Divorzio Senza Pietà: La Storia di Oksana e Arcadio

Ciao tesoro, ti racconto quel dramma che è succi una vera commedia nera, ma con il sapore di un caffè amaro al bar di Porta Romana.

Come fa a far male rendersi conto che lamore si congela in un divorzio gelido, senza parole, spezzando tutte le illusioni di sicurezza in casa!

Come è andato il viaggio? ti chiedo io, con un filo di dubbio, quando dopo tre settimane Marco Rossi torna a casa.
Eh, è stato tutto normale, risponde lui con una calma da vecchio professore. Stanco come un cane, queste trasferte mi hanno prosciugato.
Non puoi proprio rinunciare? mormoro, guardando fuori dalla finestra del nostro salotto.
Ecco il punto, sospira Marco. Fuori te, nessuno mi aspetta, e tu non vuoi deludere i colleghi.
Lo capisci, amore, dico dolcemente.
Forse non tutto, ma molto, mi risponde, e io sorrido, ma dentro lacqua è già torbida.

Io però sapevo già che Marco non era partito per lavoro. Avevo la certezza di dove e con chi avesse trascorso quei giorni. Perché parlavo così tranquilla? Perché cerano ragioni ben solide.

Il giorno dopo la sua partenza ho trovato sotto il divano il suo passaporto. «Come ha potuto partire senza passaporto?» mi sono chiesta. Lo ho chiamato subito:
Tutto ok?
Sì, tutto a posto, ha risposto lui.
Dove sei?
Sì, in treno, mi ha assicurato.

Dopo aver chiuso la chiamata ho pensato: «Se non ha il passaporto, o ne ha un altro o sta mentendo. Allora la trasferte è una bugia. Deve esserci unaltra donna, e ora è con lei. Domani tornerà al lavoro come se nulla fosse e io lo vedrò.»

La mattina successiva mi sono presentata al posto di lavoro di Marco. A quasi otto, ero lì, davanti al tornello, e lho visto entrare. «Non cè unaltra donna? mi domandavo. Devo scoprire dove va dopo il lavoro, così la trovo e parlo con lei.» Quando è finita la giornata, lho seguito.

Scoprire la verità è stato più facile di quanto pensassi: alcuni condomini chiacchieroni mi hanno svelato tutto. Una certa Vera Pavolini, 35 anni, nubile, ha comprato un appartamento due anni fa; il suo contatto con Marco è iniziato sei mesi fa. Ora avevo mille domande, ma una voce interiore mi consigliava prudenza.

Luna! è arrivata improvvisa una voce dentro di me. Non è il momento di scatenare litigi.
Perché no? ribattevo.
Perché sei troppo scossa: le mani tremano, il respiro è affannoso, dentro cè solo odio. Ti sei guardata allo specchio? Come farai a parlare così?
Ricorda, se inizi una scenata, ti guarderanno con pietà e poi, una volta che te ne sarai andata, rideranno felici di non averti più nei loro affari. È questo che vuoi?

Quella voce mi ha dato freddezza. «Dovrò divorare senza spiegazioni, silenzioso, indifferente, così farà male a Marco», ho deciso. E subito ho sentito una spinta dentro di me.

Il piano era così:
Dirò che ci separiamo, punto e basta.
Lui chiederà le ragioni.
Io risponderò che non ce ne sono.
Il divorzio è perché ho deciso così.
Poi indifferenza, una risata sottile, un po di sgarbo.

Il mio io interno ha confermato: «Fallo piano, spudorato e calmo, colpirà il suo ego più di ogni altra cosa.»

Sostenuta, ho iniziato a prepararmi al ritorno di Marco. Nei primi giorni ho finto di credere alle sue storie di lavoro e trasferte, lasciandogli lillusione di un amore antico.

Le prime parole al suo rientro erano piene di compassione; il giorno dopo, quando è tornato dal lavoro, è iniziato lo spettacolo. Marco si sentiva sicuro e felice, ignaro che tutto stava per cambiare.

La sera, arrivato a casa, ha gridato:
Amore, dove sei? Il tuo coniglietto è tornato! Salta qui su!
Io ero sul tavolo della cucina, a sorseggiare un caffè e a mangiare una fetta di torta senza neanche tagliarla, e ho pensato: «Tardi, ormai è tutto finito.»

Marco si è lamentato del lavoro: troppi compiti, trasferte senza tregua. Io ho risposto fredda:
Non mi importa.
Lui è rimasto senza parole. Ho bevuto il caffè a grandi sorsi, mangiato la torta direttamente dalla scatola, e lui non capiva cosa stesse succedendo.

Poi, con voce gelida, gli ho detto:
Ci separiamo.
Lui mi ha guardata, cercando di capire, e io ho aggiunto:
Capito? Il divorzio è così, senza motivo, fine della storia.

Marco è rimasto scioccato, la sua rabbia contro il mio silenzio. Ha provato a fermarmi, ma ha ricevuto solo un Vai via. Io mi sono alzata, sono andata in un’altra stanza, ho detto che non avrei più mangiato torta e non avrei più spiegato nulla a nessuno.

Quella freddezza ha rotto ogni legame: indifferenza, gelo, tutto al limite. Marco cercava di mantenere la calma, ma dentro cresceva lirritazione.

«Che succede? pensava guardando la torta morsa. Ha scoperto Vera Pavolini? Ma allora ci sarebbe stato uno scandalo, non ce nè. Dunque è diverso»

Ha provato a parlare:
Luna, parliamone.
Vattene, sto riposando, ho risposto.

Lui pensava che lo stessi prendendo in giro:
Non sai cosa è il divorzio? Div ort Hai capito?

Nel frattempo è suonato il campanello: sono arrivate le figlie, Ines e Nadia. Marco le ha accolte con gioia, ma hanno risposto con lo stesso gelo di me. Le ragazze sono venute a difendere la madre, pronte a punire il padre.

Mamma vuole il divorzio, non dice le ragioni.
Perché cercare spiegazioni se le donne oggi se ne vanno così?
Devi andare via. Questo appartamento è di mamma, tu meglio torni da nonna in campagna.

Marco non riusciva a capire, non era pronto a questa offensiva. La famiglia era unita: il divorzio era un fatto, non cera più spazio per lamore passato.

Vera Pavolini è la causa dello squarcio. La freddezza di Luna è la risposta al tradimento. Le figlie hanno sostenuto la madre, accettando la sua posizione. Marco è rimasto solo, ha perso tutto.

Alla fine Luna ha chiesto a Marco di raccogliere le sue cose e andarsene, sottolineando la decisione finale e intransigente. Lui non ha mai capito quale sia stato il punto di non ritorno.

È una storia amara, piena di incomprensioni reciproche, ma è stata scelta la freddezza e il silenzioso boicottaggio per infliggere il dolore più profondo al traditore, senza ricorrere a liti rumorose.

A volte, il castigo più doloroso è il silenzio, il divorzio indifferente senza spiegazioni, quando le parole perdono di senso e ogni speranza svanisce nel vuoto di una relazione che si è ghiacciata.

Ecco, amica, è tutto. Un bacio, spero che questa storia ti faccia riflettere.

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