Ciao, ti racconto una storia un po da villaggio, ma con un tocco tutto nostro.
Caterina, o meglio Ginevra, era sempre la donna più in vista del paese di Montecchio. Nonostante una vita intera a lavorare sotto il sole, a portare il bestiame, curare il orto e a non dormire mai abbastanza, non perse mai la sua bellezza fino agli anni più avanzati. Dopo tutti quegli anni di vita campestre non smise di essere la regina di tutti.
Giovane, Ginevra già brillava tra i paesi vicini per il suo aspetto: una figura rotonda ma elegante, capelli corvini intrecciati in una treccia spessa, occhi verdi leggermente a mandorla e labbra naturalmente carnose. Un sacco di ragazzi la corteggiavano, anche i più temerari dei villaggi limitrofi. I genitori, contadini benestanti, non la affrettarono al matrimonio; invece la mandarono a studiare a Firenze per diventare insegnante. Ogni estate, tornando nella casa di famiglia per le vacanze, fingeva di cercare un fidanzato del posto.
Un giorno, mentre passeggiava per la via del mercato, un giovane sembrò comparire dal nulla, proprio dietro di lei, appena finito di sistemarsi i pantaloni senza buche e di pulirsi il naso dalla fuliggine. Le rivolse un sorriso sfacciato, un occhiolino e fingeva di bloccarle il passo.
Ginevra, vieni al ballo di stasera, ti porto a casa e poi festeggiamo! le propose con voce allegra.
Lei scrollò la testa, evitò il “fidanzato” e tornò a casa a chiacchierare con la madre.
Oggi il figlio più grande dei Selivanovic è di nuovo qui, che pasticcio! sbuffò la madre. Ieri, invece, è arrivato un altro, venuto dal quartiere in un vecchio GAZ, si vantava di essere amico del sindaco e di poterci aiutare presto.
Mamma, non trovi qualcuno che mi piaccia davvero? Finirò gli studi e poi dovrò scegliere comunque… mormorò Ginevra, un po stanca di tutti quei corteggiatori spavaldi.
Il più grande dei corteggiatori, un certo Serafino, la osservava da lontano, senza mai osare avvicinarsi. Allinizio non pensava allamore, ma una primavera, con gli uccelli che cantavano e i fiori ovunque, vide Ginevra camminare come se fosse un angelo. Il cuore gli balzò in gola.
Decise di chiedere consiglio alla madre di Ginevra su come non farla rifiutare. Lei, guardandolo, fece una smorfia e rispose:
Figlio mio, sei un bravo ragazzo, ma non assomigli a un re delle favole; se fossi bello come nei dipinti, forse ti sceglierebbe. Guarda attorno a te, tutti i pretendenti sono così
Serafino, un po seccato, replicò:
Io conosco i miei pregi. E tu, se fossi ancora una ragazzina, quale uomo sceglieresti?
La madre, quasi senza pensarci, disse:
Nessuno mi ha chiesto davvero, ma se fossi la figlia del consigliere, sceglierei chi mi fa un regalo vero, che non costi tre mucche al mercato, ma che parli al cuore.
Serafino, confuso, chiese:
Che tipo di regalo?
La madre, sbuffando, rispose:
Non lo so! Dove è il secchio? Sto per finire il discorso, sente già la mucca nella stalla!
Pensando, Serafino ricordò una chiacchierata segreta tra la madre e la nonna sul nuovo sapone fatto in casa, acquistato da una vicina che laveva portato da Firenze.
Figlia, vieni qui, ti mostro! disse la madre, tirando fuori una striscia di sapone profumato, ancora avvolta in carta di giornale. Guarda che bel profumo! È così buono che non trovi nulla di simile in paese.
Il profumo era dolce, leggero, quasi delicato. La madre lo avvolse in un giornale vecchio e lo mise su uno scaffale come se fosse un tesoro. Pensò di provarlo il prossimo giorno di bagno, risparmiando, perché altrimenti i topi lo avrebbero rovinato.
Serafino, osservando la madre, capì che quel sapone era il regalo perfetto per Ginevra: qualcosa di unico, che non si trovava nei negozi, nemmeno nella grande città, e che, secondo la nonna, avrebbe fatto ringiovanire chi lo usava. Decise quindi di procurarselo a tutti i costi, per colpire il cuore di Ginevra.
La gente del villaggio non poteva credere che la bellissima Ginevra avesse scelto Serafino, un ragazzo minuto, magro, dal viso pallido e costellato di lentiggini, quasi trasparente, e soprattutto povero, con un padre scomparso e una madre che lottava per tre figli. Alcuni lo invidiavano, altri lo rimpiangevano, ma alla fine tutti si divertivano a osservare la loro vita felice.
Dopo le nozze, la leggenda si tramandò di generazione in generazione:
Quando il mio sposo mi ha portato quel sapone, sembrava che avesse un ordine reale in mano. Non ho mai visto un fidanzato così timido, ma con quella sicurezza da bandiera sventolata in piazza, con un sorriso che quasi rompeva il cielo.
Ginevra, sorpresa, non si aspettava quel gesto: il ragazzo le porse il sapone come se fosse una corona di smeraldi.
Questo è il regalo più prezioso del cuore, per custodire la tua bellezza fino alla vecchiaia, e se vuoi, ti prenderò ancora una cassa di quel sapone le disse con voce tremante.
Ginevra era senza parole, rimase col fiato sospeso. Nessuno dei numerosi pretendenti le aveva mai pensato a un dono così sincero. Scoprì in Serafino un animo gentile, allegro e ingegnoso, e capì che con lui la vita non sarebbe mai stata noiosa.
E così, tra risate e piccoli gesti, la coppia visse felice. Sergio (come lo chiamavano gli amici) la aiutava sempre, prendeva cura dei bambini quando lei doveva occuparsi di altre faccende, e non temeva di fare il lavoro domestico come gli altri uomini.
Gli abitanti del villaggio, a volte stupiti, si chiedevano come facesse Ginevra a mantenere la sua bellezza per tutti quegli anni, ma poi ridevano e dicevano:
È il sapone di casa che la tiene giovane, ecco il suo segreto!
Spero ti sia piaciuta questa storia, così come a noi ha fatto credere che lamore più vero può nascere dal gesto più semplice. A presto!






