La promessa che cambia la vita: amicizia, amore e responsabilità tra le strade d’Italia, dalla trasferta lavorativa al coraggio di mantenere la parola data dopo una tragedia – storia di Denis, Kirill e dell’indimenticabile legame che unisce le loro famiglie nella speranza e nel dolore

La Promessa

Il volante stretto tra le mani, Riccardo guidava sicuro sulla tangenziale di Firenze, con accanto lamico Matteo. Tornavano da una trasferta a Bologna, spediti dal capo per un affare che aveva chiesto due giorni pieni.

Te lho detto, Teo, che saremmo tornati trionfatori. Abbiamo chiuso il contratto per una cifra enorme, il capo salterà di gioia, sorrideva Riccardo con quella gioia che solo tra amici si conosce.

È vero, ci è andata proprio bene, confermò Matteo, collega di anni nello stesso ufficio.

È bello tornare a casa quando ti aspettano, aggiunse Riccardo, la mia Ilaria è incinta, soffre la nausea mattutina. Mi fa una tenerezza incredibile, ma abbiamo voluto tanto questo bambino, e lei dice che sopporterà tutto pur di averlo con noi.

Un figlio già, è bello, sospirò Matteo. Lui e sua moglie, Caterina, da sette anni tentavano, ma Caterina non riusciva a portare avanti la gravidanza. Ora si preparavano alla seconda procedura di fecondazione assistita, la prima era fallita.

Riccardo si era sposato tardi, a trentadue anni. Aveva avuto altre donne, sì, ma nessuna gli aveva fatto perdere la testa. Invece, con Ilaria, fu amore a prima vista, e da quel momento nessunaltra esisteva per lui.

Quando Riccardo presentò Ilaria a Matteo, poi fu proprio Matteo il testimone alle loro nozze. Un po aveva invidiato lamico: così bella e gentile Ilaria, era facile innamorarsene.

La pioggia sottile dottobre batteva sul parabrezza, i tergicristalli ogni tanto spazzavano via le gocce, mentre i due amici chiacchieravano allegri. Il telefono di Riccardo squillò, lui rispose.

Amore, stiamo tornando, tra due ore sono a casa. Tu come stai? Ancora così? Mi raccomando, niente pesi. Appena arrivo, faccio tutto io. Un bacio, a dopo.

Matteo ascoltava, e immaginava Ilaria a casa che lo aspettava, pensierosa. “Caterina invece non chiama mai pensa che io sia incatenato a lei, non si preoccupa mai. Lei è tutta lavoro e casa.”

Allimprovviso, Riccardo sterzò bruscamente: un furgone stava sbandando contro di loro. Impatto inevitabile. Allultimo, Riccardo riuscì a buttare la macchina contro un palo dal suo lato, finendo fuori strada. Matteo si risvegliò frastornato, la testa che pulsava, sangue sulla mano. La porta dalla sua parte era spalancata. Guardò Riccardo: non si muoveva.

Le auto si fermarono e alcuni passanti corsero verso di loro. Matteo si ritrovò disteso sullerba bagnata, la testa in subbuglio, in attesa dellambulanza. Riccardo venne estratto dalla macchina, steso su una barella. Matteo si chinò e sentì le sue ultime, fioche parole:

Aiuta Ilaria

Portati in ospedale, a Matteo diagnosticarono frattura al braccio e forte commozione cerebrale. Continuava a chiedere imperterrito ai medici:

Riccardo? Il mio amico?

Una infermiera si avvicinò tremando:

Riccardo non ce lha fatta

Matteo cadde in uno stato di cupa disperazione. Non poté nemmeno esserci ai funerali. Caterina venne da lui e raccontò quanto Ilaria avesse pianto davanti alla bara, incredula e stremata dal dolore.

Alla fine della convalescenza, Matteo e Caterina andarono al cimitero di Firenze. Davanti alla tomba dellamico, Matteo fece una promessa silenziosa:

Non preoccuparti, fratello. Di tua moglie me ne occuperò, come mi hai chiesto

Dopo qualche giorno, si presentò a casa di Ilaria con aria timida e commossa. Lei gli aprì in lacrime.

Come farò senza di lui? Non riesco ad accettare che Riccardo non tornerà mai.

Ilaria, ho promesso a Riccardo che ti avrei aiutata. Non sei sola. Telefonami sempre quando hai bisogno. Verrò ogni volta che serve.

Il tempo passava. Ilaria riprese un po di forza, nonostante il timore che la gravidanza potesse interrompersi per lo shock. Il medico la controllava spesso. Matteo veniva due volte a settimana: le portava la spesa dal supermercato, vitamine e la accompagnava alle visite. Ilaria non abusava mai della gentilezza dellamico; chiedeva solo quando era davvero necessario.

Matteo, mi sento in colpa a disturbarti così spesso

Ti aiuto volentieri, e poi lo devo a Riccardo.

Matteo provava per Ilaria un turbinio di emozioni. Era la donna dei suoi sogni, eppure la situazione lo lasciava spaesato.

Intanto lui e Caterina continuavano il calvario tra esami e medici, tracciando orari e speranze ormai tradite. Linfertilità era diventata una loro dolorosa abitudine. Caterina ignorava che il marito aiutasse Ilaria; lui teneva il suo numero nascosto in rubrica sotto Solidarietà, consapevole che la moglie avrebbe notato i contatti.

