Mio fratello non vuole mettere la mamma in una residenza per anziani, ma nemmeno portarla a casa sua: “Non c’è spazio!”

Mio fratello non vuole che nostra madre vada in una casa di riposo, ma nemmeno la vuole con sé dice che non cè spazio!

Da tre mesi ormai discutiamo su cosa fare di mamma. Dopo lictus non è più autosufficiente: si confonde spesso, non può stare da sola nemmeno un momento. Serve sempre qualcuno accanto a lei. Ho dovuto occuparmene io e mi sembra a volte di badare a una bambina. Ho il mio lavoro, casa, famiglia come faccio a sdoppiarmi? Ho proposto di portarla in una residenza per anziani, ma mio fratello si è fatto subito prendere dalla rabbia accusandomi di essere senza cuore. Eppure non vuole nemmeno portarla a casa sua: vive infatti nellappartamento di sua moglie.

Un tempo eravamo una famiglia molto unita: classica famiglia italiana di quattro persone. Mio fratello, più giovane di me di un anno, ed io. I nostri genitori ci hanno messi al mondo già in là con gli anni. Ora io ho 36 anni, mio fratello 35, mamma 72. Fino alla morte di papà andava tutto bene.

Poi mio fratello ha lasciato Napoli per andare all’università a Milano e lì si è fermato, ha trovato lavoro e si è sposato. Io invece sono rimasto nella città natale. Prima vivevo con i miei, poi dopo aver sposato mia moglie, abbiamo preferito affittare casa noi, sperando poi di comprarne una e mettere su famiglia. Era il nostro piano.

Papà è venuto a mancare appena due anni fa. Da allora mamma si è incupita e sembrava smarrita senza di lui. È invecchiata allimprovviso. Ultimamente stava spesso male e sei mesi fa ha avuto un ictus. Ci aspettavamo il peggio non parlava più, non si muoveva bene, era completamente dipendente dagli altri. Col tempo ha recuperato un po, ma a livello mentale è rimasta segnata.

I medici ci hanno detto che non guarirà del tutto. Così sono stato costretto a prendermi cura di lei. Assieme a mia moglie ci siamo trasferiti nella sua casa. Ho lasciato il lavoro in ufficio per fare il libero professionista, così posso stare vicino a mamma. Non si può lasciarla sola. E, anche quando ha recuperato la mobilità, le cose non sono certo state più facili.

Parlava senza senso, girava per casa smarrita. Dovevamo correre dietro di lei, non si riusciva a tenerla ferma; piangeva e diceva che papà la stava aspettando da qualche parte. Una tortura. Dormivo male, sempre in ansia che sparisse da casa. Non riuscivo nemmeno a lavorare come si deve. Il mio rendimento era pessimo: non riuscivo a concentrarmi su niente. Mio marito ha suggerito di trovare un posto in una casa di riposo.

Naturalmente, costa moltissimo, ma se ci mettiamo tutti, possiamo pagare la retta. Mi ha detto: Ci sei anche tu e tuo fratello fatelo insieme, è più giusto.

Ci ho pensato molto prima di decidermi: era evidente che non cerano altre soluzioni. Per quanto tempo ancora potrei farcela? In una casa di riposo avrebbe assistenza continua e cure mediche. Ho visitato alcune strutture, mi sono informato. È davvero molto caro, ma che scelta ho?

Ho chiamato mio fratello per spiegargli i fatti, sperando che li capisse. Ma si è arrabbiato furiosamente.

Sei impazzito? Vuoi davvero spedire nostra madre in una casa di riposo? Sono posti freddi, tra sconosciuti! Come fai a sapere come sarà trattata? Sei senza cuore! ha urlato al telefono. Vuoi solo sbarazzarti di lei?

Ho provato a spiegarmi, ma non voleva ascoltare. Così ho continuato a occuparmi di mamma da solo, finché ho iniziato a sentirmi sopraffatto. Sono tornato a parlare con mio fratello, ma non ha cambiato idea.

Secondo lui sarebbe una crudeltà farlo a nostra madre, che ci ha allevato e cresciuto sia io che lui siamo cresciuti in famiglia, non in orfanotrofio e non si è mai lamentata della fatica.

Dice che siamo entrambi suoi figli, e quindi dovremmo prenderci entrambi la responsabilità, ma alla fine la realtà è che tutto ricade su di me. Provo a proporgli di portarsela a Milano, così può dimostrarle tutto il suo amore.

Risponde che vive con sua moglie, e che non sa come convincerla a prendersi cura della suocera.
Ma allora, se la mia consorte può occuparsi di mia madre, perché la tua no?
Vivi con mamma, tu e tua moglie: è naturale che vi prendiate cura di lei.

Gli ho detto che potrei anche andarmene allora lui e sua moglie possono trasferirsi qui. Mio fratello tergiversa dicendo che lavora tanto e non può permettersi distrazioni, e che io voglio solo liberarmi dalle responsabilità.

Mi sento in trappola. Da una parte so che lunica soluzione è portare mamma in una struttura specializzata: sarebbe meglio per tutti. Ma dallaltra ho paura di sentirmi un figlio ingrato. Mio marito è dalla mia parte, dice che mamma avrà aiuto lì. Che anche noi abbiamo diritto a vivere la nostra vita.

Ho deciso di aspettare una settimana. Se mio fratello non cambia idea e non si rende disponibile, dovrò fare come credo sia meglio per tutti. Mamma andrà in casa di riposo. Tutti ormai danno consigli, ma solo io so quantè difficile occuparsi di una persona malata. E che mio fratello si inventi pure tutte le scuse che vuole con i suoi amici io ne ho abbastanza.

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