Mamma di Benedetta.
Mamma ha cresciuto la figlia da sola, e per quanto Benedetta ricordi, è sempre stata la figlia di cui non si è innamorati. Il senso di mancanza daffetto le è rimasto fin da piccola. Non che la punissero senza motivo: era sempre a piene mani, vestita a meraviglia, e le compravano quasi tutti i giocattoli che chiedeva. Però lindifferenza della madre le colpiva come una freccia sul cuore. Era dolorosa, pesava come un macigno.
Benedetta è cresciuta dolce e chiacchierona; da bambina cercava di attirare lattenzione della mamma, di baciarla, di abbracciarla, di stringersi a lei. La donna, però, la respingeva con freddezza, continuava a fare le sue cose e non la abbracciava né la baciava mai.
Nel quartiere e a scuola la famiglia aveva una buona reputazione: la mamma partecipava regolarmente alle riunioni genitoriinsegnanti, si preoccupava della salute di Benedetta, la portava al mare di Rimini e anche al circo di Bologna. Solo Benedetta sapeva che tutto quel impegno era una routine senza anima, senza calore, senza sorriso. Così la bambina si sforzava di meritarsi lodi, studiava meglio di tutti, si comportava impeccabilmente.
Eppure tutti la lodavano tranne la madre.
Da piccola Benedetta credeva ingenuamente che fosse normale, che fosse così per tutti. Crescendo, però, ha visto altri bambini che venivano amati, lodati, rimproverati, puniti. Persone che reagivano davvero. Così ha iniziato a chiedersi il perché, ed è arrivata a una conclusione
Il padre quasi non lha mai conosciuta. Nella sua memoria resta limmagine di un uomo alto, con braccia larghe e un sorriso gentile. Lo ricordava mentre la lanciava in alto, verso il cielo, la prendeva al volo, la faceva girare e ridevano insieme. Ridevano allo stesso modo, avevano gli stessi lineamenti: Benedetta sembrava un fotocopia del padre. Sotto il materasso, da anni, cera una vecchia foto sbiadita del padre con la bimba di un anno in braccio. Con il passare degli anni, Benedetta diventava sempre più somigliante a lui. Forse la mamma è semplicemente arrabbiata con il papà, aveva pensato, e per questo sfoga la collera su di me.
La mamma la fissava spesso in silenzio, con uno sguardo lungo e triste, senza dire nulla. Il padre se ne era andato quando Benedetta aveva tre anni; da allora gli alimenti erano lunico promemoria della sua presenza, ma lui non ricordava più la figlia. Benedetta lo aveva perdonato da tempo.
È incomprensibile perché la rabbia sia rimasta su di lei. Esteriormente la bambina si era rassegnata a quel rapporto, ma dentro il risentimento si era accumulato, trasformandosi in un blocco di ghiaccio che schiacciava il petto con un freddo pungente.
* * *
È arrivato il giorno dellultima campanella. Benedetta, con il grembiule di pizzo bianco, cercava la mamma tra la folla; la madre era apparsa solo allinizio, ha ricevuto i complimenti del preside per la figlia ben educata, poi è svanita nella massa. Benedetta osservava con una punta dinvidia i genitori che si abbracciavano, gli scatti fotografici, e trattiene a stento le lacrime di delusione.
Poi è arrivata la decisione di iscriversi alluniversità. Benedetta era fiera di sé: con quella concorrenza accedere a una laurea a costo zero era quasi impossibile, eppure ce laveva fatta! La mamma ha accolto la notizia con calma, senza sorriso né traccia di orgoglio. Ha solo chiesto se cera un dormitorio e dove sarebbe vissuta durante gli studi.
Senza più rancori, Benedetta ha stipato le cose nello zaino e si è trasferita prima da unamica, poi ha chiesto un posto al dormitorio.
* * *
Gli anni sono passati; la figlia e la madre hanno quasi smesso di parlarsi, cosa che ha sorpreso suo marito e la suocera, la quale è diventata il vero punto di riferimento di Benedetta, la sua nuova famiglia. La madre di sangue non è venuta nemmeno al matrimonio, ha inviato una somma di denaro decente e un biglietto di auguri formale.
La suocera, invece, ha insegnato a Benedetta tutti i trucchi della gestione domestica e, soprattutto, lamore. Spesso le due passavano la serata a chiacchierare sorseggiando tè in cucina, confrontandosi su tutto. La donna poteva avvicinarsi, abbracciarla e piangere sinceramente. Benedetta ha cominciato a chiamarla mamma già un mese dopo le nozze.
La madre di sangue, come se fosse svanita, sembra aver trovato la felicità nella solitudine e nel silenzio. Non ha mai chiamato per primo, non è venuta a prendere Benedetta e il marito dallospedale, e nemmeno le foto del neonato che la giovane madre le mandava le ha aperte. Benedetta taceva, ma spesso piangeva in bagno la sera.
La suocera vedeva tutto, notava gli occhi rossi della nuora, il volto gonfio di lacrime, e sospirava gravemente
Quando Benedetta e il marito, con il piccolo nipotino, sono andati a fare gli auguri di compleanno alla madre, lei, prendendo il regalo, ha ringraziato di fretta e non ha nemmeno lasciato entrare la giovane coppia, sbattendo la porta sul naso del nipote. La suocera, donna di cuore e molto premurosa, ha deciso di ristabilire la giustizia. Ha colto lautobus e, con la ferma determinazione, è andata a casa della suocera per parlare, a tutti i costi.
E lì è emersa tutta la verità.
* * *
Il padre di Benedetta ha cominciato a frequentare i locali subito dopo il matrimonio, quasi senza sosta. La giovane moglie non ha voluto rovinare la famiglia, nonostante le uscite prolungate del marito. Dopo mesi di assenza, luomo è tornato a casa con un bambino tra le braccia: una delle sue amanti aveva partorito, e lui, da padre, ha portato il piccolo nella casa della moglie legittima.
Cosa provò la donna è difficile da spiegare a parole. Allevare un figlio di unaltra donna, di un uomo che amava, è un compito arduo. Amare quel bambino, sinceramente, dal profondo del cuore, è ancora più difficile. Ci è provò onestamente, quasi riuscì, ma il marito alla fine è sparito, lasciandola con una figlia che non serviva a nessuno, testimone del suo tradimento.
Che fare con il bambino? Mandarlo in una casa di accoglienza e ricostruirsi una vita? Avere altri figli? E cosa direbbero gli altri? Spaventata dal giudizio, ha rinunciato a sé stessa per proteggere Benedetta.
Ha passato tutta la vita a cercare di amare la bambina, ma guardandola, vedeva il volto del marito traditore, capiva che ancora amava quelluomo, mentre la figlia era solo una pallida copia.
* * *
Quando la suocera è tornata a casa, Benedetta e il piccolo dormivano abbracciati nel grande letto matrimoniale. Il marito era fuori per lavoro, e il bambino si era trasferito felice nella culla dei genitori.
La suocera si è seduta in silenzio sul bordo del letto, ha coperto il nipotino con una coperta, ha sistemato delicatamente i capelli spettinati della nuora
Come raccontare tutto? Serve davvero dire tutta la verità?
Benedetta, sentendo le mani di una sconosciuta, ha aperto gli occhi assonnati e ha guardato la donna.
Dormi, tesoro, dormi, piccolina. la suocera le ha dato un dolce bacio sulla fronte, ha chiuso la porta a chiave e, con un sussurro, è sparita.






