domani sarà tutto a posto, mi ha detto, quasi con un sorriso.

Ho chiuso il telefono, ho preso le chiavi della macchina e sono corsa a casa di Alessandra. Quando ha aperto la porta, il suo viso era sorpreso. Vicky ho iniziato, ma ho subito chiesto: Dove sono i miei vestiti? Quali vestiti? ha risposto fingendo innocenza. Lho respinta e sono entrata.

Nel suo armadio ho trovato il completo che mi aveva detto di aver rovinato, intatto, le scarpe con il tacco perfetto, la borsa sul ripiano, e tutti gli altri capi che aveva preso quel giorno. Mi hai mentito! ho sussurrato, il cuore che batteva allimpazzata. Non è andata mai storto nulla! ha protestato Alessandra, ma io lho bloccata sulla porta. Spiegami perché hai mentito! ho chiesto. Non volevo restituire i vestiti, mi sono piaciuti sei una ladra! ha strillato, mentre io raccoglievo le mie cose.

Ho lasciato la sua casa, con un sacco pieno di vestiti, e ho detto: Ringraziati di non chiamare la polizia! Marco mi aspettava a casa, visibilmente sconvolto. Alessandra ha chiamato, stava piangendo dice che lhai insultata, minacciata. Lho insultata? ho risposto, posando la borsa sul pavimento. Era una ladra, ha rubato i miei vestiti e ha mentito! Ho mostrato a Marco il completo senza macchie e le décolleté intatte.

Marco è rimasto in silenzio, osservando i capi perfetti. Marco, ricorda una volta per tutte: se succede unaltra cosa del genere con tua sorella, me ne vado. Per sempre. Decidi cosa è più importante: il nostro matrimonio o i capricci di questa ladra. Il suo viso si è sbiancato. Non lo sapevo, giuro ha balbettato. Ora lo sai. Nessuno può toccare le mie cose senza il mio permesso. È mia proprietà, non un bene comune per i tuoi parenti.

Ho chiuso gli occhi, sentendo il peso di quella decisione. Non mi importa più di Alessandra; potrà comprare i propri vestiti con i propri soldi. Lunica cosa che conta è che io abbia riacquistato il rispetto per me stessa e per la mia casa.

Vittoria.

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