Lamore non si mostra
Antonella esce dalla cascina con un secchio pieno di pastone per i maiali e, accigliata, passa accanto al marito Gennaro, che da tre giorni non si stacca dal lavoro al pozzo. Gli è venuta la voglia di farlo tutto intagliato, per bellezza; come se non ci fossero già mille altre cose da fare! Lei si dà da fare con la casa, nutre gli animali, e lui, con lo scalpello in mano, pieno di trucioli, la guarda sorridendo. Che marito le ha mandato il destino? Non dice mai una parola dolce, né un pugno sul tavolo quando serve, lavora in silenzio e, a volte, si avvicina solo per accarezzarle la spessa treccia castana, guardandola negli occhi: e questa sarebbe la sua dolcezza. Ma come le piacerebbe sentirsi chiamare stellina, colombella
Si perde nei pensieri sulla sua sorte di donna, quando rischia di inciampare su vecchio Bricco, il cane, e cadere a terra. Gennaro le si avvicina di scatto, la sostiene e lancia uno sguardo severo al cane:
Ma che combini, Bricco? Vuoi far cadere la padrona?
Bricco abbassa colpevolmente lo sguardo e va verso la cuccia. E Antonella si stupisce ancora una volta di come gli animali capiscano suo marito. Una volta glielha chiesto, e lui ha risposto semplicemente:
Amo gli animali, e loro ricambiano.
Antonella sogna anche lei lamore: che lui la prenda in braccio, le sussurri parole ardenti, le lasci ogni mattina un fiore sul cuscino… Ma Gennaro non è tipo da carezze, così tanto che Antonella ormai dubita se la ami davvero almeno un po.
Buon lavoro, vicina sbircia oltre la rete il vicino, Vincenzo Gennaro, sei ancora lì con le tue follie? Chi vuoi che se ne faccia dei tuoi intagli?
Voglio che i miei figli crescano con lamore per la bellezza risponde Gennaro.
Prima però dovreste farli, i figli! ride Vincenzo, strizzando locchio ad Antonella.
Gennaro guarda la moglie con tristezza, e Antonella, imbarazzata, rientra in casa. Non ha fretta di mettere su famiglia: è giovane e bella, vorrebbe godersi ancora un po la vita, e poi suo marito non è certo un focoso latin lover. E Vincenzo, invece? Alto, robusto, bello: Gennaro non è male, ma lui E quando la incontra vicino al cancello, le parla con quella voce dolce che sembra una brezza destate: Rosellina, sole mio Le gambe tremano, il cuore salta, ma Antonella si allontana sempre, fedele alle promesse fatte il giorno delle nozze. Madre e padre lhanno sempre istruita a custodire la famiglia, proprio come hanno fatto loro.
Eppure quanto le piacerebbe sbirciare fuori dalla finestra e incrociare lo sguardo del vicino!
La mattina dopo, mentre porta la mucca al pascolo, si imbatte in Vincenzo proprio al cancello:
Antonellina, colomba mia, perché mi eviti? Hai forse paura? Non riesco a saziarmi della tua bellezza, mi gira la testa ogni volta che ti vedo.
Vieni da me allalba. Quando tuo marito va a pescare, vieni Ti colmerò di carezze, ti renderò la donna più felice.
Antonella arrossisce, sente il cuore accelerare, ma passa oltre senza dire una parola.
Ti aspetterò, le sussurra alle spalle.
Per tutto il giorno Antonella pensa a lui. Brama quellamore, quella tenerezza che Gennaro non sa darle. E Vincenzo è così irresistibile ma ancora non riesce a decidersi. Dopotutto, fino allalba cè ancora tempo. Forse
La sera, Gennaro accende la legna nella piccola sauna, invita anche Vincenzo a scaldarsi tanto meglio, così laltro non deve accendere la sua e risparmia legna. Se ne stanno lì a darsi colpi di fronde di betulla sulla schiena, a rilassarsi e ridere come bambini. Dopo il calore sfociante, si rifugiano nel piccolo spogliatoio a riprendersi. Antonella porta loro un fiaschetto di grappa e dei salumi, poi si ricorda che ci sono ancora dei cetriolini sottaceto in cantina. Scende veloce, pronta a servire altra roba agli uomini, ma resta in ascolto quando dalla porta mezza aperta sente un discorso che le gela il sangue.
Ma che sei tutto casa e chiesa, Gennaro sussurra Vincenzo Lascia stare tua moglie, vieni con me: ho giusto trovato delle vedove che sanno come farti sentire vivo. Altro che quella tua Antonella, topolina grigia
No, amico mio sente la voce bassa ma ferma di Gennaro non mi serve nessuna bellezza, neanche voglio pensarci. Mia moglie non è una topolina, è la donna più bella che io conosca. Non esiste fiore o frutto al mondo più bello di lei. Quando la guardo non vedo nemmeno il sole, vedo solo i suoi occhi, la sua figura sottile. Mi sento pieno damore come un fiume in piena in primavera, ma la verità è che non so dire le parole giuste, non riesco a spiegarle quanto lamo. E lei si offende, lo so. Sento di essere colpevole, ho paura di perderla, non potrei vivere nemmeno un giorno senza di lei, nemmeno un respiro.
Antonella rimane immobile, il cuore che le batte forte e una lacrima che le riga il viso. Poi raccoglie tutta la forza e, entrando nello spogliatoio, dice ad alta voce:
Vai pure, vicino a scacciare la noia alle tue vedove! Noi qui abbiamo cose più importanti. Non cè ancora nessuno che abbia occhi abbastanza grandi per ammirare la bellezza del pozzo di Gennaro. Perdonami, amore mio, per i miei pensieri sciocchi, per la mia cecità: avevo la felicità tra le mani e non lho riconosciuta. Andiamo, abbiamo già perso troppo tempo
E allalba, quella volta, Gennaro alla pesca non va.






