Sposa a Noleggio: La mia fuga dall’altare, un amore inglese e una nuova famiglia tra Londra e il cuore d’Italia – Storia di Polina, tra il fidanzato di sempre, un marito straniero, suocere italiane e segreti di famiglia

SPOSA A NOLEGGIO

Il matrimonio è annullato! annunciò Caterina ai genitori durante la cena, lasciando cadere la bomba con unalzata di forchetta.

La mamma quasi soffocò la braciola, sentendo quella novità uscire dalla bocca della figlia.

Caterinella! Sei matta? Labito è comprato, le fedi già dal gioielliere, il ristorante di zio Pasquale prenotato da mesi Il tuo Simone aspetta questa giornata come i bambini aspettano Natale Caty, dimmi che scherzi si agitò la mamma, con aria tragica.

No, mamma, sono seria. Io e Patrick tra poco partiamo per Londra. Tutto deciso, Caterina serrò le labbra come solo le ragazze testarde sanno fare.

Ma che Londra! sbuffò il papà. Quella città è tutta strana, nebbia e pioggia. Gente fredda, nessuno parla come noi. Finirai sotto un ponte! E poi questo Patrick per forza, ti ha fatto girare la testa! Sicuro è sposato pure lui, magari con la squadra di calcio di figli! Sarà mica un giovanotto E quel santuomo di Simone, ci vuole bene come fossi figlia sua! Non buttare allaria lamore vero, che poi la vita presenta il conto, supplicava la mamma, affilando lo sguardo come un vecchio prete in confessionale.

Mi prenderò le mie responsabilità, mamma. Non ho paura, la ragazza infilzava i ravioli con aria filosofica.

Dopo due settimane, Caterina e Patrick erano già su un aereo per Londra.

Fin da bambina, Caterina sognava di vedere come vivono gli altri. Si era imparata a memoria il francese, linglese lo parlava meglio dei Beatles e si era iscritta pure a un corso di spagnolo non si sa mai dove ti porta la mingia! Lavorando in unagenzia viaggi come traduttrice, Caterina aveva conosciuto Patrick: alto, occhi chiari, accento da film inglese doppiato male. Doveva accompagnarlo a una serie di conferenze, ma Patrick la puntò subito.

Caterina era spigliata, sempre sorridente e anche carina, diciamolo. Soprattutto: era giovane! Ventitré lei, quarantasei lui. Allinizio, Caterina trovava le attenzioni di Patrick buffe e un po imbarazzanti. Non si aspettava proprio la proposta di matrimonio dopo una settimana di conoscenza. Per buon senso, evitò di dire al nuovo pretendente che già cera un anello e una promessa col suo Simone, matrimonio in vista e tutto.

Un dilemma da manuale. Ma quando ricapita la fortuna di accasarsi con uno straniero? Magari non cè amore, però vuoi mettere la vita nuova? Novità, avventure, altro che i soliti pranzi della domenica! E poi: un marito inglese sarà pure grato di una moglie così giovane, pensava Caterina. Simone? Beh, patirà un po tanto il tempo sistema tutto, si troverà una brava ragazza e via.

Così ragionava, mentre impacchettava la sua vita e la metteva in valigia.

Avvisò Simone al telefono, tutta impettita. Lui non capiva nulla, ma fece il signore: le augurò felicità e si ritirò, ferito, in una lunga sessione di terapia fermentata tra amici e fiaschi di Verdicchio.

A Londra, Caterina era così felice che avrebbe abbracciato anche le cabine telefoniche. Non le pareva vero: davvero i sogni si realizzano?

Patrick la portò in una villa che sembrava daltri tempi. Ad accoglierli cera la famiglia. Due figli grandi: Carlo e Giovanni. (Spoiler: col tempo, Caterina avrebbe sposato proprio Giovanni, e finalmente sarebbe stata felice per davvero.) Dal piano di sopra scese lex moglie di Patrick, Eleonora. Una vera signora: capelli curati, rossetto perfetto e sguardo da regina.

Si infuriò come una gatta.

Sei fuori di testa, Pat? così lo chiamava in casa. Chi è questa e da dove viene? Vuoi farla vivere qui con noi? ormai le urla si sentivano pure dal giardino.

Sì, starà qui. Questo è ancora casa mia, vorrei ricordartelo. Caterina sarà mia moglie. Non tormentarla, Eleonora disse Patrick, mescolando tono scusante e supplica.

A Caterina questa situazione sembrava una commedia degli equivoci. La famiglia, benché divisa, viveva tutta insieme in quella villa. E la scena era chiara: Eleonora comandava con occhio dacciaio su tutti. Ma nel cuore di Caterina aveva già fatto ingresso Giovanni. Altro che Simone, con i suoi tormenti e le scuse disperate. Qui era amore, quello vero, eterno.

Il più giovane, Giovanni, aveva ventiquattro anni ed era tutto sua madre: bello da copertina. Appena vide la misteriosa ospite portata dal padre, tra loro scattò qualcosa di misterioso. Sembrava che le loro anime parlassero in dialetto segreto.

