Povera pecorella? La storia di Lidia, una mamma di provincia che non si lascia ingannare: tra tradimenti sospetti, suocere furbe e una famiglia da difendere con le unghie e con i denti

Povera pecorella

Ciao mamma, ciao papà! è entrata tutta di corsa in casa Martina, la domenica mattina Mi sposo! Lorenzo mi ha chiesto di diventare sua moglie, ho detto sì subito, senza neanche pensarci un attimo!

Mamma mia, Martina, ormai sei proprio cresciuta ha detto Maria alzando le mani e lanciando uno sguardo a suo marito, Giovanni, che era seduto serio, tutto riflessivo con questa notizia da mandare giù.

E certo! ha sorriso Martina Ho finito luniversità, lavoro già in città. Lorenzo pure lavora, insomma, abbiamo deciso di sposarci.

Lorenzo, il ragazzo di città, i genitori di Martina lo conoscevano già: viveva con la madre, Concetta, in un paesino vicino, educato, posato, a loro piaceva. Non avevano nulla da dire contro di lui.

Il matrimonio lavrebbero organizzato i genitori di Martina, Maria e Giovanni, che erano rimasti in paese dove curavano lorto e qualche animale. Lorenzo aveva messo da parte qualcosa, ma Giovanni era stato chiaro:

Lorenzo, quei soldi tienili per la casa, che vi servirà, al matrimonio pensiamo noi, magari anche la tua mamma aiuta.

La mamma di Lorenzo, Concetta, si era fatta sentire subito:

Soldi proprio non ne ho, ho cresciuto mio figlio da sola col mio stipendio… posso giusto partecipare con qualcosa per i regali.

Maria e Giovanni non la giudicarono, però Maria non riusciva a fidarsi di lei del tutto. Decisero di festeggiare in una trattoria lì in città, nulla di sfarzoso ma una bella festa comunque.

Dopo le nozze i ragazzi presero un mutuo e comprarono casa grazie soprattutto allaiuto della famiglia di Martina, perché Concetta era ancora alle prese con i suoi debiti.

Martina e Lorenzo si trovarono per la prima volta nella loro casa, e dopo poco arrivò la piccola Chiara. Maria e Giovanni ogni mese compravano qualcosa per la nipotina, e quando potevano andavano in città portando formaggio, latte fresco, verdura dallorto e qualche salame.

Ogni tanto Maria provava a coinvolgere anche Concetta:

Concetta, dai, facciamo una colletta e prendiamo un regalo bello per la nipotina, guarda che con i bambini non basta mai niente.

Eh, Maria, io proprio non ce la faccio, scusa e le veniva quasi da piangere sono sola, lo sai…

Per il compleanno di Martina, Maria e Giovanni arrivarono carichi di cibo, carne e verdure buone di campagna; Concetta le diede cinquanta euro e Maria ci rimase male, loro avevano aggiunto altri duecentocinquanta euro in regalo. Maria era generosa con la famiglia della figlia, ma in fondo la rodeva che Concetta non desse mai una mano.

Giovanni, comè che noi tutto quello che abbiamo lo mettiamo per la nostra famiglia e Concetta mai niente? E si lamenta sempre, piange, a me fa addirittura rabbia… Ma insomma, chi oggi sta bene? Bisogna darsi da fare, non piangersi addosso. Ah, se ne avevi trovata una così te la saresti vista tu, che ti si attacca addosso e non fa nulla! Io invece faccio di tutto, e Giovanni lascoltava in silenzio, conoscendo bene lindole di sua moglie.

Maria poi notava una cosa: Concetta sempre impeccabile, vestita elegante, taglio fresco, le unghie fatte, chissà dove trova i soldi, eppure dice sempre che non ne ha…

E la risposta di Giovanni la spiazzò:

Eh, vedi che è brava, una donna deve curarsi! Ecco perché sembra più giovane delletà che ha.

Maria sbottò:

Certo, le viene facile! Sta in appartamento, non deve occuparsi di terreni o animali, fa quello che vuole! Noi sempre dietro a darci da fare, tra lorto, i polli, la casa… Fai tu tutto quello che faccio io e poi vediamo! e sapendo che Giovanni poco rispondeva, si sfogò tutta. Così, tutto andava avanti come prima: lui lavorava da autista, lei si caricava tutto il resto sulle spalle.

Quando Chiara compì tre anni andò allasilo, ma si ammalava spesso, così decisero che Concetta avrebbe badato un po a lei.

Ma sì, tanto sono in pensione, volentieri sto con la nipotina accettò Concetta.

Maria finalmente tirò un sospiro:

Meno male, almeno così Concetta aiuta i ragazzi!

Passò un po di tempo e Maria notò che Giovanni andava spesso in paese dalla figlia.

Maria, metti insieme un po di roba, uova, patate, pane… così li porto a Martina, tanto devo andare in paese per le commissioni, passo anche a vedere la nipotina.

Maria era sempre contenta di preparargli le cose:

In città costa tutto un fracasso, invece le nostre cose sono genuine, senza tutte quelle schifezze.

