Il Compagno di Code: Un Amico Fedele A Quattro Zampe

Federico non è odiato al lavoro; lo evitano più che altro. È un uomo pratico, autista esperto e dipendente puntuale, ma è assolutamente antisociale. Nessuno vuole farsi il suo compagno di viaggio e lui ne è contento. Uno dei colleghi lo ha lasciato a bocca asciutta, così lo hanno salutato con un gesto di mano. Altri camionisti gli hanno dato il soprannome LUrraco. Così è passato, e anche il suo nome vero è poco usato; il soprannome è quello che tutti ricordano.

Questo viaggio non promette nulla di speciale. Il percorso è familiare, il carico ordinario. Guida con prudenza, guarda la strada.

Mentre percorre la lato della strada, qualcosa striscia nell’erba. Vorrebbe passare senza fermarsi, ma il suo cuore gli stringe il petto. Non capisce cosa lo spinga a fermare il camion e a curiosare.

Un grosso gatto a strisce ruggisce minaccioso, quasi pronto a sacrificare la vita. Dicono che i gatti hanno nove vite; evidentemente ne ha già perse molte, perché è quasi senza fiato, con una zampa ferita, sporco di sangue.

Che ti è successo, felino? chiede Federico avvicinandosi.

Il gatto mostra i denti e miagola rauco, facendo capire che non vuole aiuti e che Federico dovrebbe proseguire per la sua strada.

Capisco, fiero, pensa Federico, ricordando il gatto di sua nonna con cui da piccolo si scaldava accanto al fuoco. Quella dolcezza è svanita, ma il ricordo resta.

Non sono un veterinario, ma vedo che non puoi lasciarlo così. Non ci sono case qui vicino, quindi ti porto al pronto soccorso animale.

Si avvicina, prende con delicatezza il gatto ringhiante e lo sistema sul retro del camion. Il felino si dimena un attimo, poi si calma, come se avesse accettato il destino.

Uscendo dallautostrada, Federico entra in una cittadina della Romagna, trova una clinica veterinaria. Il veterinario anziano, vedendo lautista con il gatto ferito, lascia passare loro la fila.

Sei fortunato, gatto dice il dottore . Lo disinfetteremo, gli metteremo un tutore e potrai tornare a camminare.

Ma devo continuare il mio viaggio! protesta Federico. Ho una consegna!

Non abbiamo rifugi per animali, e il gatto non è un cucciolo, è quasi adulto risponde il veterinario. Lo puoi tenere finché guarisce.

Il gatto fissa entrambi con gli occhi verdi, sembrando capire tutto. Unondata di colpa invade Federico. Lo prende in consegna.

Va bene borbotta, e si dirige verso il corridoio.

Due donne anziane chiacchierano accanto al bancone:

Ieri Giulia è tornata di corsa, scappando dal marito dice una.

Che sfortuna! replica laltra. È una donna doro, ma il marito è una rottura di scatole, lo picchia pure!

Per questo non è uscita di casa, ha le stesse livide commenta la prima. Il sindaco è qui per unispezione!

Federico non si intromette nella loro drammaticità. Non sa quante persone soffrano a casa. Lui stesso ha una storia di matrimonio infranto: la promessa di restare insieme fino alla fine non è durata un mese, e la sua ex è ricacciata più volte.

Prendi il gatto gli consegna il veterinario . Spero guarisca come una cagnolina. Tra tre settimane toglieremo il tutore.

Federico accoglie il felino, lo mette sul sedile e riparte.

Dopo qualche chilometro, vede due figure sul ciglio della strada: una donna disperata che agita le braccia, una bambina timorosa che le stringe la mano.

Non prendo passeggeri! ringhia Federico, come al solito.

Miao! si sente alle sue spalle.

Sei sveglio? domanda Federico. Che cosa vuoi?

Miao! ribatte il gatto, insistente.

Forse ha fame? pensa Federico. È meglio esserci, altrimenti mi andrebbe a finire con un graffio.

Ferma il camion, posa il gatto sullerba. Lanimale alza la coda, confermando lintuizione di Federico.

Ehi! Dove andate? vede due persone correre verso di lui.

Non ha tempo di allontanarsi; una donna affannata trascina la figlia e si avvicina.

Per favore, portaci con te! Sono a trenta chilometri da qui! implora.

La bambina piange silenziosa, gli occhi bagnati.

Non sono un taxista, sono un camionista! prova a spiegare Federico. Prendete lautobus!

Abbiamo perso il nostro unico viaggio risponde la donna. Se ci aiuti, pregheremo Dio per te!

Il gatto, con passo incerto, si avvicina alla bambina, si strofina contro la gamba. Lei lo accarezza; il felino ronrona.

Ti porto, ma tieni il gatto, ok? propone Federico. Lo adora!

Le lacrime della donna scendono sulle guance.

Lavoro in una clinica veterinaria, amo gli animali, ma non ho ancora una casa dove sistemarli. La zia vive a Ferrara, potremmo chiederle ospitalità!

Che succede? borbotta Federico, osservando la bambina coccolare il gatto.

La bambina, con i riccioli chiari, è spaventata ma il gatto la rassicura. Federico ricorda di aver sentito parlare della donna, forse si chiama Elena, con un marito violento, ma non vuole insidiarsi nella sua vita.

Va bene, ti porto dice.

Andiamo, Lara! esclama la donna, chiamando la figlia.

Federico prende il gatto, la bambina sale sul retro, la madre si stringe al sedile accanto.

Pagherò, non preoccuparti! insiste la donna, ma Federico risponde solo con un cenno.

Lo porto, il gatto ti è piaciuto, quindi sei una brava persona. Ringrazia il felino!

Grazie, gatto! dice la donna. Come ti chiami?

