Sono andata al ristorante per conoscere per la prima volta i genitori del mio fidanzato, ma quello che hanno fatto mi ha spinta ad annullare il matrimonio

Sono andata al ristorante per conoscere i genitori del mio fidanzato per la prima volta, ma ciò che è successo mi ha fatto annullare il matrimonio

Pensavo che incontrare i genitori del mio fidanzato sarebbe stato solo un passo naturale verso il nostro futuro, ma una cena disastrosa ha svelato la verità sul mondo di Riccardo. Alla fine di quella serata, non avevo altra scelta che annullare tutto.

Non avrei mai creduto di essere il tipo di persona capace di annullare un matrimonio. Eppure la vita ti sorprende, vero?

Sono una di quelle che preferisce prendere decisioni importanti dopo aver consultato amici e parenti, ascoltando anche i loro consigli. Ma questa volta, sapevo già cosa dovevo fare.

Sapevo che dovevo annullare il matrimonio, perché quello che ho visto quella sera era qualcosa a cui non ero affatto preparata.

Prima di raccontare quella sera, lasciatemi dire qualcosa su Riccardo, il mio fidanzato. Lho conosciuto al lavoro, quando è arrivato come nuovo responsabile junior nellufficio amministrazione. Non so dirvi perché, ma qualcosa in lui mi ha attirata subito. Era una di quelle persone che non puoi fare a meno di notare.

Riccardo incarnava il classico bello e intelligente: alto, capelli sempre in ordine, un sorriso accattivante e un senso dellumorismo travolgente. In poco tempo era diventato il beniamino dellufficio, e in breve abbiamo cominciato a parlare durante le pause caffè.

Dopo circa sette settimane che lavorava con noi, abbiamo iniziato a frequentarci. Mi accorsi subito che era esattamente il genere di uomo che cercavo: sicuro di sé, gentile, affidabile e intraprendente. Perfetto, soprattutto per una persona impacciata come me.

La nostra relazione si sviluppò in fretta. Ora che ci penso, forse troppo in fretta. Riccardo mi ha chiesto di sposarlo solo sei mesi dopo che avevamo iniziato a uscire insieme. Ero così travolta dallentusiasmo che ho accettato senza pensarci troppo.

Tutto sembrava andare a meraviglia, a parte un piccolo dettaglio: non avevo ancora conosciuto i suoi genitori. Loro vivevano in unaltra regione, e Riccardo trovava sempre qualche scusa per evitare la visita. Ma appena seppero del nostro fidanzamento, insistettero perché ci conoscessimo.

Ti adoreranno, mi rassicurò Riccardo stringendomi la mano. Ho prenotato un tavolo in quel nuovo ristorante elegante in centro, venerdì sera.

I giorni seguenti li ho trascorsi in pieno panico. Cosa mi metto? E se non gli piaccio? E se convincono Riccardo a lasciarmi?

Ho giurato che avrò provato almeno una dozzina di abiti prima di scegliere un classico tubino nero. Volevo sembrare elegante, ma non esagerata.

Il venerdì uscii dal lavoro prima, mi preparai. Trucco leggero, décolleté nere, pochette piccola e i capelli lasciati sciolti naturali. Puntavo sulla semplicità, perfetta per loccasione. Riccardo arrivò subito dopo a prendermi.

Sei splendida, amore! disse mostrandomi il sorriso che mi aveva conquistata. Sei pronta?

Feci cenno di sì, anche se i nervi mi divoravano. Spero davvero che mi accettino.

Ma certo, mi prese la mano. Hai tutto quello che un genitore desidera per il proprio figlio. Sei straordinaria.

In quel momento mi sentii un po più tranquilla, ma non potevo certo immaginare la scena che mi aspettava.

Dopo pochi minuti entrammo nel ristorante ed era davvero stupefacente: lampadari di cristallo che pendevano dal soffitto, musica di pianoforte in sottofondo. Persino i bicchieri dellacqua sembravano preziosi.

Individuai i genitori di Riccardo a un tavolo vicino alla vetrata. Sua madre, Isabella, una donna minuta con i capelli perfettamente acconciati, si alzò appena ci avvicinammo. Suo padre, Daniele, invece, serioso, rimase seduto.

Oh, Riccardo! esclamò la madre, ignorandomi completamente. Lo abbracciò forte e poi lo scrutò da capo a piedi. Sei così pallido! Hai perso peso? Mangi abbastanza?

Rimasi lì impacciata, finché Riccardo si ricordò di me.

Mamma, papà, vi presento Chiara, la mia fidanzata.

Isabella mi squadrò dalla testa ai piedi.

Ah, sì, piacere cara, sorrise, ma gli occhi freddi dicevano altro.

Suo padre bofonchiò solo un mh.

Ci sedemmo. Provai ad avviare una conversazione.