Giovanni però tornava sempre tardi. Allinizio Maria non ci faceva caso ma, visto che la cosa si faceva sempre più frequente, qualcosa iniziò a girarle in testa.

Mamma mia, questo mio Giovanni si è invaghito della Concetta… lo sento proprio… qui bisogna tenerlo docchio.

Così, alla volta seguente che Giovanni si preparava:

Vengo pure io, sai? Mi manca troppo vedere Chiara. E poi voglio fare un salto in negozio gli disse guardandolo negli occhi, lui rimase un attimo spiazzato ma non poté dire di no.

In macchina si vedeva chiaro che Giovanni aveva storto il naso.

Ma cos’hai oggi, sei tutto spento?

Mah, sarà il mal di testa… altro non sapeva inventarsi.

A casa di Martina, quando suonarono, aprì Concetta in vestaglia, truccata, radiosa, e appena vide Maria tutte le sue smorfie svanirono. Si ricompose subito.

Oh, non vi aspettavo! Entrate pure…

Giocarono un po con Chiara, le diedero una bambola. Dopo che la bimba si addormentò, Concetta invitò tutti per il tè visto che avevano portato un dolce e delle mele.

Maria notò subito gli sguardi un po troppo smaliziati che Concetta lanciava a Giovanni, e lui non era certo da meno.

Eh no, guarda questi come si passano i messaggi davanti a me, nemmeno si vergognano pensava Maria, che però faceva finta di niente.

Esco un attimo a fumare, avvisò Giovanni e uscì.

Appena lui lasciò la stanza, Maria decise che era il momento.

Concetta, non fare finta di essere una povera e innocente pecorella, ti ho sgamata subito. Ho visto quegli sguardi, so perché mio marito viene qui così spesso, e non certo per la nipotina. Ora basta, non fare la civetta con Giovanni. Se hai bisogno di un uomo, trovati un marito, ma lascia stare il mio! Non ti vergogni a stare dietro a un uomo sposato, e per di più pure tuo consuocero? Guarda che se non la smetti, vengo io a stare con Chiara. Smettila di rovinare la vita a tuo figlio, pensaci bene!

Concetta non se lo aspettava proprio, diventò rossa come un peperone. Pensava che Maria, con tutta la campagna da gestire, non si accorgesse di nulla, e invece… presa in pieno.

Quando uscirono dallappartamento, Maria ribadì:

Non farmi passare per una scema di paese, guarda.

Durante il viaggio di ritorno, Maria disse tutto a Giovanni:

Basta, ora hai capito, non ci vai più da solo. E quella poverella non ti fa più locchiolino! Glielho detto chiaro e tondo!

Ma dai, ti sei fatta tutto un film! Non cè niente tra noi cercava di svignarsela Giovanni.

Ah sì? E allora niente più visite alla donna sola! Se serve, la nipotina me la guardo io! Tu qui, tra orto e animali. E sai che non scherzo ribatté Maria.

La sera Martina chiamò un po seccata:

Mamma, perché hai fatto arrabbiare la signora Concetta? Lei ci aiuta con Chiara e io sono grata. Ma tu sei gelosa di papà, dai!

Maria si infastidì, capì che Concetta stava mettendo la testa anche nella figlia.

Tesoro, sei ancora giovane e certe cose non le capisci. Ti farebbe piacere se tuo marito stesse sempre con unaltra donna alle tue spalle? Concetta è adulta ormai, certe cose dovrebbe capirle da sola. Non è giusto ricevere a casa tua il marito di unaltra, e pure fargli gli occhietti. Fattene una ragione: una mamma come me ne hai una sola e ricordati, tutto quello che facciamo per te è merito mio, non di papà. Se la suocera si tira indietro a guardare Chiara, la vengo a guardare io, chiaro?

Mamma, scusami, non sapevo. È stata Concetta a lamentarsi con me, ha girato tutto a modo suo.

Eh figurati… non mi sono tenuta e le ho detto tutto in faccia, ha capito al volo che non sono stupida. La credevo sugli allori invece era lì tutta rossa e zitta… rispose Maria.

Adesso ho capito, grazie mamma… Lei voleva solo metterti in cattiva luce.

Da allora Giovanni cambiò registro: ogni volta che va in città avvisa Maria e spesso la porta con sé, quasi sempre per sua iniziativa. Maria è contenta: può stare di più con Chiara, e anche Giovanni ora dà spesso una mano nei campi, le dice che deve riposarsi, e lavorano insieme.

Un uomo, altroché, deve aver la testa impegnata e imparare a stimare la moglie pensava Maria, sorridendo tra sé. Così, finalmente ho tempo anchio per me, mi curo, mi sistemo un po… perché io valgo quanto la consuocera, se non di più!

Grazie per avermi ascoltata, un abbraccio grande! In bocca al lupo a tutti!

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

15 − twelve =

Povera pecorella? La storia di Lidia, una mamma di provincia che non si lascia ingannare: tra tradimenti sospetti, suocere furbe e una famiglia da difendere con le unghie e con i denti