Gatto e gatto risponde Federico, sorridendo. Ci siamo appena incontrati.

Che gentile! esclama la donna. Come ti devo chiamare?

Federico risponde il camionista.

Io sono Elena, e la bambina è Lara completa la donna.

La zia accetterà? chiede Federico, un po perplesso.

Speriamo sospira Elena.

Allora chiama e chiedi dice Federico, passando al tu.

Elena arrossisce, bisbiglia:

Non ho telefono il marito è scappato

Federico le porge il cellulare.

Ricordi il numero? chiede.

Elena mormora a bassa voce, parlando di marito, fuga e gatto. Alla fine dice:

La zia ci prenderà, ma non il gatto aggiunge, scusandosi.

Lara singhiozza.

Vieni, gatto, vieni da noi sente dire la bambina. Sei buono!

Già ho fatto un patto con il felino commenta Federico.

È molto affettuosa difende Elena.

Senza riuscire a sistemare il gatto, Federico porta le due passeggere al loro indirizzo e le consegna alla zia, che li accoglie con un sorriso. Lara non vuole lasciarlo, lo abbraccia, lo bacia sul muso baffuto, poi corre verso Federico e lo stringe con entrambe le braccia.

Lara, non puoi! si spaventa Elena.

Al figlio gli manca il padre, perciò si aggrappa a te ribatte la zia.

Il cuore di Federico si stringe. Aveva messo da parte i sogni di una famiglia, di una moglie, di figli; ora una bambina con i riccioli lo fa vacillare.

Zio, verrai a trovarci? domanda Lara, guardandolo con occhi grandi. Con il gatto?

Cercherò di farlo risponde Federico, incapace di rifiutare.

Lara corre verso casa, mentre Federico ritorna al camion e riprende la strada, con nella mente il volto della bambina e della madre affranta.

Da dove arrivano questi uomini che sfruttano i più deboli? si chiede al gatto. Il felino miagola, apparentemente daccordo.

Se solo potessi spiegare loro perché non alzare la mano su donne e bambini! pensa Federico.

Miao! conferma il gatto, quasi a dire che aggiungerebbe denti e artigli alla discussione.

La presenza del gatto lo calma; è la prima volta che ha qualcuno con cui parlare durante il viaggio.

Racconta al felino della famiglia, del servizio militare, delle sue idee politiche. Il gatto ascolta, a tratti miagola approvativo, condividendo il punto di vista del camionista.

Allorizzonte, vede unauto ferma; due uomini agitano le braccia, uno scatta in mezzo alla strada chiedendo aiuto.

Il camionista, per quanto asociale, conosce la legge della strada: chi aiuta, riceve aiuto.

Che succede? domanda al primo, aprendo la portiera.

Due eventi avvengono simultaneamente. Luomo estrae una pistola, ma appena il proiettile manca Federico, una cometa a coda di gatto sfreccia accanto a lui!

Il gatto afferra laggressore con le zampe, ruggendo. Luomo, spaventato, lascia cadere larma. Federico prende la pistola, la punta verso il bandito:

Mani in alto!

Togli il gatto! grida il ladro. Ti graffierò gli occhi!

Il secondo bandito corre verso di loro; Federico, con un colpo, colpisce il volto del primo, afferra il gatto e, senza lasciare larma, salta sul camion:

Andiamo!

Ricorda il numero della stazione di polizia, chiama in pochi secondi. I carabinieri arrivano dopo mezzora, arrestano i rapinatori e informano Federico mentre passa.

I due rapinatori gli sono noti; hanno già combinato guai in passato. Uno gli dice:

Il Paese deve conoscere i suoi eroi!

Io non sono un eroe risponde Federico. Se lo fossi, avrei legato i due lì sul posto.

Un agente di polizia dice:

Hai salvato un animale, è davvero un gesto nobile. Non è colpa tua se sei ferito, è il gatto quello che conta.

Federico guarda il gatto. Il gatto guarda Federico.

È mio afferma con decisione. Lo chiamo Compagno.

Hai fortuna con il compagno sorride lagente. Hai salvato la tua vita e quella del gatto.

Federico risponde serio: Fortuna!

La storia del camionista e del suo gatto coraggioso diventa virale. La gente lo riconosce, lo saluta, gli dona gratitudine. Federico sente che qualcosa dentro di lui si scioglie, come il ghiaccio al sole, e respira più leggero.

Tre settimane dopo, quando il tutore del gatto deve essere rimosso, Federico ritorna nella cittadina dove aveva lasciato Elena e Lara. Apre la porta della clinica veterinaria e la incontra allingresso.

Oh, sei tu dice Elena, senza distogliere lo sguardo. Ho sognato che saresti arrivato!

Sembra un sogno che si avvera risponde Federico. La tua bambina è al sicuro?

Sì, la zia ci accoglie, e io ho avviato la separazione risponde Elena, abbassando la voce.

Allora inizia Federico, ma le parole gli sfuggono. Vuoi venire con me?

Gli occhi di Elena si spalancano, la bocca si apre e si chiude. Il gatto, che ha seguito la scena, miagola insistentemente.

Ho una figlia balbetta Elena.

E io ho un gatto! esclama Federico. Non so parlare molto bene, ma so che questo incontro non è stato casuale. Pensaci, ti proteggerò.

Miao! conferma il gatto.

Ci penserò promette Elena.

Un mese dopo si sposano, Federico porta casa la moglie, la bambina e il gatto, e cambia lavoro, diventando autista di ambulanze veterinarie. Il gatto, ormai chiamato Furgone, vive con loro, veglia su Lara e, di tanto in tanto, si accoccola sul divano grande, ricordando le strade infinite. La vita è più lieve, ma il ricordo di quelle strade rimane, perché un gatto saggio può fare la differenza.

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