SOPPORTARE E AMARE: UN VIAGGIO TRA PASSIONE E RINUNCIA

STANZI-AME

Giulia balzò sullo scalino dellaereo, urlando con la voce spezzata:
Bruno! Ti amerò per sempre! Tornerò, vedrai!
Poi tornò al suo posto, si sedette e piangeva amaramente. Accanto a lei era il marito, Bruno. Guardava fisso loblo, in silenzio. Solo gli dei sanno cosa attraversava la sua mente, ma mai Bruno rimprovererebbe Giulia, né con parole amare né con sguardi freddi. Sulle ginocchia di Bruno cera la loro figlia di due anni, Lucrezia, che non capiva perché la madre singhiozzasse e il padre non la consolasse.

Laereo prese la rotta verso Roma.

Nella cabina, numerosi parenti di Giulia e Bruno attendevano il loro volo verso la terra promessa, per sempre

A Bologna, Giulia aveva un amore chiamato Edoardo. I due studiavano insieme alluniversità e Giulia era certa che Edoardo sarebbe stato suo sposo, inevitabilmente. Il loro amore si rafforzava ogni giorno, più caldo, più ardente.

Allimprovviso, la madre di Giulia annunciò il trasferimento in Italia. Abbiamo trovato per te un dignitoso proposto nel nostro cerchio, diceva.

Giulia rise dellinaspettata notizia, ma presto arrivarono i testimoni con il fidanzato. Vedendo Bruno, Giulia fuggì silenziosa dal suo salotto. Il proposto non la colpì affatto; però i parenti decisero la sposa senza di lei. Sarà un matrimonio! Formiamo una coppia perfetta!

La madre, comprendendo lo sconforto della figlia, la incalzò:
Giulietta, dobbiamo partire! Dopo potrai vivere la vita che desideri. Guarda Bruno: è calmo, intelligente, un vero cavaliere. Ti piace! Pazienza, la cosa si sistemerà, lamore arriverà.

Giulia raccontò tutto a Edoardo.
Edoardo scrollò le spalle:
Giulia, non puoi andare contro la tua famiglia. Io anchio, non è che mi piaccia, ma accetta.
Giulia lo giudicò un codardo. Allora si è arreso, senza fare nulla!

Nel disperato, accettò di sposare Bruno.

Seguì il pianto, le partenze, i litigi per i piatti. Bruno però proteggeva sua moglie, perdonando tutto con magnanimità, sapendo che lamore di Giulia per Edoardo non si poteva cancellare. Doveva conquistare il suo cuore.

Quando nacque Lucrezia, Giulia si tuffò nella maternità, un rifugio temporaneo. Continuava a pensare a Edoardo.

Infine i parenti sistemarono i documenti per il trasferimento. Le valigie furono caricate. Edoardo, incognito, arrivò allaeroporto per salutare Giulia. Giulia, già a bordo, vide in lontananza Edoardo che le lanciava dei fiori. Senza esitare, corse sullo scalino. Edoardo le gettò un enorme mazzo di margherite, che però si disperse al suolo, sparpagliandosi sullerba.

Laereo accelerò. Il vento disperse i fiori su tutta la pista di decollo.

Roma, una nuova dimora. Una nuova vita. Innumerevoli difficoltà sul sentiero della felicità. Passarono anni prima che Giulia e Bruno potessero respirare tranquilli. Dovevano imparare litaliano, i costumi locali, abituarsi al clima caldo, trovare lavoro.

Alcuni nonni, col tempo, si sono uniti alleternità. Giulia diede alla luce altre due figlie: Arianna e Carmela. Bruno rimase sempre al suo fianco, come un angelo custode, si occupò di ogni faccenda domestica.

Bruno viaggiò con Giulia in tutta Europa. Il giorno del cinquantesimo anniversario, davanti a figli e nipoti, Giulia dichiarò il suo amore sincero a Bruno, e lui rispose che ancora non credeva alla propria felicità infinita.

La madre di Giulia aveva ragione: si è sopportato, si è amato.

Quando la migliore amica di Giulia, venuta da Bologna, la visitò e chiese: Edoardo non ti sei dimenticata? Non si è mai sposato, non ha trovato sposa, Giulia rispose, sorpresa:
Edoardo? Chi è?

Il sogno fluttuava, le parole si dissolvono come nuvole, ma il ricordo resta impresso nel cuore.

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