È davvero un piacere conoscervi. Riccardo mi ha parlato tanto di voi.

Prima che ottenessi risposta, arrivò il cameriere con i menù. Mentre li consultavamo, vidi Isabella avvicinarsi a Riccardo.

Tesoro, vuoi che ordini la mamma per te? So che ti mettono ansia troppi piatti da scegliere.

Ma come?! pensai.

Riccardo aveva trentanni, ma Isabella lo trattava come un bambino. Con mio stupore, lui annuì senza battere ciglio. Mi aspettavo che la smorzasse, invece nulla.

Grazie mamma, sai cosa mi piace.

Cercai di incrociare lo sguardo di Riccardo, ma era completamente assorbito dalla madre. Isabella ordinò per entrambi le portate più care: astice, costata e una bottiglia di vino da 200 euro.

Quando toccò a me, presi una semplice pasta. Non avevo quasi fame, ero più frastornata che affamata.

Durante lattesa, finalmente Daniele si rivolse a me.

Allora, Chiara, disse con tono brusco, quali sono le tue intenzioni nei confronti di nostro figlio?

Quasi mi andò di traverso lacqua. Scusi?

Beh, vuoi sposarlo, giusto? Come pensi di occupartene? Lo sai che devessere sempre in ordine, che ha il suo cuscino speciale per dormire?

Guardai Riccardo, aspettandomi che li fermasse, ma lui taceva.

Io ehm, balbettai, in realtà non abbiamo ancora parlato di questi dettagli

Devi imparare in fretta, cara, intervenne Isabella. Il nostro Richie è molto delicato. La cena per lui DEVE essere alle 18 in punto e guai a servirgli verdure. Le odia.

No, non era quello che avevo immaginato. Che succedeva? Perché Riccardo lasciava che i suoi genitori lo trattassero così?

Proprio allora, arrivò il cameriere con le portate, salvandomi momentaneamente dal rispondere. Durante la cena i genitori continuarono a coccolare Riccardo in maniera eccessiva.

Rimasi a bocca aperta quando vidi Isabella tagliare la bistecca per il figlio e Daniele ricordargli di usare il tovagliolo. Ero incredula.

Non avevo più fame, mi limitavo a giocherellare con la pasta pensando al perché Riccardo fosse sempre riluttante a portarmi a casa dei suoi.

Adesso tutti i suoi rifiuti assumevano un nuovo significato.

Quando la cena finì, tirai un sospiro di sollievo, credendo fosse passata la tempesta. E invece, il peggio arrivò ora.

Arrivato il conto, Isabella lo afferrò per prima. Pensai volesse offrire, invece restai senza parole.

Allora, cara, penso sia giusto dividere tutto a metà, no? mi sorrise. In fondo ora siamo una famiglia.

Avevano ordinato le portate più costose, mentre io avevo preso solo una pasta da venti euro. Ora pretendevano che pagassi la metà? Impossibile!

Mi voltai verso Riccardo, sperando mi difendesse. Invece lui nemmeno mi guardava.

Fu lì che tutto diventò chiaro. Il problema non era la cena costosa: era unanteprima della mia vita futura. Sposando Riccardo avrei sposato anche i suoi genitori.

Presi quindi un bel respiro e mi alzai.

In realtà, dissi mantenendo la calma, penso che pagherò solo il mio.

Davanti agli sguardi stupefatti di Riccardo e dei suoi, presi dal portafoglio i soldi necessari per la pasta e unabbondante mancia, lasciandoli sul tavolo.

Ma protestò Isabella. Siamo una famiglia!

No, non lo siamo, risposi guardandola negli occhi. E non lo saremo.

Mi rivolsi a Riccardo, che finalmente mi fissò, confuso come non mai.

Riccardo, dissi piano, tengo davvero a te. Ma questa questa non è la vita che voglio. Non cerco un bambino da accudire, voglio un partner. E credo che tu non sia pronto per questo.

Sfilai lanello di fidanzamento e lo poggiai sul tavolo.

Mi dispiace, ma il matrimonio è annullato.

Mi voltai e uscii dal ristorante, lasciandomi alle spalle tre volti sconvolti.

Mentre respiravo laria fresca della sera, mi sentii finalmente libera. Sì, mi faceva male. Sì, sarebbe stato strano il giorno dopo in ufficio. Ma sapevo di aver fatto la scelta giusta.

Il mattino seguente riportai labito da sposa in boutique.

Quando la commessa mi chiese se andasse tutto bene, sorrisi leggera come non mi sentivo da mesi. Sa che cè? Ora sì.

In quel momento capii che la scelta più coraggiosa che si possa fare è allontanarsi da ciò che non è adatto a noi. Può farci male subito, ma a lungo andare è la cosa migliore che possiamo fare per noi stessi.

E tu che ne pensi?

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