Tempo qualche giorno e Patrick spiegò che occorreva rimandare il matrimonio. Nessuna spiegazione, solo una faccia seria.

Caterina accettò senza fiatare; tanto, a casa sua non ci tornava ma nemmeno per tutto il Parmigiano del mondo.

Le diedero una stanzetta accogliente (in inglese room, ma sembrava una saletta del Quirinale). Con Patrick mantenne rapporti cordiali e casti. Eleonora la ignorava attivamente, come si fa con le piante invadenti.

Passarono tre mesi. In quel tempo, Caterina fece amicizia con Giovanni e scoprì la verità: Patrick e Eleonora, in fondo, non si erano mai davvero lasciati. Si erano separati dopo una lite furiosa, ma in realtà si amavano ancora. La messinscena del matrimonio era solo per far ingelosire la ex moglie. Patrick aveva bisogno di una sposa di facciata ed ecco la nostra Caterina.

Appena la pace familiare sarebbe tornata, le avrebbero regalato biscotti e un biglietto aereo di sola andata per lItalia.

Dopo questa rivelazione, Caterina scoppiò a ridere tra le lacrime: Me lo merito! Adesso sono una sposa a noleggio! Quando penso che ho fatto le valigie per un marito E ora?

Giovanni prese coraggio: Caterina, io senza di te non ci sto!
Anchio, rispose la ragazza. Finalmente! Pensavo non avresti mai avuto il coraggio
Ma come facevo, sapendo che eri la promessa sposa di mio padre? E poi non sapevo niente di queste furbate da genitori finché non me le ha raccontate Carlo. Quando ho saputo che eri libera, ho fatto i salti mortali! Ma dimmi, Caty: avresti davvero sposato mio padre?

Ah, Giovannino! ormai lo chiamava così Da quando ti ho visto, ho cambiato tutti i miei programmi. Avrei detto di no a Patrick, su due piedi.

Si abbracciarono, come una coppia che si trova dopo una lunga guerra.

Caterina, con grande magnanimità, perdonò Patrick e Eleonora. Che vuoi farci, per amore si fa di tutto. Daltronde: chi ama, litiga, e chi litiga poi fa pace. A pensarci bene, cera anche il lato positivo in tutta questa storia: aver trovato il vero amore dallaltra parte del continente!

Hai voglia a correre dietro alla felicità: spesso è già lì, sotto al naso.

Caterina e Giovanni si sposarono presto. Lui, prudente come un nonno calabrese, non voleva rischiare che Caterina scappasse di nuovo, magari col prossimo volo Ryanair. Così non persero tempo: prima arrivò un bimbo, poi dopo due anni una bella bambina.

Giovanni copriva Caterina damore e attenzioni. In quella casa la gioia non mancava mai.
E Patrick ed Eleonora? Finalmente rinsaviti, sistemarono la loro vita. Avevano imparato la lezione e ora si trattavano con attenzione, evitando ripicche teatrali. Amavano spupazzarsi i nipotini, tra una torta e laltra.

Un giorno, Caterina ricevette una lettera trafelata dalla mamma. “Torna a trovarmi, figliola!” invocava. Preoccupata, Caterina si mise in viaggio senza i bambini: troppo piccoli, e poi la nonna Eleonora era felicissima di tenerli.

Caterina partì di corsa per lItalia, col cuore in gola.

Appena arrivò, la mamma la accolse in lacrime, piangendo come unalluvione in campagna:

Oh, Caterinella! Simone, il tuo ex, è morto! E si è portato la moglie con sé schiantati in moto. È rimasta orfana la loro bimba, tre anni appena, poverina. Simone ti ha sempre amato, dopo che te ne sei andata ha trovato questa ragazza di paese, ti assomigliava poco, ma almeno gli voleva bene. Si sono fatti una bella bimba di nome Caterina. Intelligente, non so da chi abbia preso! Peccato per la piccola ora finirà in un istituto, dove vuoi che vada? Ti dirò una cosa: Simone pochi giorni fa mi aveva detto che voleva fare un regalo a Caterina, la vostra, per ricordarla di lui. E guarda un po, il destino se lè portato via prima Il poveretto ci aiutava sempre a casa, pure con la testa piena di grappa. Ora sei in Inghilterra e lui non ha fatto in tempo a e la mamma affondava il viso nel grembiule.

Caterina ascoltò in silenzio, pensò un attimo e poi, con la calma di chi sa il fatto suo, rispose:

In tempo ci è riuscito, mamma. Io e Giovanni adotteremo la piccola Caterina. Sarà questo il regalo di Simone. Sono sicura che Giovanni sarà daccordo. Sai: nella vita ognuno risponde delle proprie scelte

Poi si tirò su, affamata: Ma ora, fammi mangiare qualcosa. Viaggio lungo, fame da lupi! Avresti una mela bella aspra o quei cetriolini sottaceto che piacciono tanto alle donne incinte? Le future mamme, sai devono mangiare per due! concluse strizzando locchio alla mamma, col sorriso di chi la sa lunga.

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