Dopo il secondo insuccesso, la tensione aumentò fra i due coniugi: Caterina biasimava Matteo, mentre lui non sapeva più cosa pensare.

Caterina si accorgeva che suo marito era cambiato: distratto, spesso irritato, sempre fuori casa per impegni. Lidea del tradimento non la convinse mai veramente; in fondo tra loro era tutto normale, almeno sotto certi aspetti.

Intanto, sul lavoro, le cose andavano a gonfie vele. Matteo riprese il progetto che aveva avviato con Riccardo e chiuse un contratto di gran successo.

Ilaria, intanto, col passare dei mesi si faceva sempre più fragile. I genitori erano lontani, in Sicilia, e in città non aveva nessuno. Soffriva di gonfiori e mal di testa, ma non si lamentava mai troppo con Matteo.

Un giorno Matteo si presentò con la borsa della spesa e la trovò arrampicata su una scala, intenta a sistemare le tende nuove.

Ho pulito la finestra, ora metto queste, disse Ilaria, sorridendo nonostante la fatica.

Scendi subito, ordinò Matteo, fissando il suo pancione, basta un attimo e perdi il bambino!

Le diede una mano, le loro mani si sfiorarono, Matteo sentì un brivido percorrerlo.

Grazie balbettò Ilaria, poi corse in bagno, vinta dalla nausea.

Matteo sospirò, asciugandosi il sudore dalla fronte. Pensò: Chissà se Riccardo mi vede da lassù Tutto questo lha chiesto lui.

Pochi giorni dopo, Ilaria chiese:

Matteo, mi aiuti a sistemare la cameretta del bambino? Dopo non avrò tempo, ho visto delle carte da parati bellissime vicino a Villa Borghese.

Matteo si fece carico dei lavori, non poteva tollerare che Ilaria si affaticasse. Lavorarono insieme, anche se spesso lei faceva solo da supervisora. Finirono il restauro. Matteo era combattuto tra il dolore di Caterina, ormai ossessionata dalla sterilità, e la gioia mista a apprensione per Ilaria, ormai vicina al parto.

Caterina capì che doveva salvarsi, tornare a vivere. Si immerse nel lavoro e iniziò a scrivere articoli di approfondimento piuttosto apprezzati. Un noto mensile le propose di tener cura di una rubrica; accettò al volo, desiderosa di distrarsi. La paga fu ottima: ricevette ben due mila euro per la collaborazione. Tornò a casa radiosa, portando una spesa sontuosa e un paio di bottiglie di buon Chianti.

Evelina, che succede? Festeggiamo qualcosa? chiese Matteo, rientrando dal lavoro.

Certo! Mi hanno pagato e finalmente ho ottenuto un riconoscimento. Dobbiamo brindare!

La tavola imbandita, vino, tv accesa su un vecchio film, a tentare di ritrovare lintesa di una volta. La serata sembrava promettere bene.

Allimprovviso squilla il cellulare di Matteo. Caterina, curiosa, sbircia lo schermo: Solidarietà. Lui si alza e corre in cucina.

Cosa accade? sussurra lui, agitato.

Matteo, scusa ma sto per partorire. Ho appena chiamato lambulanza

Ma è ancora presto!

Sono al settimo mese, può capitare così, sentiva che parlava soffrendo.

Va bene, arrivo subito.

Matteo si veste precipitandosi fuori, Caterina lo segue con lo sguardo carico di domande.

Dove stai andando?

È il capo, mi ha chiamato per una questione di solidarietà importante dopo ti spiego tutto. Devi fidarti.

Ma Caterina non ci credeva:

Quale solidarietà, quale capo Che cosa mi racconti?

Matteo si gettò in auto e corse verso il policlinico. Arrivato, seppe che Ilaria era già stata ricoverata. Attese due ore: la notizia lo colpì come una scarica di energia Ilaria aveva avuto un maschietto. Si sentì finalmente sollevato e tornò a casa esausto, pensò solo: Grazie a Dio, è andata bene.

Caterina non dormiva, lo fissò appena entrato, vedeva la fatica dipinta sul suo viso.

La tua solidarietà ti ha proprio spremuto, eh? ironizzò.

Matteo si lasciò cadere sul divano, esausto.

Sì, Caterina. Ilaria ha partorito Ho promesso a Riccardo di aiutarla, lei non ha nessuno.

Ho capito. Tutto torna sussurrò la moglie, e ora dovrai aiutare anche con il bambino, vero?

Proprio così, ammise Matteo sinceramente.

Allora basta, Caterina pronunciò la condanna, non posso sopportare che spendi il tuo tempo con il figlio di un altro quando noi non ne avremo mai. Farò richiesta di divorzio, e tu fai quello che vuoi. Forse troverò un altro uomo, forse riuscirò ad avere un figlio da lui.

Matteo la guardò, capì che per lei era sempre colpa sua se non avevano figli.

È una tua scelta, Caterina, non posso negarla. Io devo mantenere la promessa fatta a Riccardo.

Passarono i mesi. Caterina chiese il divorzio. Matteo si trasferì da Ilaria, aiutava lei e il piccolo Giulio. Dopo un anno si sposarono. Due anni dopo nacque anche una figlia.

Grazie di cuore per aver seguito questa storia. Che la vita vi sorrida sempre!

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