L’amore dei genitori: una giornata felice dai nonni tra coccole e biscotti, il rientro in taxi con i bambini addormentati, uno stop veloce in negozio, una macchina sbagliata e un attimo di puro panico… finché scopri che il cuore di mamma è sempre pronto a diventare un leone per proteggere i suoi figli

Lamore dei genitori.

Elisabetta aveva tirato un sospiro stanco, ma colmo di felicità, mentre faceva salire i bambini sul taxi. Miriam aveva quattro anni, Davide appena un anno e mezzo. Avevano trascorso giorni meravigliosi dai nonni: biscotti fatti in casa, abbracci caldi, fiabe sussurrate, e quelle piccole libertà un po più grandi che a casa, concesse soltanto quando si è accolti da chi ti vuole davvero bene.

Anche per Elisabetta questa visita a casa era stata una vera gioia. Genitori, sorelle, nipotinila casa di famiglia la accoglieva sempre, senza domande né condizioni. Il profumo del ragù della mamma, quello che nessuno poteva mai rifiutare. Lalbero di Natale, adornato da luci lucenti e vecchie decorazioni commoventi, superstiti di tante stagioni. I brindisi del papà, forse un po lunghi, ma sempre sinceri. I regali della mamma, premurosi, scelti con attenzione e avvolti damore.

Per un attimo, Elisabetta si era sentita di nuovo bambina, con il desiderio semplice di dire: Mamma, papà, grazie di esistere.

Sistematasi sul taxi insieme ai figli, Elisabetta si rilassò. Il viaggio filò liscio, i piccoli, sfiniti ma felici, si appoggiarono luno sullaltro e si addormentarono, sereni e sazi, sul sedile posteriore.

Durante il tragitto, Elisabetta chiese al tassista di fermarsi davanti a una piccola bottega sulla strada. Scusi un attimo. Prendo pannolini e dellacqua, spiegò gentilmente.

Cinque minuti dopo rientrò, si sedette e sentì il cuore precipitare. I bambini non cerano più!

Sul sedile davanti il conducente stava parlottando con una ragazza sconosciuta.

Non ci credo, mormorò Elisabetta, sconvolta.

La ragazza si girò di scatto: Ma chi sei tu?! Che ci fai nella mia macchina?!

Il tassista scrollò le spalle: Non ne ho idea! Poi, rivolgendosi a Elisabetta: Lei chi è? Che vuole?

Cosa state dicendo?! Dove sono i miei figli?!, urlò Elisabetta, fuori di sé.

La ragazza strillò: Pure figli hai?! Ma sei matto! E iniziò a picchiare il tassista con la borsa.

Ma insomma, chi fai salire in macchina?!, tuonava Elisabetta. Dove sono i miei bambini, dimmelo!

Per alcuni lunghi minuti ci fu un vero caos: grida, accuse, mani che gesticolavano, una tempesta di incomprensioni e rabbia.

Allimprovviso si aprì la portiera. Un signore si affacciò e, con tutta calma, disse: Signora questa non è la sua vettura. La sua è qualche metro più avanti.

Il tempo si fermò. Elisabetta chiuse con foga la portiera, si precipitò verso una vettura identica, parcheggiata poco avanti.

Aprì la porta. Sul sedile posteriore, i suoi bambini dormivano placidamente. Due angioletti, immutati nella loro pace.

Elisabetta tirò un sospiro quasi disperato, come se fosse appena scampata a un baratro. Salì, chiuse piano. Andiamo, sussurrò al tassista.

E la risata esplose, fragile e liberatoria, dapprima incerta e poi incontenibile. Il tassista rise con lei, asciugandosi le lacrime di sollievo, felice di poter raccontare la storia senza drammi, ma con una lezione che sarebbe durata tutta la vita.

Mentre guardava Miriam e Davide dormire, Elisabetta sentì nascere una verità semplice e profonda: i genitori, nella vita di ogni giorno, sembrano distratti, stanchi, a volte sbadati. Ma basta un lampo di pericoloed ecco che dentro di loro si ridestano i leoni.

Senza esitazione, senza pensieri e senza timore. Con un unico impulso: proteggere.

Così funziona lamore. Nel silenzio, quando tutto va bene, e nel suo potere indistruttibile, quando si tratta dei figli.

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L’amore dei genitori: una giornata felice dai nonni tra coccole e biscotti, il rientro in taxi con i bambini addormentati, uno stop veloce in negozio, una macchina sbagliata e un attimo di puro panico… finché scopri che il cuore di mamma è sempre pronto a diventare un leone per proteggere i suoi figli